Francesco Raibolini, il Francia, Due ritratti virili, Affresco staccato, 1500, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

FEMEILE AU NEVOIE DE ATENTIE de Tudor Chirila
Femeile au nevoie de protectie, tandrete si penis.
Barbatii stiu asta, dar sunt convinsi ca penisul le poate inlocui pe primele doua. Ei nu stiu ca penisul este in multe cazuri primul lucru de care femeia s-ar dispensa in cautarea fericirii. Barbatii uita mereu de tandrete si protectie. Uita pentru ca sunt suficienti de invingatori, virili si lipsiti de nuante. Pana si orgasmul e lipsit de nuante la barbati. Nici pe el nu il pot mima.

Astfel ca prima intrebare care vine in mintea barbatului inselat este: O fi mai bun la pat ca mine? Apoi invariabil: Are penisul mai mare?

Nici prin cap nu-i trece barbatului suficient de invingator si viril ca adversarul care tocmai i-a luat urma prin asternuturile iubitei a avut mai mult timp, a pus intrebari nerostite demult, a mangaiat, a avut rabdare si a ascultat atent cu blandete in privire.

"Ce are cheliosul ala cu burta, in plus fata de mine? Ala e barbat? Ce dracu are ala in plus? Un penis mai mare?" Nu, frate, are mai multi bani! - vine invariabil eternul raspuns. Asa e de multe ori, zicem si noi. Dar nu despre acele femei si barbati vorbim noi acum.

Nimanui nu-i trece prin cap ca barbatul cu chelie si burta (ori poate putin intarziat in ale maturitatii) intelege sa pretuiasca femeia de langa el cu disperarea celui care poate pierde ultimul tren. Trecut prin multe, cu cicatrice in suflet si dezvantajat (uneori si fizic), trecut de prima tinerete el stie ca unica sansa este sa mangaie, sa asculte, sa inteleaga, sa fie atent sa deschida usa inainte ca ea sa sune. 

Si mangaie, asculta, intelege. Desavarseste un ritual al gesturilor care conteaza, este mereu prezent, gata oricand sa intinda un brat.. nu foarte puternic, dar mereu oportun. Mai presus de orice nu cere nimic in schimb, cel putin nu in mod evident.. pentru ca, sa nu uitam, si el e barbat, vanator experimentat.

Cu lacrimi in ochi varsate pe ascuns cand masina ruleaza monoton si ea privest absent peisajul de pe scaunul din dreapta, femeia va decide sa renunte la penis care ii da fiori de multe ori pe saptamana - nu e de ajuns... El, tinar ..carierist si stresat, conduce si nu intelege ce dracu ar mai trebui sa faca pentru linistea cuplului. Ca doar depune toate eforturile. Trage masina pe dreapta si se usureaza in plin camp. Se urca inapoi fara sa-si aduca aminte ca ea l-a rugat sa-i aduca puloverul din portbagaj.

Vor ajunge in curand la munte. Undeva la acelasi hotel se vor intalni cu un barbat jovial trecut de prima tinerete, dar cu zambet irezistibil si povesti fantastice.

Femeile au nevoie de protectie si tandrete. Femeile renunta cel mai usor la penis. Barbatii renunta la tandrete si protectie. Acest razboi surd al neintelegerii va da nastere profitorilor. Cine sunt ei? Pe termen scurt amantii. Pe termen lung cei intelepti si rabdatori.

Pe drumul de intoarcere el este bucuros si usurat ca ea si-a revenit. E vorbareata si nu mai priveste absenta pe geam . Si zambeste ca in prima zi. E prea neatent ca sa realizeze inceputul sfarsitului.

Pe terasa hotelului barbatul jovial, trecut de prima tinerete savureaza un cognac... Pe buza paharului este zahar...
Riccardino - Autostrade - Gay

