Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto.
— Eugenio Montale

Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto.
— Eugenio Montale
quelnovemarzo (via quelnovemarzo)
Se una cosa ti fa stare bene non trovo giusto lasciarla andare.
M. Bisotti (via pura--follia)
Fra tutte le carezze, gli abbracci e i baci che ci siamo dati, la cosa più intima che ho fatto con te è stata raccontarti di me – perché è più facile mostrare le smagliature sul corpo, è molto più difficile mostrare le cicatrici sul cuore.
Oscar Wilde (via lavitasospesa)
ama chi ti ama non amare chi ti sfugge ama quel cuore che per te si strugge non t'ama chi amor ti dice ma t'ama chi guarda e tace
W. Shakespeare
Italo Svevo, La coscienza di Zeno (via uncasinoinnamorato)
“Ti meriti un amore che ti voglia spettinata, con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta, con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura, in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te, che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti, che ti appoggi quando fai la ridicola, che rispetti il tuo essere libera, che ti accompagni nel tuo volo, che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie che ti porti il sogno, il caffè e la poesia.”
– Frida Kahlo.
Johann Wolfgang Goethe: I dolori del giovane Werther (via frammentiidisperanza)
Jodi Picoult
(via solisenzaunfuturo)
Bukowski (via
)
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L’opera nasce in un momento di grande dolore per l’autrice, causato dalla sofferenza per il divorzio dall’amato marito, Diego Rivera. Il dipinto raffigura uno sdoppiamento: a sinistra la Frida vestita di bianco, in un abito dalla foggia occidentale, a destra la Frida colorata, con indosso gli abiti della tradizione messicana. La Frida lasciata da Rivera e la Frida da lui amata. Le due siedono di fianco, sulla stessa panchina, ma non si guardano. Si tengono per mano e sono legate da una vena che connette il cuore vivo, dal colore rosso acceso, all’altro impallidito, che sembra ardere. Il rosso: colore della passione, ma anche del sangue. Simbolo di vitalità ma anche di dolore. Quel dolore che si connette tipicamente ad ogni separazione e che si caratterizza con vissuti di grande sofferenza interiore. Quella che l’individuo ferito tenta di eliminare. A questo fanno pensare le forbici. La lacerazione ma anche la volontà di recidere. Il desiderio di arrestare vissuti dolorosi e tagliarli fuori in modo più o meno consapevole. La fatica di entrarci è simboleggiata dall’assenza di uno scambio visivo. La Frida colorata ed amata non guarda la Frida addolorata, appiattita nei colori e sanguinante. Spesso il dolore diventa una barriera che logora e non consente né una integrazione al proprio interno, né una condivisione con l’esterno. Ma l’afflizione che ogni separazione comporta, è parte inevitabile ed ineliminabile dell’esperienza umana. E riguarda tanto il rapporto con l’altro, quanto quello con sé stessi. Anche nella costante crescita individuale, cambiamento e sviluppo richiedono passaggi che implicano sempre dolore. Questo è connesso con il processo di distacco da parti di sé ormai superate. Lasciarle andare è necessario per fare spazio a nuovi aspetti personali. Essi sono frutto della scoperta e dell’arricchimento del confronto con l’altro e con sé stessi.
Pedro Salinas (via perpassareiltempo)
Italo Calvino (via frammentiidisperanza)
13 reasons why (via itselliesss)
- Hermann Hesse (via confondersitralagente)