Cinquanta sfumature di grigio e mia madre.

  • Mamma: Lu', una mia amica mi ha regalato un libro! Si chiama "Cinquanta sfumature di grigio".
  • Io: Davvero? Ne ho sentito parlare.
  • Mamma: Apri una pagina a caso, leggimi un po'!
  • Io: Ok, dunque.. "Anastasia, sto per venirti in bocc.. eehm, in contro.
  • Mamma: Come?
  • Io: "Anastasia, sto per venirti in contro", così c'è scritto.

“E' come quando da piccola ti mettevi a fissare il sole e la mamma diceva di smetterla. Tu conti­nuavi e lei: “Ma lo sai che fa male?“. Allora abbassavi lo sguardo e c'era ancora la luce accecante negli occhi, sull'asfalto, sulla punta delle scarpe, sulle targhe delle macchine che provavi a leggere. Non vedevi più niente, solo sole. E succede così. Ti metti a fissare i ricordi, “Ma lo sai che fa male?“ e ti riempi gli occhi di passato e non vedi più niente.”

— cit

“Oggi tutti scrivono su facebook milioni di frasi sdolcinate alle loro madri, per dimostrare il loro amore verso coloro che gli hanno dato la vita su tutto il social network. Sapete cosa? Avete appena cominciato e mi avete già rotto i coglioni. Alla fine siete solo degli ipocriti. '' Auguri alla mia mammina che amo tanto, luce dei miei occhi ihihihi. '' e poi per 364 giorni all'anno, escluso questo e forse quello del loro compleanno, le fate sentire gli esseri più inferiori al mondo. Le fate sentire cameriere, puttane, serve. Le urlate le peggiori parole e maledizioni. Le odiate come se vi avessero rubato l'anima e evitate le loro carezze come se queste potessero farvi venire la lebbra. Perciò evitate di scrivere cazzate, come ''mamma sei tutto anche se non te lo dimostro. '' perché c'è gente che vorrebbe davvero la mamma, che la apprezzerebbe davvero ma che non può averla. Mentre voi che ce l'avete l'apprezzate solo un giorno all'anno. Siete solo degli ipocriti, tenetevi per voi i vostri stati scassa palle su quanto le vostre madri siano belle, dolci e simpatiche se lo fate solo per avere qualche mi piace in più.”

“Cosa fai, oltre a piangere, ad amarlo e ad aspettarlo? Dimmi, ti prego, che pensi ai tuoi capelli, che hai un libro sul comodino, che se lo smalto se ne va tu provvedi a rimetterlo. Dimmi che non ti sei dimenticata dei tuoi amici, che pensi ancora a quel sogno di cui lui non ha mai fatto parte. Dimmi che, se ti ritrovi da sola un sabato qualsiasi, non vorresti morire; che se tua madre prova ad abbracciarti, tu non la mandi via come se fosse solo colpa sua. Dimmi che, quando vai in giro per le tue strade, riesci ancora a vedere i fiori senza pensare che appassiranno. Non è quello il loro lato migliore, non è a quello che devi pensare. Dimmi che non sei veramente convinta che dire “ti amo” voglia dire esser tristi, che riesci a guardare chi si dà ancora la mano senza odiare; non hanno fatto niente quei due, non hai fatto niente tu. Lo sai vero? Non hai fatto niente di male. Dimmi, ti prego, che hai ancora voglia di guardare un film sul divano, che il tuo gelato preferito ti fa venir voglia di ridere un po’, che non credi che amare sia sbagliato. Dimmi che lui non ti ha cambiata, dimmi che sei consapevole di esistere a prescindere da voi. Dimmi, ti prego, che non devo dirtelo io. Dimmi che lo sai da sola, che vali qualcosa anche se lui non c’è.”

“Vedo le ragazze della tua età, tutte sorridenti, spigliate, felici. Tu invece, non ridi mai, sei sempre così. Sei sempre triste.”

—Mamma

“Se in Italia rimani incinta a 16 anni tua mamma quasi ti sfratta. Se in America rimani incinta a 16 anni tua mamma ti manda su MTV!”

—cit.

“Sogno un'Italia in cui a raccomandarsi sia solo la mamma.”

—Strade Di Francia
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