compartimenti stagni

Seduto in cucina, arrotolo sigarette da buste confezionate appositamente per peggiorare il mio stato di salute. Accendo la prima, faccio un tiro, inspiro ed espiro. Tossisco, ma fumo lo stesso. Se dovessi pensare alle logiche conseguenze del mio gesto, tenendo a mente le radiografie di carcinomi polmonari in stadio avanzato, molto probabilmente avrei evitato di iniziare. 

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Cronache familiari

I miei parenti sono del tipo che ti chiedono di fare il servizio fotografico al battesimo del loro figlio, per “sdebitarsi” ti regalano un libro (MAI regalare un libro ad un lettore ossessivo compulsivo) e ti dicono pure che loro lo avevano cominciato e non gli era piaciuto. W il riciclaggio, loro sì che sanno come si fa! 

(Ma peggio ancora è stato che hanno regalato a mia sorella, metallara DOC, il disco dei Modà…..)

IDEE FAI DA TE - Come riutilizzare i pallet

I pallet non sono altro che pedane in legno di solito utilizzate per accatastare legna o altri oggetti e trasportarli comodamente in giro. Una volta «scaricato» il loro carico molto spesso vengono però gettati via e dimenticati, ignorando il fatto che con un po’ di fantasia è possibile dare loro nuova vita e trasformarli in complementi d’arredo per la propria abitazione!

Non ci credete? Ecco alcune idee che potrebbero farvi cambiare opinione al riguardo:

1) TAVOLINO DA ESTERNO

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Questo tavolino è stato fatto utilizzando dei pallet in legno 30 x 60 cm, 4 blocchetti in legno massiccio (giunzioni tra i pallet) e 4 ruotine. Il risultato è un comodo tavolino da esterni utile per godersi un tè o un caffè all’aperto insieme ai propri amici. I pallet sono stati puliti, levigati e ridipinti con una tinta scura, conservando il carattere rustico del legno.

2) TAVOLINO DA INTERNO

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In maniera ancora più semplice rispetto all’idea precedente, questo semplicissimo tavolino da caffè è stato creato fissando insieme due pallet uno sopra l’altro e posizionandoli su delle ruote. Dopo aver levigato i pallet, è possibile mantenerli «al naturale» o dipingerli a piacere.

3) SCARPIERA

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A nessuno piacciono le stanze disordinate, quindi per mettere un po’ d’ordine in un foyer o soggiorno, un’idea può essere quella di una scarpiera. Con un po’ di fantasia, è possibile crearne una con un semplice pallet. Una volta pulito e levigato, basta solo fissarlo a un muro o posizionare dei contrappesi alla sua base per assicurarsi che resti sempre in piedi ed ecco pronta la vostra nuovissima scarpiera! Per renderlo più gradevole alla vista è anche possibile dipingerlo o decorarlo.

4) ATTACCAPANNI

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Anche in questo caso, libero sfogo alla fantasia e creatività. L’idea è molto semplice: prendere un vecchio pallet, levigarlo, pulirlo e dipingerlo a piacere. Poi fissare sulle sue assi dei ganci in ferro o in legno a diverse altezze e attaccare il tutto al muro per ottenere un attaccapanni colorato e divertente.

Post-it — Consuma libero da scorie

Non siamo più la società dei consumi, ma dei rifiuti. Sembra quasi che si facciano i prodotti per vendere gli imballaggi. Il dubbio diviene certezza quando sugli scaffali si vedono 450 kcal di mais in una confezione che ne ha richieste più di 1000 per essere prodotta, senza contare lo smaltimento.

Né le discariche né gli inceneritori sono la soluzione. Nemmeno il riciclaggio può fare molto. Ma la prevenzione sì. Bastano quattro R: ridurre, riparare, riutilizzare, riciclare.

Con i nostri acquisti possiamo influenzare il mercato. Incoraggiamo la diffusione dei prodotti sfusi, preferendoli a quelli che hanno un rapporto assurdo tra imballaggio e contenuto (ad esempio le monodosi). Prepariamo in casa tutto ciò che si può… cucinando di più aiutiamo il pianeta!

Per approfondimenti:

Centro Nuovo Modello di Sviluppo — Guida al consumo critco — Ponte alle Grazie, 2011

Quando un sistema funziona

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In Norvegia la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti sono cose serie, molto serie, come la prova costume in Italia per capirci.

