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@7agosto15

“Odio il modo in cui mi parli, e il modo in cui ti tagli i capelli.  Odio il modo in cui guidi la mia macchina, Odio quando mi fissi.  Odio i tuoi stupidi anfibi, e il modo in cui mi leggi nella mente.  Ti odio così tanto che mi fa star male, mi fa persino scrivere poesie.

Odio quando hai sempre ragione, 

Odio quando mi menti.  Odio quando mi fai ridere, e ancora di più quando mi fai piangere.  Odio quando non mi stai intorno, e il fatto che non abbia chiamato.

Ma più di tutto odio il fatto che non ti odio,  Nemmeno quasi,  nemmeno un pochino,  nemmeno per niente.”

[10 cose che odio di te.]

“Stare con me è difficile, lo so e l’ho sempre saputo. Sono una di quelle che vive di piccoli gesti e di attenzioni. Un fiore, qualche bella parola, una cena fuori, una canzone, una porta tenuta aperta per farmi passare per prima, uno sguardo ogni tanto. Sono una di quelle che danno peso alle parole. A quali vengono scelte, come vengono dette, al tono di voce. E le parole, quelle che segnano, devi dirle bene. Devi dimostrarle bene. Sono una di quelle che non si accontenta, mai. Non mi accontento di un amore mediocre, di una relazione mediocre, di un uomo mediocre. Sono una di quelle che ama la propria libertà, e proprio perchè la amo mi rifiuto di metterla da parte per il primo che promette amore eterno. Che poi si sa, le parole se le porta via il vento. Sono una di quelle che è capace di mettersi a ballare senza musica sotto la pioggia, solo per sentirsi un po’ più viva, un po’ più libera, un po’ più selvaggia. Sono una di quelle che se c’è una strada dritta, spianata, distesa sceglie quella più tortuosa, più diroccata e insidiosa, ma che in un modo o nell’altro arriva alla meta. Sono una di quelle che non rimane indifferente o zitta se una cosa non le sta bene. No. Io sono una di quelle che sbatte pugni contro il muro, che si incazza e bestemmia contro il cielo per farsi sentire. Sono una di quelle che non tieni in un angolo, perchè se voglio stare in disparte mi ci metto da sola. Sono una di quelle che non sceglie chi giura amore o chi ostenta affetto in pubblico, ma che sceglie quelli con l’anima in fiamme, delusi e feriti e che per strappargli uno sguardo amorevole devi pregare, perchè se scegli loro stai sicura che ti distruggeranno, ma ti ameranno davvero. Sono una di quelle che fa ciò che vuole, come vuole, con chi vuole, anche pentendosene ma lo fa perchè in quel momento vuole così. Sono una di quelle che indossa un sorriso e la sua armatura e non la vedi crollare manco se ti impegni, anche se poi magari crollo a casa da sola. Sono una di quelle che passa le nottate sveglia, perchè la notte è per persone vere. Sono una di quelle che vede e sente tutto, ma che non lo dà a vedere per poi colpirti e farti male quando vuole. Sono una di quelle che incassa colpi su colpi ma non cade, e se cade si rialzerà sempre una volta in più. Perchè mi è stato insegnato così: toccare il fondo per avere più spinta. Sono una montagna russa, io. E voi preferite le giostre a cavalli.”

— Andrea Nicole

“Non l'ho dimenticato. Nonostante sia passato un sacco di tempo. Sono cambiata, sono sicura che anche lui è cambiato. Ma una cosa è rimasta la stessa: l'effetto che mi fanno i suoi occhi. Quello non cambia, mai. Anche se fingiamo di non conoscerci, fingiamo che non sia mai successo niente, ci guardiamo di sfuggita, come fanno due estranei, e nemmeno ci salutiamo. Ma quando ci guardiamo cambia tutto, mi crolla il mondo, anche se magari in quel momento ho in testa un altra persona. I suoi occhi, in ogni caso, mi abbattono sempre, completamente. E mi ci vuole qualche minuto per tornare allo stato iniziale. Solo un ricordo. Il migliore, il più bello, quello che continua a fare male. No, non l'ho dimenticato e qualche sera ripenso a lui. E mi innamoro ogni volta e ogni volta mi tortura un po’. E non l'ho dimenticato, sul serio. Non potrei mai.”

— Anonimo

“Amo aprire l'acqua della doccia,sedermi per terra e chiudere gli occhi. Mi fa entrare in un momento di oblio. Questo perché vado ad interrompere il normale ciclo delle cose, mi fa sentire incastrato fra il vivere e il non vivere. Sono attimi di assenza,dove nulla porta pensiero o ha importanza. Il rumore dell'acqua fa meditare lo spirito e le gocce che sbattono sul fondo della doccia tengono in vita la mente. Giusto quel che serve per non evadere da questo delirio.”
“No, non sono pazzi questa gente che si diverte, che gode, che viaggia, che fotte, che combatte – non sono pazzi, tanto è vero che vorremmo farlo anche noi.”

