zaino

A scuola mi hanno sempre insegnato a dare un nome alle cose. Mi hanno detto che quello su cui scrivo è un quaderno, che la mattina entro in un’aula, che mi siedo su una sedia, che sulle spalle porto uno zaino. Mi hanno detto inoltre che anche quello che provo ha un nome, come la rabbia, la tristezza, la felicità e perché no amore. Poi un bel giorno il mio professore d’arte mancava, quindi hanno mandato un supplente che è rimasto con noi fino alla fine dell’anno. Questo professore ci ha detto di descrivere noi stessi in breve, ma non come si fa normalmente ossia nome, cognome, hobby e tanto altro, no, lui ha detto di dare un nome a noi stessi. ‘Ma prof noi un nome ce l’abbiamo già!’
Mi ha guardata e mi ha sorriso.. ‘Stai cercando di nasconderti dietro un nome che hai ma non ti appartiene.’
È stato quel giorno che ho cambiato il mio URL di Tumblr, è da quel giorno che sono diventata quella che adesso conoscete. Ho dato un nome vero a me stessa.
—  Ragazza Sbagliata.
L’eccessiva dolcezza le da la nausea, gli abbracci troppo lunghi e forti le mettono ansia, le manca il fiato; a lei piace scherzare, stare con qualcuno che ascolta i suoi silenzi. Odia i baci sotto la pioggia, preferisce correrci sotto, le piacerebbe che qualcuno le regalasse un anello di carta, non di Tiffany, oppure un fiore strappato dal giardino di un signore che poi ha urlato a squarciagola i peggiori insulti. Lei vuole qualcuno con cui mettersi lo zaino in spalla e andarsene dalla città, vuole ascoltare i concerti del suo cantante prefeito, vuole guardare i fuochi d’artificio di un matrimonio al quale si è imbucata, vestita nel peggio modo, coi capelli arruffati dalla notte prima passata a dormire nella tenda nascosta nel suo zaino. Lei vuole qualcuno che corra il rischio di morire ogni giorno, vuole un disagiato, qualcuno che abbia tanto da raccontare, vuole una scarpa rovinata, non i mocassini, vuole una scarpa rotta, sporca e con la suola consumata per i chilometri fatti a tarda notte alla ricerca della felicità.
—  Bipolardemon