Senza titolo

@00needahug

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Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici. Quando parliamo troppo, in realtà siamo a disagio. Quando urliamo, in realtà abbiamo paura. In realtà, la realtà non è quasi mai come appare. Nei silenzi, negli equilibri, nelle “continenze” si trovano la vera realtà e la vera forza.

Virginia Woolf

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Molti abbiamo questa delusione segreta. Un'amica che se n'è andata. Un'amica perduta. E quello che più fa male è il non riuscire a capire perché: chiedere spiegazioni e non averne. Percepire solo la lontananza, il fastidio. Tu che mi allontani dalla tua strada, tu che al bivio te ne vai.

@ucanbemydestiny - Francesca Sinatra.

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Sono la ragazza del bus

che siede sempre da sola

e quella alla quale nessuno tiene mai un posto.

Sono la ragazza

che si confonde sempre tra la folla,

che cammina a testa bassa

nascondendosi dietro ai suoi capelli scompigliati,

per essere ciò che si sente; invisibile.

Sono la ragazza

di cui non ricordi mai il nome,

alla quale dai le spalle,

quando la incontri per strada,

al posto di salutarla.

Sono la ragazza

che ha perso il controllo della sua vita,

che ha spezzato i suoi sogni con le sue stesse mani,

che ha allontanato tutte le persone a cui voleva bene

per paura di ferirle,

trascinandole nel suo stesso vortice.

Sono la ragazza

che non si sente mai abbastanza,

che pensa di essere un errore

perché ogni cosa che fa é sbagliata.

Sono la ragazza

che si tiene tutto dentro

fino a scoppiare

perché per lei non c'è nessuno disposto ad ascoltarla.

Sono la ragazza che si é arresa.

Quella che ha detto basta.

Quella che si é stancata.

Ma tu, ti prego,

non essere la ragazza

che la giudica senza sapere un cazzo di cosa sta passando.

Perché anche se le tue parole

si disperderanno nell'aria,

a lei le si conficcheranno nel petto

e le faranno male.

Davvero male.

-Alessia Alpi, pensieri delle 17:01

(Scritta da me, Volevoimparareavolare on Tumblr)

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Così sbagliata

Fingo, fingo sempre, ovunque e con tutti, non perché se mi mostro come sono realmente ho paura di non piacere agli altri o cosa ancor peggiore ho paura di non piacermi; no! Fingo perché è più facile essere niente, essere solo lo sfocato riflesso di chi mi sta di fronte. Assecondo tutti facendo credere di essere d'accordo, sorridendo e annuendo. Faccio così perché quando esco io, la vera me, mi zittiscono dicendomi che cerco in tutti i modi di scandalizzare, scioccare, fare l'alternativa. Le mie idee vengono criticate, a volte ascoltate, ma mai capite. Io non vengo compresa, allora penso che certe cose preferisco tenermele strette ma nascoste e quando qualcosa schizza fuori lo fa con aria di sfida, perché gli altri mi sfidano ad essere me stessa nonostante mi vorrebbero diversa, più normale forse. Perché ci insegnano ad essere falsi?

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Il punto è che se non sei figa, non ti vesti alla moda o non sei estroversa gli altri ti guarderanno male e ti disprezzeranno. Se non hai una terza, o un culo sodo o non sei popolare i ragazzi della tua età a stento ti guarderanno perché cercano la superficie. Se magari hai qualche passione come i libri, o i film che nessuno conosce ti reputeranno strana.

Abbandona tutte le favolette che ti dicono e impara a bastarti, che in questo mondo nessuno ti regala affetto e dovrai salvarti da sola.

scappandodaquestarealta.

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“Non si possono contare le lune che brillano sui tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.”

Mille spero soli ~ Kahalad Hosseini Citando Saib-e-Tabrizi

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“...Ascolta bene. Il cuore dell’uomo è spregevole, spregevole, Mariam. Non è come il ventre di una madre. Non sanguinerà, non si dilaterà per farti posto. Solo io ti voglio bene. Non hai altri che me al mondo, Mariam, e quando io non ci sarò più, tu non avrai più niente. Più niente. Tu non sei niente!”