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere (21 nov. 1937)

Mi sono innamorata di lui

Mi sono innamorata di lui, quando ho riconosciuto la stessa mia forza di carattere. Mi sono accorta di esserne innamorata, quando ogni pensiero correva a cercarlo.

Mi sono innamorata prima del suo cuore, e poi dei suoi modi di fare.Mi sono innamorata della sua voce, dio che voce!

Mi sono innamorata dei suoi occhi e delle sue labbra, mi sono innamorata dei suoi sguardi. E più mi innamoravo di lui, e più finivo con imparare ad amare me stessa.

E mi innamoro ancora di lui, ogni giorno, ogni momento, ogni istante.

Credo che continuerò ad innamorarmi di lui ogni giorno della mia vita.

- Mya Antares

“– Ma dimmi, come capisci di essere innamorata?
– A dir la verità non è stato facile capirlo, non è stato facile per niente. Quando ti piace qualcuno sei pronta subito a dire che lo ami, ma non è sempre la verità. C’è una differenza tra ’ piacere una persona’ e ‘amare una persona’. IO ho capito di amarlo nel momento in cui sono riuscita a superare tutte le mie paure, le mie debolezze, quando sono diventata meno timida del solito. L’ho capito quando lo guardavo ed era tutto ciò che volevo, quando sorrideva ed io ero felice e quando stava male lo ero anche io. L’ho capito quando mentre stavo con lui tremavo e allo stesso tempo mi sentivo a casa. Come se lo conoscessi da anni e avevo una certa confidenza. Non lo so come l’ho capito, so soltanto che quando c’era mi batteva forte il cuore e quando non c’era mi sentivo sola. Anche quando ci salutavamo perché dovevamo andare a casa, ecco, in quell’istante già mi mancava. È strano ma l’amore è così. Hai presente quando sei così incazzata con lui, così incazzata che l’unica cosa che vorresti fare è dargli un pugno in pieno viso?
– Sì.
-Ecco. Capisci di essere innamorata quando lo guardi negli occhi e l’unica cosa che ti viene da fare è ridere.”

“Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà,ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?” Ero in cucina che stavo affettando le cipolle, la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso,Virginia?”, ho detto. “Siamo tre sorelle”, ha detto,“la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle:“Non ti preoccupare, amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle, perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno, e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri, è proprio quello di crederti invincibile.“Virginia”, ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre, un po’ io e un po’ la mamma, non ti preoccupare.” “Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il sabato”, ha detto. “Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”, ho detto. “Magari non si sono lasciati bene, ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che, se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio.“Papà”, ha detto d'un tratto.“Ma l'amore può finire?“ Ci ho pensato un attimo prima di rispondere."L'amore non finisce”, ho detto,“sono le persone che cambiano.” “Le persone?”, ha detto. “Virginia”, ho detto,“anche gli adulti crescono, sai? Tu adesso sei una bambina grande, sette anni fa eri una bambina piccola. Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà. Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa, lo era anche lei. L'importante, quando due persone si amano, è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori, con i propri figli, fanno proprio quella cosa lì, invece fra loro certe volte non ci riescono. E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai. "Ma tu”, ha detto,“quando hai incontrato la mamma, come hai fatto a sapere che era la mamma?"Non ho capito”, ho detto. “Come hai fatto a capire che volevi amarla?”, ha detto. “Ah,quello”, ho detto.“L'ho capito dopo circa dieci minuti. "E da cosa?”, ha detto. “Quando ci siamo incontrati la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra la testa, e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico, solo annodandoli”, ho detto. “E allora?”, ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto.“E io dei suoi capelli.” “E tu ce l'avevi,l'elastico?”, ha detto. “No”, ho detto,“ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.” “Papà!”, ha detto,“ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”, ho detto,“ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”, mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi lasciate.” Lei ha riso, io per fortuna stavo affettando le cipolle.”

«Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te».

- Søren Kierkegaard, “Diario del seduttore”.

“Un uomo se ti ama veramente prenderà la tua mano, ti toccherà il culo mentre ti bacia, metterà la sua mano nella tua vita. Cancellerà il trucco che ti sei messa di proposito e ti riderà in faccia e ti dirà che sei più bella senza trucco. Ti chiamerà al mattino e dirà che non smette di pensare a te, ma anche ti manderà messaggi di testo per farti innervosire. Riderà al vederti spettinata.Ti chiamerà “ la mia piccola, la mia bella ” e anche “ la mia principessa ”. Lascerà le altre di lato per stare con te, ma quando passa una bella ragazza la guarderà e ti dirà: “ che bella ragazza, vero?” solo per vederti con gelosia. Ma ti mangerá di baci mentre ti dice “amore tu sei la più bella, e la cosa migliore è che tu sei mia”. Lui ti farà felice,ma anche ti deluderà a volte, perché così come te, lui non è perfetto”

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“Per scrivere una buona lettera d’amore, bisogna iniziare senza sapere che cosa si vuole dire e finire senza sapere che cosa si è scritto.”

