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Sorrisi disperati.

@amami-madavvero

  E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.  
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Posso dire di aver imparato due o tre cose sull’amore che funziona. Credo che gli opposti non si attraggano e i simili non si sopportino.

Per me le coppie che funzionano sono quelle che non si promettono niente, nè si dicono troppe cose importanti tutte insieme. Quelle che escono la prima volta e se ne stanno su un muretto a parlare per ore, senza cene, senza luoghi speciali, senza troppe preparazioni per le quali poi uno quasi si sente in debito.

Rispettare le tappe.

Quelle che non si vengono a parlare di convivenza dopo un paio di mesi solo perché la loro età dice che forse sarebbe il momento, o che potrebbe essere una buona idea per sperimentare, che all’inizio sembra una buona idea, trasportati da tutta quella valanga di emozioni strane. A mente fredda, magari prima vediamo quanto abbiamo da dirci e da ridere, e poi vediamo se siamo in grado di sopportare i calzini di un’altra persona, i peli nel lavandino, la routine, in quattro mura, tutti i giorni.

Credo nelle coppie che ascoltano la stessa musica, credo profondamente nelle vacanze separati, ma nei viaggi, quelli no. Perché attenzione, c’è chi ancora non coglie la differenza.

E credo, più di ogni altra cosa al mondo, nelle coppie che ridono, ridono sempre, ogni ora di ogni giorno. Che ridono quando lui si prova una camicia ridicola nel camerino di un negozio, quando uno dei due imita l’altro, quando alle serate tra amici vengono fuori storielle divertenti, passate, magari pure con altre relazioni, quando ancora nessuno sapeva nemmeno dell’esistenza dell’altro.

La gelosia gratuita non l’ho mai capita.

Credo in due chiamate al giorno anziché mille messaggi al minuto.

Credo nelle coppie che sanno rimanere anche in silenzio, che qualcuno ha detto che, in fin dei conti, quei silenzi non possono essere neanche considerati tali; quel qualcuno ha maledettamente ragione.

Credo nelle coppie che alzano il gomito insieme, credo che una mano sulla fronte sia più rassicurante di una mano nella mano.

Credo nella realizzazione di un pranzo insieme, cercando di attribuirsi più meriti possibili ma sapendo bene che senza il gioco di squadra non sarebbe mai venuto fuori ‘sto capolavoro culinario.

Credo nei regali senza motivo e negli anniversari mai ricordati, nei problemi affrontati subito, nella pizza mangiata sul cofano della macchina, credo nelle comitive di amici diverse, con qualche punto di incontro qua e là ogni tanto.

Io credo che queste coppie, in un modo o nell’altro, al per sempre ci arrivano, prima o poi.”

Tommaso FusariCiò che (più o meno) ho imparato definitivamente (o forse no) sull’amore.

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septeline
“Ma la mia vita, vecchio mio, la mia vita deve puntare in alto.”

The Great Gatsby

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la verità è che la mia vita senza te fa schifo, che litigare con te mi fa stare tremendamente male e che svegliarmi e non trovarti accanto mi fa venire un mal di pancia così forte che mi spezza il respiro. La verità è che litigare con te è odioso, ci chiudiamo in dei silenzi che mi fanno tanto paura e mi sento una bambina che ha combinato un guaio e nessuno le vuole più bene, o almeno, per un po’ la amano di meno. La verità è che ho paura che da un momento all’altro tu possa smettere di amarmi, che i miei sorrisi e i miei occhi non ti facciano più sognare, che i miei capelli diventino insopportabili per te, che il mio corpo non ti procuri più piacere, che la mia luce un po’ si affievolisca e tu senta freddo. Ho paura, ho una così dannata paura di perderti, di stancarti, di sentirmi dire che è stato bello, ma che bello, ora, non lo è più.

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Ti va di sbagliare strada insieme? Ti va se facciamo il mare assieme? Vuoi essere la domenica della mia vita? Ma senza esami, senza elezioni, senza lunedì E se non hai da fare, ti va di salvarmi la vita?

— Lo stato sociale

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“Cosa faresti al posto mio se ogni pensiero fossi io?”

- Vasco Rossi, Sto pensando a te.

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marika-pap

C'è sempre un po’ di verità dietro ad ogni “stavo solo scherzando”. Un po’ di conoscenza dietro ad ogni “non lo so”. Un po’ di emozione dietro ad ogni “non mi interessa”. Un po’ di dolore dietro ad ogni “sto bene”.

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come quando ti guardavo da lontano, perché ho capito che le cose belle, certe volte, non vanno toccate. Come quel grande cartello al museo “Vietato toccare” perché l'arte non va danneggiata. Come quando non ti parlavo per non danneggiare, quel che da lontano notavo di te.

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e adesso togliti la giacca e l'elastico per i capelli e gli occhiali da sole e i dubbi e le scuse e il pensiero di fare tardi perdiamo tempo che se non perdi tempo ti resta solo tempo perso

Lo Stato Sociale
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Non voglio qualcuno che si preoccupi per me, voglio qualcuno che mi ami. E sai qual è la differenza? Se ti preoccupi per me mi chiami e vuoi sapere come sto. Se mi ami mi chiami e dici che stai arrivando.

