how do i overthink so much and then Still make the wrong decision
io ancora adesso
non so bene se tu sei
la cosa che più mi distrugge
o l'unica
che ancora
è in grado
di salvarmi veramente
Poi s'è spento.
Un giorno
qualcuno mi chiese
“cos'è il dolore?”
e io non seppi rispondere.
Ma oggi
ho trovato le parole giuste.
Il dolore
è quando qualcuno
ti prende le mani
e ti fa entrare nel suo mondo,
ti lascia conoscere
le sue paure
e le sue insicurezze,
per poi farti ridere tanto,
fino a quando lo stomaco ti fa male.
Ti fa sentire importante
perché sei l'unica persona
che tratta così,
con cui condivide se stesso.
E poi, senza una ragione
ti lascia le mani
e si allontana da te
1, 2, 3, 5, 100 passi,
e ti mostra che può essere felice
più di quando lo era con te
con chiunque altro.
Questo è il dolore.
A.Alpi (via @queitaglisuipolsisporchi)
Te la dedico, è tutta per te.
I really hope the universe brings me to the right people I need in my life this year.
my heart is different now.
i pay attention to shit you wouldn’t even think i’m paying attention to.
the worst feeling is when you feel like you’re annoying the only person you wanna talk to
“You often feel tired, not because you’ve done too much, but because you’ve done too little of what sparks a light in you.”
— Alexander den Heijer (via samxcamargo)
“le tremava la voce quando ti parlava,come facevi a non capire?”
—
i wanna talk about it but i really dont wanna talk about it
“Si vede che lo ami. Si vede dal modo in cui lo ignori. Si vede da come non lo guardi, come fosse qualcosa di proibito. Si vede da come speri di sentire i suoi occhi posati su di te. Si vede da come cerchi di nascondere l'agitazione quando lo senti più vicino. Si vede cara, e potrai dire in giro di odiarlo, potrai convincerli che ti è indifferente e che hai voltato pagina, ma non puoi mentire a te stessa. Si vede, che non hai mai smesso di amarlo, e che hai una paura fottuta di non smettere mai.”
— Burnwithfire
Mi hanno chiesto che farei se tu tornassi. Se tornassi mi prenderei un momento per sentire come mi sento quando mi sei accanto, il cuore che corre molto più veloce di come hai corso tu quando m’hai lasciata qui, la voce che mi trema anche solo all’idea di te, gli occhi che mi brillano come se vedessero il mare per la prima volta e si spaventassero per quanto è profondo. e menomale che ti vedo poco, se no adesso sarei morta. So che non potrò mai guardarti neppure da lontano con indifferenza anche se me l’ero ripromesso. So che la mia mente non sa più che fai, cosa vedi e addirittura chi sei ma il mio cuore conosce a memoria il tuo e le tue paure, le tue maschere e le tue paranoie e non può dimenticare. E non posso dirgli di dimenticare, non posso costringerlo perché averti accanto è stata l’unica volta che s’è sentito vivo davvero e sarebbe come mettere al mio cuore il silenzioso e non va bene perché io voglio essere ancora la persona che sono stata insieme a te voglio ancora sentirmi viva, voglio ancora sentirmi una persona che ne guarda un’altra e sa che quella sfida è una montagna russa non ne esci viva ma ne esci più viva che mai. Non mi sono chiesta che farei se tornassi, perché so che non torneresti. Mi hanno chiesto che farei se tu tornassi ho risposto che mi prenderei un momento un’ora, un giorno non importa il tempo necessario per guardarti negli occhi abbracciarti e darti un bacio e spogliarti e rivederti vero, il tempo adatto a ritrovare quella sensazione a sentire quella scossa a sentire il mio cuore seguire un ritmo a parte salutarmi. saltare, sparire quasi volare, il tempo adatto per sentirmi una persona, ancora per sentirmi di nuovo viva poi non ti chiederei di restare. poi chiuderei gli occhi perché non mi va per niente di pugnalarmi guardandoti di nuovo voltare le spalle e sparire e ti lascerei andare.