Mille splendidi soli ~ Khaled Hosseini

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“Imparalo adesso e imparalo bene, figlia mia. Come l’ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell’uomo trova sempre una donna cui dare la colpa. Sempre. Ricordalo, Mariam”.

Mille splendidi soli ~ Kahaled Hosseini

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Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.
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Vorrei solo essere quella ragazza piena di amici, che esce ogni sera e si diverte sempre. Vorrei essere quella ragazza che si veste sempre alla moda, che si trucca in modo leggero, ma è comunque bellissima. Vorrei essere quella ragazza che non ha paura di fare il primo passo, quella ragazza che non ha timore di parlare con gli altri e si fa amare da tutti. Vorrei essere quella ragazza che non si mostra mai ridicola, ma sempre allegra e spensierata. Vorrei. Ma non lo sono. Sono incastrata in questo mio corpo, in questa mia vita, che non mi lasciano scampo. Sono intrappolata in una gabbia di paranoie e solitudine e non riesco ad uscirne. Mi servirebbe solo un abbraccio. Magari il suo abbraccio. Ma come posso pretenderlo, se lui non sa nemmeno che esisto?
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Non credo che le persone capiscano quanto sia stressante spiegare cosa sta succedendo nella tua testa quando nemmeno tu lo riesci a capire.

sorreggimi (via sorreggimi)

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Mi chiamano asociale quando sono loro che mi lasciano sola. Mi chiamano depressa quando non ho nulla per cui sorridere, perchè mi hanno tolto tutta la felicità. Mi chiamano sfigata quando studio per aiutare la mia famiglia e costruirmi un futuro. Mi chiamano anoressica quando non mangio perché ingrassando mi avrebbero giudicata ancora di più. Mi chiamano apatica quando non ho voglia di stare con nessuno perché sono diversa, complicata. Mi chiamano in tutti questi modi perché mi hanno solamente osservata, senza provare a leggermi dentro. Se lo avessero fatto si sarebbero accorti di quello che mi passa per la testa, capirebbero la guerra in famiglia che sono costretta a combattere ogni giorno, capirebbero che voglio distruggermi in tutti i modi possibili. Solo che a nessuno importa.

lips without smiles (via lipswithoutsmiles)

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someone else: *makes a mistake*
me: don't worry buddy! it is not a big deal! we can fix this! we'll figure it out!!
me: *makes a mistake*
me: i am irredeemable worthless garbage and i want to die
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Il mondo sta stretto, a noi adolescenti. Ogni cosa che facciamo viene criticata ma allo stesso tempo ammirata. Gli anziani ci guardano con disprezzo ma anche con nostalgia. Non accettano il nostro comportamento - che adottiamo per sopravvivere ad una falsa società - ma vorrebbero tanto ritornare alla nostra età. Gli adulti ci guardano con indifferenza, fastidio, ma con occh pieni di apprensione. Ci vogliono bene ma sono troppo orgogliosi per dirlo, credendo esalterebbe il nostro ego - il quale può raggiungere livelli altissimo o sotto lo zero - quando invece è proprio quello di cui abbiamo bisogno: dimostrazioni di affetto senza averle chieste. I bambini ci guardano con sguardo pauroso ma sognante. Ci temono perché noi siamo i ribelli, i cattivi. Ma sognano il giorno in cui diventeranno noi. Poi ci siamo noi, gli adolescenti. Ci guardiamo l'un l'altro con sguardo critico ma comprensivo. Ci giudichiamo a vicenda, a volte esagerando, ma possiamo anche capirci attraverso gesti e sguardi tutti nostri. Riconosci un coetaneo che ha i tuoi stessi pensieri, che possono essere felici, solari e spesso infantili, ma anche depressi, tristi, suicidi e fin troppo maturi. Il mondo ci sta stretto ma non ci fermeremo mai di cercare la taglia giusta, di cercare un mondo che ci stia alla perfezione. Continuiamo a pensare di non dover essere noi ad adattarci al mondo, ma è il mondo che dovrebbe adattarsi a noi.

lips without smiles (via lipswithoutsmiles)