All’interno della foresta hanno costruito l’autostrada. Le auto allora sfrecciano tra gli alberi secolari, enormi intorno a loro. Giacomo continua a parlare di foreste di agrumi, io non riesco a cogliere il punto. Sta di fatto che la costruzione dell’autostrada nella foresta ha portato grandissimi benefici alla comunità, collegando finalmente ampie zone un tempo fuori da ogni strada e dal tempo, di conseguenza. Adesso la costruzione dell’autostrada fa della visione nel complesso qualcosa che sembra non avere un passato, malgrado gli alberi secolari e quello che Giacomo dica a proposito degli aranceti.
Durante le partite di calcio i macchinisti delle televisioni evitano di riprendere le scenette erotiche,  non perché non ci siano, ma per un preciso piano anti-omosessuale (ci sono volte che i calciatori si spogliano, si intravedono omeri e obliqui e trapezi, altre in cui si piegano a novanta, altre in cui essi sono tutto meno che virili, altre in cui si abbracciano, si sputano, ci sono arbitri e guardalinee per definizione becchi, ma è un attimo, poi le telecamere passano oltre). A lavoro son tutti là a fare battute omofobe, come a dire, chi sarà il ricchione qua dentro, ti scoveremo, sei te, no sei te, ecco il ricchione, ecco la reginetta dei ricchioni, ecco quello con la barbetta da ricchione, ecco il ricchione palestrato ed infine il ricchione dei ricchioni, il padre di famiglia ricchione, quello con la maiuscola.
C’è questa nuova dinamica con Riccardino che è l’uomo con problemi che viene a lavorare. A dare una mano. Gli danno un gettone, tipo dieci euro per due ore, povero Riccardino, che è stato anche in TV a canale cinque e ha conosciuto Bonolis e Luca Laurenti, che voce e persona incredibile, mi dice, povero Riccardino e il suo trasloco alle case minime e che paura andare là, ma oggi con il sole era meglio. Questo almeno quello che diceva lui e non pensava alle giornate di pioggia, ma queste di Aprile col sole e poi venire da noi a lavoro. Parliamo di libri quando il capo non sente, lui in dei momenti c’è, ma in altri si stacca da sé e lo perdo e non ci posso fare niente, o molto. Penso che vorrei salvarlo, alle volte, altre che non voglio, altre che vorrei scrivere un racconto dove si parla di io che lo salvo e dopo entro in competizione con lui, per il lavoro, o la scrittura e arriviamo a odiarci e a mostrare quanto lui sia cattivo e tutto sfocia in una sorta di critica alla critica, ai buoni sentimenti, all’essere buoni. Com’è Riccardino, quanto parla, quante cose mi racconta, tutta la sua vita, lo xanax, l’alcolismo, la morte della nonna e lo zio, il fratello in giappone, il concerto dei Pink Floyd, l’inter-rail in Olanda, il viaggio in Germania, forse era lo stesso viaggio, i pomeriggi in centro, il complotto, la giornata agli studi Titanus, dove conobbe Bonolis e Laurenti, il teatro, lo spettacolo di teatro, quel suo tempo felice e quello spettacolo a cui arrivarono secondi, e poi i libri, Sciascia, Camilleri, Fromm, Borges, e i suoi racconti e poesie, satiriche io sospetto, che non mi fa mai leggere e io mi chiedo perché non gi dico: vuoi aiuto con il tuo trasloco? Ti posso aiutare io forse, con la macchina di mia madre e non portare un sacco per volta, sull’autobus, attraverso l’autostrada.
A volte Riccardino fa quella sua faccia triste, può fare anche la faccia felice e allora tutto va bene, ma quando fa la faccia triste quella sua faccia è davvero qualcosa di infinitamente triste e io penso al mondo come un luogo terribile, inospitale dove gli alberi enormi ci circondano e in mezzo autostrade, ma non è così, è un mondo dove tutti i miei problemi sono nulla, nulla di nulla, e non c’è complotto anti-gay che tenga, non c’è sensibilità che tenga, non c’è cattiveria dei colleghi su di me o Riccardino che tenga, c’è solo quella sua faccia larga e sudata, quei suoi occhi e sguardo e io penso: basta, non voglio che tu sia così triste. Poi sono passate le due ore e lui va via, dimentica sempre di fare la firma sul foglio dell’assistente sociale, io allora gli dico: eh, Riccardino, fai la firma.  

Simone Lisi

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Campo Reatino vale meno di un’auto blu e di un Assessore part-time?

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Ci lasciano a dir poco sbigottiti le recenti esternazioni agli organi di stampa dell’Assessore al Turismo, alle Culture e alla Promozione del Territorio Diego Di Paolo, in una seccata risposta al dott. Virili, responsabile del cantiere di Campo Reatino, il quale “si era permesso” di lamentarsi per la scarsa attenzione riservata da parte del Comune per gli scavi archeologici in atto così come per…

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