Ho dimenticato, ho dimenticato ogni tristezza, ogni dolore, ogni pianto, ogni tuo sorriso, ogni tua carezza, ogni tuo sguardo, ogni complimento, tutte le litigate, ho dimenticato il sesso e l'amore, la felicità e la rabbia. Invece no, sono ancora tutte dentro di me. Sono così forti, come possiamo dimenticarcene?
Miei pensieri (Barbara Strozzi)
Roberta InvernizziRoberta Invernizzi - Miei pensieri (Barbara Strozzi)
“Ho bisogno dell’amore e lui ha bisogno di me. So che Amore lì fuori mi cerca,ma perché ci mette tanto? Io son qui,sempre qui,al punto di partenza. Nell’ angolo della mia solitudine,aspettando di essere salvata,insieme all’atroce attesa che ha bisogno di essere uccisa. Dove sei,Amore? Io son sempre qui, ti aspetto. Salvami,ne ho bisogno. ”
—sentimenti-an-negati.Un'eco. Una risposta.
Giovanni Paolo II il giorno della sua proclamazione, affacciato alla finestra di Piazza San Pietro, con quel suo italiano sgangherato, ma di una tenerezza incredibile, che arriva dritta al cuore, perché da esso parte, disse:
“Aprite, anzi spalancate, le porte a Cristo.”
Ora questa notizia divenuta pubblica del frammento in cui comparirebbe che Gesù sia stato sposato.
Mi piace pensare che sia l’eco della voce di Giovanni Paolo II a cui Gesù risponde a distanza di anni, rivolgendo l’invito a tutta la Chiesa (sua sposa):
“Aprite, anzi spalancate, le porte all’uomo.”
Ciò accade in tante piccole/grandi realtà. Ma ciò non fa notizia. Il bene non fa mai rumore. Avviene. Nel silenzio. Come non si riesce ad ascoltare la crescita degli alberi, se non si ha l’udito allenato, così non si può vedere il bene diffondersi, se non si ha lo sguardo allenato.
Mi piace pensare che sia l’eco della voce di Giovanni Paolo II a cui Gesù risponde a distanza di anni, rivolgendo l’invito a tutta la Chiesa (sua sposa):
“Aprite, anzi spalancate, le porte all’uomo.”
Ciò accade in tante piccole/grandi realtà. Ma ciò non fa notizia. Il bene non fa mai rumore. Avviene. Nel silenzio. Come non si riesce ad ascoltare la crescita degli alberi, se non si ha l’udito allenato, così non si può vedere il bene diffondersi, se non si ha lo sguardo allenato.
“Io, gli abbracci, li classifico in categorie. Ce n'è una prima nella quale una persona ti abbraccia le spalle, le braccia, la schiena. In poche parole, ti abbraccia il corpo, ciò che può toccare con una mano. Una seconda che ti scende fino alle ossa. Chi ti abbraccia, ti entra sotto pelle. E ce n'è una terza, dove si stringe l'anima di una persona. Nel senso di dire "Io non abbraccio qualcosa di te che posso toccare. Io ti abbraccio dentro, io ti abbraccio il profondo.”
—pioggiachescendedagliocchi“Sono una PUTTANA. Amo il sesso. Amo il cazzo. Amo la figa. Amo esser scopata. Amo far l'amore. Amo venire e far venire. Amo poter decidere quando fare sesso e con chi. Amo scegliere i posti e le posizioni. Amo sperimentare. Amo farmi legare e amo legare. Amo essere dominata e dominare. Amo tutto del sesso e non ne ho mai abbastanza. Amo definirmi una puttana. Amo sentirmi chiamare puttana dai miei partners. Amo non vergognarmene. Amo le donne che decido di scegliere per sè stesse. Amo le prostitute autodeterminate. Amo l'idea che un giorno sarò una di loro. Amo l'idea che un giorno potrò fare un film porno e continuare a lavorare in una scuola. Amo sognare che il mondo cambi. Amo le donne e il loro modo di vedere il mondo. Amo il fatto che siano tutte così diverse tra loro. Amo la differenza. Amo il rispetto per l'altra e le sue scelte. Amo poter avere la possibilità di dire che faccio la puttana e non sentirmi emarginata. Amo e sono fiera di poter scopare in piena libertà, sbattendomene altamente dei pregiudizi di chi mi vede o mi legge. Io sono una puttana e ne vado fiera.”
—Non ti senti mai abbastanza. Rintanata lì in un angolino, la tua voce non viene ascoltata e non capisci perchè. E poi c’è lei. Lei che è sempre al centro dell’attenzione, amata e adulata da tutti, dalle tue amiche, dal ragazzo che ti piace, e non fai che chiederti, perchè non io? Cos’ha più di me? Cosa sbaglio?
- riflessioni serali.
Destra - Sinistra. Da Gaber alle primarie. Ed io.
Sono nata in una famiglia in cui la politica si è sempre molto sentita, con partecipazione.
Dove per famiglia intendo la mia allargata a quella originaria materna.
Una grande famiglia, molto unita.
Sono nata in una famiglia di destra. Mio nonno era filo-mussoliniano. Ha combattuto la seconda guerra mondiale. Un uomo tutto d’un pezzo. E così tutti in famiglia erano di destra. Tutti tranne mio padre (che non si è mai esposto più di tanto) ed io che ovviamente mi dovevo distinguere. Ricordo le domeniche, quando si iniziavano discorsi politici, che discussioni accese. Tipo uno contro tutti.
Che poi sono stata sempre molto moderata nelle mie idee, ma per loro ero troppo a sinistra rispetto a loro, pur restando un po’ al centro. Come al solito è sempre una questione di punti di vista.
Quelle discussioni mi hanno formata alla politica. E spinta a documentarmi per sostenere le mie argomentazioni, altrimenti ero messa k.o. da tutti gli altri a casa.
E nelle nostre discussioni c’erano idee, ideologie in gioco.
Ed ora, a pochi giorni dalle primarie cosa c’è in ballo?
Quale ideologia reale?
Mi sembra tutto così annacquato, così senza sapore, senza ardore, senza amore per il bene reale del Paese.
E la canzone di Gaber, calza a pennello!
L'amore non è tutte quelle stronzate di cui parlano i film, i libri, la televisione.
Amore è guardarsi negli occhi e capirsi all’istante; amore è tenersi per mano dopo 40 anni di matrimonio e provare ancora quell’iniziale brivido da primo appuntamento.
L’amore è quando proteggi una persona a tutti i costi, la difendi, lotti per lei in ogni situazione; anche se sai che è nel torto. L’amore è quando rincasi da una lunga giornata di lavoro stressante con gente di merda in ufficio, e l’unica certezza che ti rimane è che c’è qualcuno che ti aspetta tra le lenzuola; e l’abbracci, la stringi forte, anche se ha i piedi congelati.
L’amore è questo, e inevitabilmente molte tante altre cose.
Ma un’altra cosa è certa: l’amore, sei tu.