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Mi chiamo K. Ho 29 anni. Vivo in una grande città. Sono un ingegnere ed il mio stipendio è lo stesso dei miei colleghi uomini. Quando la mattina esco di casa non faccio attenzione a come mi vesto per paura di risultare volgare, nessuno mi giudica per una gonna troppo corta. Non mi interessa se parcheggio in una zona isolata, nessuno mi importuna approfittando del fatto che non sia accompagnata. A lavoro non devo fare buon viso a cattivo gioco per paura di essere licenziata, finché faccio bene il mio lavoro nessuno mi impone nulla. Quando non uso la macchina prendo i mezzi senza problemi, anche se sono affollati nessuno si permette di schiacciarsi contro il mio lato b. Se ho voglia di farmi una camminata dall'ufficio fino al bar per strada non ricevo occhiate sgradevoli o apprezzamenti volgari, ognuno prende il suo caffè e legge il suo giornale senza farsi distrarre da un centimetro di pelle scoperta. Quando parlo con un uomo vengo guardata in faccia, non importa il tipo di scollatura. E quando parlo con un uomo dico quello che voglio. Nessun uomo si permetterebbe mai di alzare la voce per farmi stare zitta. Nessun uomo sarebbe così vile da cercare il mio rispetto spaventandomi. Quando sono con gli amici parlo a ruota, dico parolacce. Non bestemmio per principio personale ma se anche lo facessi nessuno mi farebbe la morale, perché non è scritto da nessuna parte che la donna deve seguire un certo codice di comportamento, che deve essere sempre educata e rispettosa di tutti. Se mando qualcuno a quel paese non mi sento dire ‘principessa, così ti cade la corona’, perché tutti sanno che sono umana, non una principessa viziata, educata, ignorante, snob e superficiale. Non voglio essere una principessa e nessuno me lo rimprovera. Quando non sono d'accordo con un uomo ne parliamo, l'uomo non ha automaticamente ragione, ognuno ascolta il punto di vista dell'altro, e se proprio non c'è punto di incontro ognuno è consapevole di non essere nella ragione assoluta. Quando torno a casa non ho voglia di fare le pulizie, e a volte quando ricevo qualche amico c'è un po’ di disordine, ma nessuno pensa che io non stia facendo quello che dovrei fare come donna. I miei amici sanno che non ho molto tempo libero, quindi non giudicano il mio salotto cosparso di libri, perché nessuno ha deciso che una donna deve tenere la casa in ordine per definirsi Donna. E se poi gli amici rimangono a cena io ordino la cena al ristorante sotto casa perché non so cucinare. Mai nessun parente mi ha detto che se non imparo a cucinare non troverò marito, perché sanno che la realizzazione di una donna non sta necessariamente nel matrimonio. Se sto con qualcuno per un mese ma poi finisce lì nessuno mi dice che di questo passo resterò zitella. A sera tardi qualche volta mi ricordo di non aver buttato la spazzatura, quindi prendo i sacchi, scendo e percorro la strada da sola. I lampioni illuminano a malapena dove metto i piedi, ma è sufficiente. Non ho bisogno che la strada sia illuminata a giorno per essere sicura che nessuno spunterà da un angolo per violentarmi. Noi persone sappiamo di avere un intelletto che ci distingue dagli altri animali e che le pulsioni istintive ce le siamo lasciate dietro centinaia di migliaia di anni fa, e sappiamo che partire da un ominide nella caverna e arrivare a un uomo che abusa di una donna, questo lo sappiamo tutti, non può essere definito evoluzione. Mi sveglio. Sono ancora io ma ho 17 anni. Non mi importa se non servirà a nulla, se sarà una lotta titanica destinata alla sconfitta materiale. Il mio obiettivo è fare la mia parte. Da sola non posso abbattere il muro del pregiudizio, ma riuscirò a togliergli una piccola pietra.