Oltre alla raccolta differenziata (che avviene in ogni casa) di plastica, carta e cartone, vetro e alluminio, materiali pericolosi e umido c’è anche una simpatica cosa che in norvegese si chiama pant, e che noi potremmo tradurre con vuoti a rendere.

Il vuoto a rendere non è cosa nuova e c’è anche in Italia

No. C’era, ma come tutte le cose che funzionano non può esistere in Italia. Appena se ne sono accorti l’hanno tolta subito.

Tra l’altro gli stati che attualmente la utilizzano sono Australia, Canada, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Regno Unito e Stati Uniti, oltre la Norvegia.

Come funziona?

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Una volta consumata la tua bevanda, non butti la bottiglia o lattina, ma le conservi e la prossima volta che vai al supermercato le porti con te. Ti troverai di fronte una macchinetta (vedi foto 1) dove inserirai le bottiglie e riceverai uno scontrino che puoi utilizzare per fare la spesa oppure ricevere subito contanti se vai alla cassa.Quando vai al supermercato e compri bevande in bottiglia di plastica grande o piccola, o lattinepaghi una quota in più alla cassa, dai 0,13 € ai 0,33 € per articolo, dipende dalla grandezza della bottiglia.

Quindi la spazzatura si vende.

No. Come ho detto ti restituiscono la piccola quota pagata in più all’acquisto, non come sostenuto in alcuni popolarissimi video circolati su facebook. I norvegesi sono responsabili, non scemi.

Che vantaggi comporta il vuoto a rendere?

I vantaggi, oltre ai chiari benefici sull’ambiente, sono molteplici:

  • Con i vuoti a rendere si risparmia il 95% di energia per la produzione di nuove bottiglie e lattine;
  • Il riciclaggio di bottiglie di plastica riduce l’uso di petrolio. 1 kg di plastica fa risparmiare 2 kg di petrolio;
  • I vuoti a rendere mantengono bassi i prezzi delle bevande, perchè il l’elevato ritorno di contenitori è ricompensato da meno tasse ambientali.

Ok, ma quali vantaggi per me?

Vedere alcune cose vale più di mille dati, ti fa capire quanto stupido è il fatto di non usarle.

Vi racconto una storia: dei ragazzi erano in un parco a fare barbecue e bere in compagnia, il prato cominciava ad essere sporco (perchè non tutti pulivano prima di andarsene) a quel punto arrivano dei bisognosi che cominciano a pulire, a raccogliere lattine e a chiedere a ragazzi se potevano avere le loro bottiglie vuote. La spazzatura era vista come guadagno per loro, usato per comprare cibo, cibo guadagnato pulendo la loro città.

Come questo ho altri mille esempi visti per le strade della città. Allora, quando vedi queste cose, capisci il valore vero che un sistema dà ai rifiuti e al loro riciclaggio, capisci che un sistema è realmente intelligente, che un sistema funziona.

Come riciclare i cascami tessili?

cascami.it

Pistoni Snc di Castel Goffredo (MN) è un’azienda specializzata nel recupero e nel trattamento di cascami tessili provenienti dalla lavorazione tessile di calzifici, tessiture, filature e altre realtà industriali. Le materie tessili riciclate  (cascami), vengono poi lavorate e trasformate per la vendita in stock.

Il riciclo delle vecchie TV a tubo catodico

tuttogreen.it

by Elle on 13 August 2011

Tra gli esempi di buone prassi nel settore eco-friendly possiamo trovarne uno consistente nel processo virtuoso di riciclo che offre una “seconda vita” ai vecchi televisori con tubo catodico trasformandoli in piastrelle.

Questo modello virtuoso trova applicazione nella zona tra Anagni e Sassuolo: ad Anagni ha sede la fabbrica Vallone, uno degli impianti del Lazio specializzato nel trattamento di rifiuti elettronici (tra cui vecchi televisori dismessi), mentre a Sassuolo si trova la Refin, che si occupa della produzione e vendita di piastrelle.

Le due aziende sono accomunate dall’adesione al progetto Glass Plus all’interno del programma europeo Eco-innovation, con cui si mira a rendere la spazzatura un “prodotto green” riutilizzabile a livello industriale.

Con la diffusione di tv a schermo piatto, il vecchio televisore a tubo catodico è diventato un apparecchio tecnologico pressochè “preistorico” e la rottamazione di queste tv è stata incentivata ed accelerata negli ultimi tempi anche dal passaggio al digitale terrestre.

