è una disgrazia.

Non so nemmeno cosa voglio scrivere ancora, sono mossa solo dalla rabbia e dal risentimento, le stesse sensazioni che mi hanno mandato avanti per tutto questo tempo, quelle che mi hanno fatto diventare la donna forte che credo di essere.
So che nel mondo non siamo fatti tutti uguali, sono da sempre stata gettata in mezzo a idee, menti, sguardi differenti e ho sempre cercato di guardare il tutto da una certa distanza per non confondermi e capire quale era realmente la mia posizione.
Ed è stato un bene. A oggi posso dire che ne è valsa la pena: nonostante io non sia la più elevata forma di intelligenza presente sulla terra, so di essere razionale, di non avere paura di mostrare le mie idee quando ce n’è bisogno perché fanno parte di me e so che se non vengono accettate non sarò certo io a cambiare.
Fa male però quando ciò non può avvenire, quando la compagnia te la ritrovi a scorrere nelle vene e ti rendi conto che ti terrorizza e che è l’unica cosa che in vent’anni è mai stata in grado di fare: scaturire terrore, serrarti la bocca e congelare il corpo a qualsiasi tipo di reazione. Fa schifo. 
Può darsi che le cose siano leggermente cambiate, forse perché adesso anche tu sai alzare la voce, forse perché hai imparato che certe battaglie è meglio far finta di perderle che mandarle avanti a vuoto.

Dimmi.

Cos’è che provi adesso?
Mi riferisco alla strana sensazione di vuoto e fame che hai all’altezza dello stomaco.
Sarà forse paura? Oppure dispiacere?
Sarà che puntavi troppo in alto e alla fine ti sei ritrovata a mezz’aria con un’ala spezzata ?!
Tranquilla, respira, palpa il dolore, è solo un momento poi tornerai a volare lontano dove eri prima.
I brutti momenti capitano, ma lascia perdere le cose di poco conto e guarda avanti.

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