Klaudia Thartori 08/03/16 (via asociale-con-brio)

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Pensate, abbiamo avuto la fortuna di nascere nell'epoca del Tomorrowland e dei Bastille, dei cuori blu su Whatsapp e delle discoteche in riva al mare. Non sapete quanto siamo fortunati ad avere la possibilità di postare immagini porno su Tumblr e video in cui ci tagliamo su Ask.fm. Ve lo giuro, non saprei proprio immaginarmela un'epoca migliore: abbiamo Berlusconi, ma che ci importa? Tanto poi ce ne andiamo ad Ibiza a darla via come se non fosse nostra. Ma sì, chi se ne frega di Calciopoli, abbiamo vinto i Mondiali e Martin Luther King mica tira in porta come Balotelli, eh. Siamo stati fortunatissimi e non ce ne rendiamo conto, siamo cresciuti in un paese che si lamenta per la fuga dei cervelli ma che continua a sponsorizzare le tette. Insomma, perché mai dovremmo rimpiangere Woodstock se abbiamo la possibilità di andare in discoteca a impasticcarci il sabato sera? Ma che ci importa della libertà? Noi abbiamo l'omertà e la sottomissione. Mi raccomando, teniamoceli stretti questi anni di merda, tra contratti a tempo determinatissimo e pompini come strette di mano. Teniamoci la crisi e le apparenze, Angry Birds e Marco Mengoni. Insomma, cosa dovremmo mai farci con Mandela se abbiamo la Rodriguez e la sua farfallina? E non ditemi che sono troppo malinconica o retrò, ma non me ne faccio nulla di Giulia Carcasi e di Instagram quando vedo un'intera generazione in fila davanti l'Apple Store il giorno dell'uscita di un nuovo I-Phone e girare la testa, facendo finta di non sentire, quando ammazzano di botte un ragazzo omosessuale o ridicolizzano una ragazza in carne. Abbiamo i leggins stracolarati, ma la personalità in bianco e nero, le Vans con le quali calpestiamo ripetutamente chi ha un'opinione diversa dalla nostra, chi è più sensibile e chi non è mai sceso a compromessi. E non ditemi che questi sono gli anni zero, no. Magari lo fossero, potremmo ripartire da quello zero, crearci una nuova identità, una cultura sana, libera e non soggetta alla riforma Gelmini e ai continui tagli. Potremmo permetterci di restare qui, a girare in Vespa per le vie di Roma o ammirare la bellezza senza tempo di Firenze, potremmo provare sentirci a casa in qualunque posto, pagarci l'università e comprare un cassetto solo per i sogni, senza dover trovare una spazio striminzito tra le pagine in cui abbiamo scritto quando ci siamo sentiti criticare da una bionda tutta tette o un figlio di papà che non sa coniugare un congiuntivo, dall'alto della sua scrivania in radica di noce. Ma che ci importa se non abbiamo la materia grigia, ragazzi, noi possiamo tingerci i capelli di blu.

👏👏👏👏👏👏👏👏👏

🔝🔝🔝

Credo sia un diritto rebloggarla almeno una volta.

Merita davvero di essere rebloggata.

grande

reblog una volta?! a vita ragazzi.. a vita.

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Io odio essere sempre quella che ama di più, la prima ad affezionarsi, quella che da sempre tutta se stessa nelle cose, perché poi finisco per farmi sempre del male.. Per una volta vorrei tanto avere una persona che mi ami più di quanto io ami lei, non per egoismo, ma perché vorrei tanto sapere cosa si prova quando qualcuno farebbe qualsiasi cosa per te.. Quando qualcuno verrebbe sotto casa tua alle 4 di mattina perché ha disperatamente voglia di baciarti, o anche solo di vederti sorridere perché il tuo sorriso riempie le sue giornate..  Quando qualcuno non ti ferirebbe mai perché non può sopportare di vederti soffrire e farebbe del male a sé stesso pur di non farlo a te.. Quando qualcuno piuttosto che uscire con i propri amici resterebbe a casa con te perché la tua compagnia è la migliore del mondo.. Quando qualcuno se ne sbatterebbe di quanto sei lontana, prenderebbe il primo treno e a sorpresa verrebbe a prenderti a scuola, solo perché non resiste più a starti lontano..  Quando qualcuno ti porterebbe la pizza all’una di notte e si metterebbe sul letto a mangiarla con te perché sa che ti renderebbe felice.. Quando qualcuno rinuncerebbe a tutto per te, perché tu per lui sei al primo posto e lo sarai sempre.  Quando qualcuno dimostra in tutto e per tutto che per lui tu sei la cosa più importante.. Ho sempre fatto tutto questo.. Perché ora non può arrivare il mio turno?

