“Confortevole è la certezza che il mare sia infinito. Allora forse non tutte le cose belle sono destinate a finire”

andare ai concerti insieme
scappare in mezzo ai boschi
portarti al mare e guardarci annegare
leggere tanto e nelle pause baciarti
abbracciarti
baciarti
baciarti
baciarti
dormire insieme
viaggiare insieme
prendere treni che non si fermeranno mai
non fermarci mai
io e te
ferirci e baciarci le ferite due minuti dopo
non ferirci mai
cominciare a vivere

Riding a mare in heat is the closest you will ever get to being on the proverbial emotional rollercoaster.

In the equestrian world we don’t say “I love you,” we say “my mare is in season,” which translates to “I’m in living hell” and I think that’s great.

“Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi. Do peso alle parole. Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta un piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo. Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta. Sono paranoica, impulsiva, sono tremendamente gelosa e sono lunatica. Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo. Non so dire addio. So solo che resto, resto se credo in qualcosa.”

—Elizabeth Julie Shanti.
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