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    5 - Wave your flag

    (Aka How to meet friends playing soccer)

    I have always been interested in any kind of technology, from the portable social life destroyers, to magazines and reviews. I love to watch a new product unboxing or a keynote, in fact I do own more electronic crap than I can count, and I really mean almost everything, Gameboys, mp3 players, I think I may have even a couple of Tamagochi somewhere. The fact is that to be up to date with this stuff, and I can ensure you this is pretty hard for somebody who has something to do in his life, I read a lot of magazines, blog and reports. This summer while I was on my toilet, which from now on will be called “the Studio”, I read about Fubles.

    Fubles is a social platform, so damn old story, that permits you to find other people next to you with your same interests. Pretty easy, but more: it can show you the closest soccer fields in your area, who is playing and the location and price of the fields. In Rome, I would never use an app like that, I have real friends, people that I call when I want to play and fields I fight with for 15 extra minutes. But in New York this ain’t easy, as I didn’t know pretty nobody, and I usually play 3-4 times a week so I was feeling a little bit in the mood for a soccer game.

    At home alone I remembered about this application, and of the site that came before the app, and I started building my profile. I said, let me try, maybe there is somebody playing: actually, now I know that Fubles was expanding in New York, which was still a little community, but they had a couple of games on. And in one of them I recognized a couple of Italian surnames (it’s not that hard for an Italian, but you always wonder if they are real Italians or Jersey Shore scumbags).  I trusted them and signed up, the next day I gifted Niketown 80 bucks for shoes, pants and socks and I was in Roosevelt Island, or, as I like to call it, Raccoon City.

    Not raccoon, but Raccoon, the Resident Evil city. I had this feel climbing up my spine when I went out of the subway: no people around me, below a bridge, fog, a construction site that appeared to be there from Jesus Christ’s age. By the way I used my phone to find a way to the sportspark near the subway station and I got there almost one hour before. In New York, I never get subways’ schedules right, when I am late trains hide behind the corner and make fun of me, when I leave my place wisely, they are there waiting for me (and fast as hell).

    In the end the match was nice, the site has even marks for the players in order to organize match online with people with your same skills and lets you pay online to trace back who paid and who didn’t. Piece of cake. I always wanted to say piece of cake. I recommend the site, use it if you don’t have 9 friends that like soccer and can play. And from now on let’s say football, not soccer, this is terrible, even more than the feet for distance, the Fahrenheit for the degrees and the teaspoons for food.

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    (I didn’t know Americans had these soccer fields. Actually, I didn’t know Americans had soccer at all)

     
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    Sai cosa è veramente figo? Rendere felici 1Bln di utenti

    Se n’è parlato per anni, e per anni analisti e gente comune non hanno esitato a sputtanare Facebook e chiedersi veramente quanto potesse valere e se mai avrebbe fatto profits.

    Da ieri sera, molti di loro sono in silenzio, alcuni non hanno più un posto di lavoro, perchè il loro fondo non ha comprato azioni Facebook, mentre invece i dipendenti di Facebook a breve diventeranno milionari (aka miliardari).

    La grande verità è che Facebook è un Ecosistema, non un’azienda, è la più grande Piazza Virtuale al mondo con quasi 1 Bln users.

    Ho trovato interessante, tra i tanti, questo articolo su Techcrunch su cosa Facebook ha creato fino ad adesso, da leggere assolutamente.

    Poi le parole di Zuckerberg suonano come quelle di un grande leader che grida al suo staff

    Facebook was not originally created to be a company. It was built to accomplish a social mission — to make the world more open and connected.


    Ho sempre pensato che la cosa più facile quando si faccia un’ IPO o si raggiunge un successo enorme sia di non focalizzarsi sul successo economico e sulla ricchezza dell’azienda ma sul bene che essa ha generato.
    Come dire: fa figo dire che “non lavoriamo per i soldi ma per aiutare la gente a connettersi e a socializzare”

    Il Ceo di Zynga il giorno della sua IPO aveva dichiarato :

    We make people playing in the world.

    Il grande Jack Dorsey, founder di Twitter ha da sempre dichiarato :

    Twitter is a media. And it goes faster than an earthquake in news.


    Tutti e 3 hanno in comune una cosa: le loro aziende stanno avendo successo perchè rendono i propri utenti felici.

    Ma non fate l’errore di confondere tutto ciò con il charity: “Diamo l’acqua a chi non ce l’ha. Portiamo internet dove non arriva e questo ci rende felici”.

    No.

    Stiamo parlando di felicità. La ragione di vivere. La cosa più bella che abbiamo. Quella senza della quale non vivremmo. E quella che quando ci manca siamo fottuti.

    Già. Descrivetemi un mondo senza felicità. Sarebbe un mondo orrendo.

    E sugli utenti e nel business vale la stessa cosa: rendere felici i propri utenti.

    Se rendi felici i tuoi utenti. Sei felice.
    Se rendi felici i tuoi clienti il tuo team è felice.
    Se generi felicità parleranno di te.

    Se crei un business basato sulla felicità. Avrai successo. E le revenues arriveranno.

    Le startup italiane non sanno generare felicità negli utenti. Badano alla sostanza di un finanziamento e alla valutazione del loro business. Ma non riescono a rendere ancora felice nessuno.