Vorreiprofumaredite (via vorreiprofumaredite)

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Ora come ora è tutto molto complicato. Nessuno ti chiede di uscire per un vero appuntamento; loro chiedono solo di uscire giusto per , quindi dopo che hai accettato questo meraviglioso invito c’è la possibilità di passare 4 giorni ad ignorarvi a vicenda. Siete andati al cinema? Avete cenato insieme? L’avete fatto in macchina? Avete preso un volo per Parigi e vi siete ubriacati sotto la torre Eiffel? Chissenefrega! Era solo ”un’uscita” amichevole, giusto? Se provi a chiederti cosa avesse significato per lui quel tempo che avete passato insieme, c’è solo una persona che vi può rispondere : quella con cui siete usciti ”amichevolmente”. Ah,aspetta. Non puoi chiederglielo , ecco perchè. Viviamo in un modo dove le persone hanno paura di provare dei sentimenti genuini, o se proprio va alla grande, hanno paura di mostrarli. Quando qualcuno è arrabbiato con te per qualcosa non riceverai una chiamata per parlarne e chiarire. Al posto di chiarire ci sarà un atteggiamento abbastanza patetico, dove tramite i social ti dedicano frasi, frecciatine e tutta la cattiveria che provano in piccole dosi. Se ti piace qualcuno, non glielo dici ; devi far vedere che ti interessa ma non troppo , sennò si prendono paura. Non ti piace questo modo di vivere moderno? Ca**i tuoi. La vita ”moderna” sembra una sorta di grande gioco e se non giochi secondo le regole che la società ti detta perdi, e se perdi ti ritrovi sola sotto la doppia trapunta d’estate a chiederti cosa hai sbagliato. Non chiedere di uscire due notti di fila. Se hai scritto tu il primo messaggio l’ultima volta che vi siete sentiti , devi aspettare che sia lui a scriverti ora. Non scrivere tu per due volte di fila. Se alla fine decidete di intraprendere una relazione devi essere attenta a ogni parola che usi. Tutto è fatto tramite messaggi digitali. Fa strano chiamare qualcuno nel mondo moderno giusto per avere una conversazione o pianificare qualcosa da fare insieme, dobbiamo ansiosamente aspettare la risposta sul telefono, che forse neanche arriverà. Per capire se uno stron*o ha o no intenzioni serie con te ci metti gli anni che ti ci sono voluti per prendere la laurea in medicina. Se qualcuno mi piace, voglio uscirci. Eppure a me sembra così semplice. O è così che dovrebbe essere. Ma nella società in cui viviamo, deve essere tutto complesso. Se parlo troppo con lui, sono una disperata. Se trovo sempre tempo per lui quando mi chiede di uscire, sono di nuovo disperata e non ho mai nulla da fare. Se gli ci vogliono 3 ore per rispondermi al messaggio, e ho il telefono in mano quando ricevo la sua risposta, devo aspettare sennò sembro nuovamente una disperata. E mi chiedo sempre : Perchè sto giocando a questo stupido gioco? Perchè non posso chiamare qualcuno se ho piacere di parlarci? Perchè se dimostro che mi importa sono catalogata come disperata? Se mi arrabbio quando uno fa il cogli*ne sono un’acida pazza. Lasciate che vi dica una cosa; non voglio essere questo tipo di ragazza. Non lascerò che qualcuno controlli la mia persona. Nessuno dovrebbe avere questo potere su un’altra persona. Sono stanca sinceramente di vivere in un mondo in cui per ricevere l’attenzione di una persona devi dimostrare che te ne freghi di lei. Sono stanca di questo stupido gioco che donne e uomini usano per mantenere il controllo. Questo è ciò che penso : smettiamo di essere dei completi idioti. Dobbiamo rispettare le persone e dir loro la verità. Se qualcuno ti rende felice, diglielo. Se non ti interessa qualcuno, diglielo. Non ignorate le persone nella speranza che loro spariscano.Direi che è arrivata l’ora di smettere di darsi appuntamento giusto per fare qualcosa e se poi qualcosa non va bene mandare stupide frecciatine tramite i social. Siate onesti.