Susanna Casciani (via ragazzo-fenice)

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Non capivo perché tutto questo mi faceva male. Avevo talmente tanta di quell'ansia, che mi veniva un buco allo stomaco e giramento di testa. Non sapevo neanch'io con che forza riuscivo a scrivere per raccontarti tutto ciò. Cercavo di non essere una psicopatica depressa quando stavo da sola, ma non ci riuscivo. Nel momento stesso che qualcuno mi lasciava da sola, in quello stesso momento io impazzivo pensando. Forse era questo il mio male. Pensavo troppo e ricordavo tutto quello che mi aveva ferito nel profondo. C'erano alcune frasi nella mia testa che non erano facili da cancellare. Avevo delle immagini di comportamenti che a mio parere, non erano stati molto corretti nei miei confronti. Avevo troppe cose in testa che mi facevano impazzire e avevo paura che con il tempo,tutto questo, mi avrebbe uccisa. E stava funzionando.
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Che brutta sensazione quando hai crisi di pianto improvvise. Non quelle impetuose, aggressive. Quelle delicate, quando le lacrime scendono piano, lente e, così, pensi che siano facili da controllare: avvicini la mano e le asciughi, ma dopo pochi secondo eccole lì, di nuovo. Non vanno via, si rigenerano di continuo, ne cancelli una e ne nasce un'altra. Come i tuoi problemi. Come i tuoi pensieri. Ti adagi, fai una smorfia e ti arrendi: le lacrime scendono e tu sembri modellare sul tuo viso percorsi per facilitarne il passaggio.

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Auguri a te mamma, che nonostante tutte le incomprensioni e ciò che abbiamo dovuto affrontare, le urla e i pianti, le lacrime e i sorrisi, sei e rimarrai sempre l amore della mia vita. Devo a te tutto ciò che sono oggi. Sei la donna più forte che conosca, la mia spalla, la mia guida, sei ciò che è di più bello e prezioso in questo mondo.

Nonpuoigiudicarmi (via nonpuoigiudicarmi)

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Il post non è mio ma, potrebbe far bene a tante persone quindi lo posto lo stesso.

Mi chiamo… Anzi non mi chiamo. Sono troppo piccolo per avere un nome. Ho appena qualche settimana di vita. La mamma non si è ancora accorta di me. Semplicemente, percepisce in lei qualcosa di diverso, ma non immagina cosa possa essere: improvvisi sbalzi d'umore, capogiri, eccessiva stanchezza. Non sa che io sono dentro di lei. Poi realizza il fatto di avere un ritardo, e si spaventa. La mamma è giovane. Va ancora a scuola. Percepisco la sua angoscia, e mi ferisce la sua speranza della mia inesistenza. Continua a ignorare la cosa, a voler credere che io non esista. Oggi però ha finalmente trovato il coraggio di scoprire la verità adesso sta entrando in farmacia per acquistare un test. Si rivolge al farmacista timidamente, parlandogli a bassa voce. Temo che si vergogni di me. Torna a casa. Chiudendosi in bagno, affronta la realtà: prende il test fra Ie sue mani, e dopo qualche istante comprende che c'ero, che esistevo. Mi ha profondamente colpito la sua disperazione: avvertivo il suo dolore, unito al mio che cresceva man mano per la sua infelicità. Perchè non mi vuoi, mamma? Non piangere, tranquilla. Ci sono qui io che ti voglio bene. Adesso prende il cellulare. Sta facendo uno squillo a papà. Non so cosa gli stia dicendo, ma la mamma si arrabbia molto con lui, grida, gli urla che io non sono un dente cariato da estirpare: sono un essere umano! Dice che non può tirarsi indietro, fingere che la cosa non esista, perchè, che lo voglia o no, lui è mio padre. La mamma e così piccola ancora, fragile, ha bisogno del sostengo morale di papà, soprattutto per dare la notizia ai nonni. Invece si trova costretta ad affrontare ogni cosa da sola, perchà papà non vuole saperne di me. Papà, quando la mamma ha saputo di me è scoppiata in lacrime, tu addirittura vuoi buttarmi via: perchè non mi volete? Cosa vi ho fatto di male? Sono solo un bimbo innocente. Ora la mamma lo sta dicendo alla nonna. Nonna, cosa fai? Perchè hai dato uno schiaffo?!? Cosa c'è di tanto cattivo in me, che non deve nascere? Mamma tranquilla, andrà tutto bene. Non intristirti perchè hai litigato con la nonna. Vedrai, Ie passerà. Andrà tutto bene. Sono passati tre giorni. Ora ho tre giorni di vita in più. Che bello, non vedo proprio l'ora di nascere, di imparare a camminare, a parlare, a correre. Voglio che mi insegni tutto quello che sai, mamma. E non importa se papà non mi vuole, magari con il tempo cambierà idea. Per adesso mi basti tu. È cosi bello addormentarsi con te, mammina, svegliarsi con te, accompagnarti in ogni cosa che fai. Ora stiamo entrando in uno studio medico. Non piangere, mamma. Ci sono qui io che ti voglio bene. Vedo il dottore, molte macchine e tanti infermieri. Sei già curiosa di sapere se sarò un maschietto o una femminuccia? Eppure tu continui imperterrita a singhiozzare. Cos'è? L'emozione di sapere il mio sesso? Continui a ripetere, accarezzandoti il ventre «perdonami, bambino mio». Perdonarti di cosa?!? Perchè dovresti avere bisogno del mio perdono? Cosa stai facendo, per chiedermi scusa? Sento un dolore, una specie di ago che invade il mio piccolo mondo perfetto. Ho capito tutto. Le mie cellule strappate dalla tua carne. Ora capisco che tu non mi insegnerai mai a camminare, a parlare. Perchè io non nascerò mai. Non piangere mamma, io ti perdono. Chissà se esiste un paradiso per i bimbi mai nati. Addio mamma. Saremmo stati felici insieme, ti avrei voluto tanto bene. Addio. II tuo bambino senza nome.