Si stima che circa 20 milioni di famiglie italiane abbiano ancora in casa un vecchio televisore a tubo catodico, ma in pochi, pochissimi sanno che questi oggetti possono essere riciclati e tornare e nuova vita, recuperandone i materiali.
I vecchi modelli di tv, infatti, rappresentano una fonte consistente di vetro che tra Anagni e Sassuolo viene riutilizzata… per la produzione di piastrelle!

Dopo apposite operazioni di smontaggio e bonifica del tubo catodico dagli scarti pericolosi, oltre il 90 % dei materiali (tra cui vetro, plastica, ferro e rame) possono essere recuperati.
In particolare, gli usi del vetro riciclato dal vecchio tubo catodico (per l’esattezza la metà del peso dell’elettrodomestico) possono comprendere non solo un rientro nelle nostre case sotto forma di piastrelle per il pavimento, ma anche possibilità di impiego nel design e nel campo della radiologia medica.

Davvero infinite le vie del riciclo!

Articoli correlati:
Come riciclare i vecchi televisori
Come si riciclano gli elettrodomestici

Amore usa e getta

In questi giorni riflettevo come ormai anche nei rapporti di coppia il concetto di “usa e getta” sia sempre più diffuso..tra un po’ arriveranno anche al riciclaggio. Sei ferito? Ti senti tradito? Vieni nei nostri centri ti forniremo un nuovo partner con i tuoi stessi problemi. Nuove idee di business

"Vivere in 5 con 5 Euro al Giorno"

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Incamminarsi verso una realtà ecosostenibile è uno dei consigli che mi capita di dare più frequentemente alle persone che conosco e a quelle da poco conosciute. Ci si lamenta della vuotezza del portafoglio ma si continua a cedere al consumismo più sfrenato. Questo accade senza mai soffermarsi a capire realmente quali potrebbero essere le soluzioni alternative a questo consumo eccessivo che oltre che mangiarci il conto in banca, finirà col mangiarci anche l’organismo perchè spesso la comodità negli acquisti equivale ad una percentuale molto bassa di genuinità nei prodotti che compriamo per noi e per i piccoli. So bene che il lavoro porta via tanto di quel tempo, specie a due genitori che al rientro a casa devono poi occuparsi con sacrificio , seppur con immensa gioia dei propri figli. Ma vi sono delle ricette che richiedono pochi minuti di preparazione (ricette riguardanti i prodotti per la pulizia, o per il riciclaggio o per l’arredamento) ma che garantiscono non solo un immediato risparmio sulle spese mensili ma anche, come dicevo prima, un minore inquinamento del nostro organismo e dell’ambiente in cui viviamo. E penso che se si riuscisse ad insegnare la filosofia dell’ecosostenibilità anche ai nostri figli, potremmo davvero innescare un meccanismo di profonda pulizia nel pianeta in cui stiamo vivendo.

Qui, il libro di una giovane signora che ci propone una serie di soluzioni su come rinunciare alle spese superflue e cavarcela egregiamente con dei fai-da-te al limite della genialità più totale. Una donna con delle idee brillanti che ha voluto condividere le proprie esperienze quotidiane col pubblico. Lo consiglio a chiunque.

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Vivere in 5 con 5 euro al giorno…pensate che non sia possibile? Stefania Rossini, donna tuttofare, madre di tre figli, un solo stipendio (quello del marito, metalmeccanico) e un mutuo da pagare, ci indica una strada per risparmiare e vivere in modo più sobrio, ma con gioia! Una strada fatta di semplici accorgimenti e praticabile da chiunque abbia voglia di mettersi un po’ in gioco, senza stravolgere la propria esistenza.

In questo piccolo manuale di decrescita felice impareremo a creare un orto urbano, a preparare gustose ricette con le verdure che vi cresceranno, a riutilizzare creativamente gli indumenti dismessi (ma non solo: nulla si spreca, tutto può rinascere a nuova vita!), ad autoprodurre in modo economico i detersivi per la pulizia della casa, i detergenti per la persona e anche i prodotti per la cosmesi, a realizzare borse, collane, orecchini e molto altro, a fare la spesa – se proprio è necessario – in modo più attento, consapevole e responsabile.

