venuta

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Mi piace dire di essere una persona coerente e che rispetta le promesse, perciò eccovi svelato l’arcano di chi si cela dietro a ivolidipindaro.
Giuro che mi sono impegnata, ma questa è l’espressione più gioiosa che sia uscita (figuratevi le altre).

Mentre aspetto il miracolo che riuscirà a cancellare definitivamente le occhiaie da codesto viso lunare, progetto il viaggio che venerdì mi condurrà alla volta di Milano. La protezione civile vi spiegherà come sopravvivere alla mia venuta. Ricordate: barricarsi in casa è sempre un’ottima soluzione.
Non c’è soluzione

Lei esce dalla camera e fa la domanda: «Come mi sta questo vestito?»



Fermo! Non rispondere! Respira profondamente e pensa.

Questo è noto come «Test Kobayashi Maru» ideato da Eva appena uscita dal Paradiso Terrestre per mettere alla prova le capacità di Adamo e confermare il suo dominio assoluto sulla mente dell’uomo.

È noto da millenni che il «Test Kobayashi Maru» non ha soluzione, chi ha provato prima di te a trovare una soluzione ha fallito, pensa a Noè, Re Artù, L’Orlando Furioso, Dott. Freud, Phileas Fogg, Kevin Bacon, solo per citarne alcuni.

Nella storia dell’umanità solo due persone hanno superato il test: James Tiberius Kirk e Leroy Jethro Gibbs. Come puoi notare hanno solo due cose in comune: hanno un “J” nel nome e sono personaggi di fantasia.

La natura è venuta in aiuto all’uomo dandoci esempi importanti di come superare prove così difficili: l’opossum.

L’opossum è un simpatico mammifero marsupiale che quando si trova in una situazione di pericolo cade a terra fingendosi morto.

Ricorda : lei fa la domanda impossibile … «Kobayashi Maru» … impossibile … pericolo … opossum!!! FAI COME L’OPOSSUM!!!! … e prega.

anonymous asked:

Assy, mi è venuta una di quelle battute del cazzo che mi vengono quando studio. Non so perché te la dico, ma ok. 'Cosa dice una cellula quando va dal barbiere? "Mitosi"'. Mi ritiro, addio.🔫

NO NO NO NO NO

Nell'attesa di una tua venuta.

Noi siamo nati per soffrire
Dobbiamo sentire questo dolore
Siamo nati per questo, facciamo il più possibile per evitare e vivere nell’ignoranza e nell’attesa
Vigliacchi
Io cerco di affrontare il mio dolore, affronto ciò che mi ha creato. Il dolore mi crea, esso mi distrugge allo stesso tempo. Cos’è il dolore poi se non l’immagine riflessa delle proprie azioni, uno specchio d’acqua, le fatali “conseguenze”…il ritratto di tutti i nostri errori. Qualcosa di caldo, qualcosa di freddo. Qualcosa. Strano descrivere noi stessi come “qualcosa”.
Ovidio, quanto avevi ragione. Mi è stato utile e sempre lo sarà. Mi manca quasi questo dolore. Lo voglio vicino, che mi tocchi il petto. Lo voglio abbracciare ed essere un tutt’uno con esso. Sono uno specchio frantumato. Non sarò mai un solo pezzo. Mi manchi, sento la tua mancanza. Sento il vuoto, mi sento perso. Mi capisci, io ti capisco a stento. Sei l’unica che sa cosa sento.

Sono stupido, lo so.

Inganno l’attesa ascoltando canzoni malinconiche sdraiato nel vuoto caldo e oscura di una serata estiva, crea una condensa con il gelo che serbo dentro.
Tutto è una bilancia, tutto ha un peso. Così come il mio cuore. Gelido e pesante, rinchiuso chissà dove, non aspetta altro che battere ancora.

Nell’attesa di una tua venuta.

Nel dizionario sotto la parola sfiga c’è scritto a caratteri cubitali il mio nome, cognome e indirizzo con tanto di fototessera venuta male.