“Eravamo due cuori e un'anima.
Stavamo sempre appiccicati, ma hai presente gli attacca-e-stacca? Eravamo così: ci allontanavamo per poi ritornare più vicini di prima.
Mi piaceva, non sai quanto mi piaceva litigarci . Mi piaceva farlo incazzare, farlo imprecare. Mi piaceva farmi scrivere poemi lunghi 3 pagine con un errore grammaticale ad ogni rima.
Mi piaceva vederlo che si disperava per me e mi piaceva perfino piangere per lui.
Sapessi quanti pugni al muro e quanti gliene avrei voluto dare.
Eravamo come i pezzi di un puzzle: potevamo stare separati ma non avevamo senso.
E tutte queste similitudini non serviranno comunque a rendere l'idea perché un'idea di ciò che eravamo non ce l'avevamo nemmeno noi.
Ma adesso fare un discorso e provare a capire non ha senso come ricorrere alla filosofia o alla logica, trovare i pro e i contro se si parla con l'imperfetto.
Eravamo e adesso non siamo.
Eravamo e mentre stavamo per non essere più un po’ mi ha distrutto; poi ho capito che non saremmo stati mai più e mi son detta “pazienza” però ancora lo vorrei capire perché se siamo stati qualcosa adesso possiamo solo essere niente.”