Riscopriremo l’economia del baratto (non tanto per scambiare oggetti, ma per condividere valori, saperi e solidarietà) e vedremo come è possibile economizzare anche là dove sembra più difficile (su luce, gas, acqua).
Questo libro è un inno al fare piuttosto che al comprare, all’essere piuttosto che all’avere, ed è soprattutto un invito a ricercare il «ben-essere» nostro e della Madre Terra.

Ecco una breve anteprima:

“La mia visione della decrescita è ovviamente del tutto personale, e quindi opinabile, ma vorrei ugualmente illustrarla per chiarire il percorso di elaborazione di questo libro.

La mia decrescita felice, e sottolineo felice, è cominciata per un motivo prettamente economico, anche se conoscevo già l’argomento e sapevo che prima o poi ci sarei arrivata. A un certo punto della mia esistenza, ho dovuto forzatamente accelerare questo processo, e non poco.

Questo cambio di marcia mi ha permesso di vedere, scoprire, capire e apprezzare meglio questo straordinario mondo, fatto non solo di economicità – si risparmia molto denaro a utilizzare questo stile di vita – ma anche di ecologia – si inquina decisamente meno –, di rispetto per le cose – gestisci i tuoi beni materiali come fossero unici, irrinunciabili, sacri perché cambiarli anziché recuperarli sarebbe un costo economico e ambientale troppo alto –, di rispetto per le persone e per tutto il creato – perché se inquini di meno, inquini meno anche loro: il mondo è di tutti, non solo nostro!

Ritengo che i termini «ecologia», «biologico» e «naturale» siano troppo spesso utilizzati per farci credere cose non reali e, non di rado, vengono associati a prodotti che non hanno nulla a che vedere con ciò che significano!
Di frequente, il riciclo creativo di creativo ha molto, ma di riciclo ben poco.”

Indice - Vivere in 5 con 5 Euro al Giorno
  • Piccola autobiografia
  • La mia idea di decrescita
  • Perché questo libro
  • Perché l’autoproduzione
  • 1. Detersivi fai da te, realizzati con prodotti di uso comune
  • 2. Cosmesi casalinga
  • 3. Recupero e riutilizzo dei capi d’abbigliamento
  • 4. Ricette e trucchi in cucina
  • 5. Il baratto
  • 6. L’orto urbano
  • 7. Di tutto un po’
  • 8. Giochi semplici per bambini
  • 9. E se proprio dobbiamo fare la spesa
  • 10. Uncinettando
  • 11. Per risparmiare anche sulle cose difficili
  • Conclusione

Il blog dell’autrice: http://natural-mente-stefy.blogspot.it/

Sos Libri, la terza vita dei libri dopo scaffale e remainder

Rimettere a disposizione dei lettori i volumi destinati al macero, vendendoli online con prezzi che variano tra i 3 e i 5 euro, tramite donazioni a enti, associazioni e biblioteche scolastiche. Si tratta di SOS Libri, un’associazione che dà ai libri «una terza vita dopo lo scaffale della libreria e il circuito dei remainder». Ora il sito spera di diventare anche un negozio: «Abbiamo già effettuato quasi 3mila spedizioni in tutta Italia» spiegano da Sos Libri.

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Secondo l’Associazione Italiana Editori su 262 milioni di volumi stampati ogni anno l’invenduto è del 35% circa. Tradotto in numeri non percentuali fanno 75 milioni di volumi che rimangono sugli scaffali, diretti al macero ogni anno. Le grandi aziende editoriali indicano nel 5-6% circa la quota di macerazione “strutturale” dei libri invenduti. Non esistono a oggi dati ufficiali sulla macerazione dei libri, ma ogni editore “cartaceo” segna a bilancio una voce sul macero che al termine dell’anno risulta consistente, senza contare che nei calcoli dell’Aie non finiscono i dati relativi alla macerazione dei libri diffusi nelle edicole o nelle biblioteche. Nel 2008, nella sola Milano, 23 biblioteche comunali hanno scartato circa 79mila libri su un patrimonio di 480mila.

Costi economici e soprattutto ecologici legati al riciclo, sempre più alti. Dati alla mano risulta infatti che la quantità di libri destinati alla macerazione supera di molto la necessità della filiera del riciclaggio. Secondo Comieco (Consorzio nazionale per la raccolta e il recupero degli imballaggi a bes e cellulosica) e l’Unionmaceri (associazione che rappresenta le aziende del recupero della carta) risulta che 150mila tonnellate di carta derivante dalla raccolta differenziata e destinata al riciclo sia ferma nei depositi.

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