— Jean Jacques Rousseau

“Cara Sofia,
Sto amando un'altra donna e la sto amando con tutta quella serenità che tu non mi hai mai concesso, ora capisco che l'amore è questo, mettere in fila giorni di felicità non per forza conquistata con continue lotte. Lei è bellissima e coerente, la magia della coerenza è così stupefacente che non saprei descrivertela, a te quest'incantesimo non è mai riuscito. Sto bene, lei ha preso in mano la mia vita e la mia testa e ha fatto combaciare ogni cosa, ha dato un senso e un ordine alla mia casa, è stata il posto in cui mi sono salvato. Ci sono giorni di sole e tutti mi dicono che sono una persona nuova e anche io mi sento come se potessi mangiare le nuvole. Esco prima dal lavoro perché a volte mi manca troppo e ho bisogno di vederla, ci vediamo tutti i giorni ma solo quando sono con lei non penso a niente e credo di poter salvare il mondo quindi capiscimi perché ogni volta corro per abbracciarla il prima possibile. Non ti amo più e non mi ami più ma io ti scrivo perché quando ci incontriamo io lo vedo come mi guardi e posso anche vedere come io guardo te, io Sofia non ti amo più ma tu resti l'amore della mia vita, esiste un solo amore della vita e noi lo abbiamo conosciuto, amato e poi abbiamo smesso di sentirne la mancanza ma tu resti l'amore della mia vita, è difficile farlo capire agli altri ma io mi smonto quando ti vedo, cambio occhi e cuore, ritorno vecchio, dura solo un attimo perché io, e neppure tu, possiamo più permetterci noi, però quell'attimo c'è sempre, come quando ti chiamo al telefono per sapere come stai, quell'attimo c'è sempre perché tu sei l'amore della mia vita, l'incoerenza, le lotte, le ostinazioni io con te e per te tutto questo lo potevo sopportare. Se devo descrivere l'amore io parlo di lei ma se mai mi chiedessero di qualcosa che va oltre l'amore io parlerei di te perché tu resisti nonostante io abbia smesso di amarti molto tempo fa.”
— Lettera anonima.
- RISPOSTA LETTERA D’AMORE
“Caro Ivan,
Vorrei dire a tutti che non c’é niente di bello nell’essere Sofia e questo perché ho smesso di poterti accarezzare.
Ho lasciato ad un’altra donna la possibilità di svegliarsi accanto a te, di prepararti la colazione, di baciarti in una di quelle giornate grigie che sembrano non finire mai. Mi fa ancora male pensare che tu corra da lei dopo lavoro, che la stringa con forza prima di aprire la porta per non perdere nemmeno mezzo secondo insieme e se ti vedo, se ti incontro nei soliti posti, mi si gela il cuore, penso subito a come devo comportarmi, a quanto devo restare composta e fingere che non mi importi nulla. Non ti amo più, ma tremo ancora quando so dove sei, spero ancora di incrociare il tuo sguardo da qualche parte, magari dopo esser stato con lei, dopo averci fatto l’amore. Spero ancora che guardandomi tu possa pensare che con me era meglio.
Vorrei dirti che sono felice, che quando mi parlano della tua nuova storia sorrido, ma non posso, questa é l’avventura che non ci siamo concessi per paura, ed io ho maledetto il nostro mancato coraggio ogni giorno, ho pensato a tutte le lotte che potevamo evitare, a tutti i capricci mai risparmiati, a quella gelosia che toglieva il respiro, e a quella fiamma che non smetteva mai di bruciare dentro di noi. Ricordo ancora le urla e i messaggi con scritto “non cercarmi più” almeno mille volte, sperando di non esser mai presi alla lettera, eravamo così terrorizzati dall’idea di perderci che abbiamo fatto in modo accadesse. In tutto questo tempo non sono riuscita a sostituirti, quando altre braccia mi stringevano pensavo soltanto che non erano le tue e a quanto spesso ho dovuto allontanarti mentre tu adesso hai un’altra persona d’amare, userai anche con lei il sapone all’arancia, un giorno finirà e dimenticherai anche quello, ma ogni volta che ci vedremo, ovunque saremo e chiunque avremo al nostro fianco, sentirò ancora il cuore uscire dal petto e poi fare le corse per rientrare
Lontano da noi.”