    Se non credete a quello che dico. Andate per ciascuna di esse negli app store e leggete i feedback degli utenti su di loro. Non leggo MAI felicità, fatta eccezione per 2 casi:

    1. Balsamiq: Peldi ogni mattina si sveglia per rendere felici i suoi clienti. E se qualcuno non lo è, Peldi lo contatta direttamente e cerca di capire perchè. Già il CEO che contatta un cliente. Chiunque lavori su UX e UI usa Balsamiq  dice di essere più felice.

    2. Fubles: il calcetto è come la messa in Italia. Non ci sono cazzi: ogni settimana se non giochi a calcetto ti senti scomunicato. Beh loro fanno in modo che la gente si incontri online per giocare a calcetto. Ho un amico che viaggia con le scarpe da calcetto in valigia e mi dice che grazie a Fuble “è più felice

    Felicità = Soddisfazione = Excitement 

    Ma soprattutto la Felicità genera una grande predisposizione nel pagare.

    Già.

    Dimenticati che un utente incazzato ti darà mai un singolo penny.

    Stupisci il tuo utente, emozionalo, genera in lui l’effetto UAU.

    Rendilo felice.

    E vedrai che saprà come ripagarti.

    Vedo spessissimo fare l’esatto contrario: startups e idee che non generano alcun tipo di entusiasmo nell’utente, colori di background “infelici” e comunicazione NON incentrata sul rendere l’utente felice.

    Ogni team di ogni startups deve avere obiettivi chiari su una cosa: generare felicità sull’utente creando interfacce stupende ma allo stesso tempo semplici. Ogni iOS e Android developers deve avere come obiettivo di generare l’effetto UAU per ogni singolo download di una sua app.

    In musiXmatch (disclosure: my company) stiamo basando TUTTO su questo.
    Ad ogni ticket aperto dall’utente, a ruota rispondiamo tutti.
    Tutto il team deve sapere quello che succede.

    E se un utente o più di uno si lamenta particolarmente: lo contattiamo immediatamente.

    L’utente si sente felice di essere contattato e che l’azienda risponda a un suo quesito.

    Ci sono email e commenti di utenti che ci hanno scritto “YOU GUYS ARE PRETTY SHIT” , “YOUR APP SUCKS” , non ci siamo stupiti, nemmeno sconcertati. 

    Abbiamo capito qual’era il problema che rendeva l’utente scontento.

    Lo abbiamo ricontattato.

    Abbiamo risolto il problema.

    Ma gli abbiamo chiesto di darci un nuovo feedback e rating.

    5 stars.

    Alcuni di loro hanno ripostato un feedback del tipo “I got contacted immediately by mXm crew, they solved my issue and disappointment. Amazing crew. 5 stars”

    Questo commento ci ha reso felici.

    Quando incontro qualcuno che usa la nostra App la prima cosa che gli chiedo è se è felice.

    La risposta non è sempre SI.

    Ma questo ci sta aiutando a capire bene cosa renda felice il nostro utente.

    Ora vi faccio 2 casi di aziende che rendono l’utente TOTALMENTE INFELICE così da rendere chiaro il concetto :

    1. Groupon. Se vai in prima serata alla Iene sei fottuto. Sputtanato. E se vai in prima serata alla Iene è perchè hai fatto qualcosa di zozzo. E nonostante tu abbia avuto un IPO di successo. Non andrai molto lontano. E chiedete ad ogni ristoratore cosa pensa di loro.

    2. Godaddy. Sarà anche vero che “tira più un ….. che un carro di buoi” ma se provi a registrare un dominio su Godaddy sei fottuto. Ti trovi iscritto ad una marea di roba a pagamento che non hai mai comprato. Risultato: la gente si incazza.


    Qualsiasi cosa il mondo intero possa dire contro Zuckerberg, lui ha reso 1Bln di persone felici.

    Di reincontrarsi, di conoscersi, di comunicare.

    E questo ha portato 1Bln di profitti.



     
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    Fubles, il social network del calcetto

    … anzi è proprio il caso di dire un soccer network, tutto italiano. Stiamo parlando di Fubles, già ribattezzato il Facebook della partitella. A calcetto, principalmente, ovvero l’insana passione di tanti maschi italiani, e non solo. Il funzionamento è molto semplice. Si crea il profilo personale e si lancia una sfida organizzando una vera partita specificando giorno, ora e luogo.

    Attualmente i numeri sono sorprendenti, più di ottantamila iscritti, 20mila partite giocate, oltre 5000 centri sportivi coinvolti. E un’ app finita in secondo posto nella categoria “iPhone app dell’anno”.

    Pronti a scendere in campo e sulla tastiera? :-D

     
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    Fubles.com nasce il social network per i malati del calcetto.

    Si chiama Fubles e punta a mettere in collegamento tutti gli appassionati di calcetto sparsi per l’Italia, quelli che non riescono a dormire senza prima aver corso almeno un’ora dietro a un pallone.Occupare un posto rimasto libero in una partità già in programma oppure organizzarne un’altra con gli amici della rete, o ancora fondare la propria squadra e sfidare gli altri.Sono alcuni dei servizi messi a disposizione da fubles, la community per i “malati” del pallone.