19 Agosto Bojnurd Tappa N: 76
distanza: 125 km progressivo: 8.479 km velocita’ media: 33,6 km/h
salita: 224 m discesa: 460 m temperatura media: 25,4 C max: 36 C
Tappa pianeggiante. Tempo bello, caldo, vento da est.
Partenza da insonnoliti: nessuno ha dormito molto. Attraversiamo la citta’ ancora quasi deserta ( sfido, loro stanno dormendo) e poi lungo una larga valle molto coltivata, attraversando due citta’. Bella strada a due corsie separate, con buon asfalto, traffico intenso ma tranquillo. Il vento era favorevole e quindi la media buona, siamo rimasti 100 metri dietro al gruppetto dei primi perche’ non ci piace andare tutti insieme a velocita’ elevata: troppo rischioso.
Arriviamo molto presto al albergo ( alle 10.30) ed verso le 13 andiamo a mangiare qualcosa: ci incamminiamo senza chiedere, sbagliamo un paio di volte, alla fine chiediamo a una specie di ristorante che pero’ fa solo panini, gli spieghiamo a gesti che vorremmo un ristorante e lui ci fa cenno di aspettare: arriva con un altro signore con le chiavi di una macchia e ci fa accompagnare ad un ristorante ad un paio di km: da non crederci.
Pomeriggio a dormicchiare per recuperare il sonno perduto. Albergo discreto, aria condizionata, internet nella hall, bagno buono ma … cesso alla turca: stranezze locali.

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Il Grande Cocomero

18 Agosto campo a Quchan tappa N: 75
Distanza: 51 km progressivo: 8.354 km velocita’ media: 22,9 km/h
salita: 725 m discesa: 750 m temperatura media: 23,4 C max: 31C
tappa molto corta, con due salite di una certa importanza. Bello, caldo accettabile, poco vento.
Abbiamo passato la notte vicino alla moschea dormendo poco perche’ i pellegrini hanno fatto casino fino a tardi, parlando a voce alta e ridendo molto: sembrano molto aperti, curiosi e allegri: anch’io sono curioso di conoscerli meglio dopo tutti i lavaggi di cervello che i media ci hanno fatto.
La tappa non ha storia: due salite un po ripide su ottima strada ( non ho cambiato le gomme e ho sbagliato), panorama sempre brullo e desertico con qualche coltivazione a grano ( ormai trebbiato) nei tratti pianeggianti, due piccolissimi villaggi e nient’ altro.
Arriviamo alla citta’ di Quchan e ci accampiamo nel parco cittadino, proprio alla periferia, per fortuna sul erba ( inizialmente ci avevano detto il parcheggio di ghiaia, poi si sono impietositi).
In tre andiamo in citta’ per vedere di acquistare una SIM per il telefono: fermiamo un giovanotto che parla un po’ di inglese per chiedere dove le vendono, ci porta nel suo ufficio ( stanno costruendo un supermercato), si fa spiegare bene cosa vogliamo e ci accompagna ad un ufficio telefonico, non contento fa venire un suo amico che parla bene l’ inglese. Procedura lunghissima, oltre due ore, nel ufficio tutti gentilissimi che si fanno un quattro trascurando gli altri clienti ed i due giovanotti sempre con noi. Completato il tutto gli offriamo di andare a bere qualcosa assieme, ritorniamo in ufficio e loro tirano fuori da bere, dei dolci, della frutta : resto esterrefatto ( Antonio….come avrebbe detto Biglietti).
Riprendiamo le bici, torniamo al campo, telefono a casa.
Cena e poi arriva il bello: il parco si riempie di gente, che viene qui a chiacchierare, a ridere a scherzare, giovani e meno giovani, a voce alta chiamandosi gli uni con gli altri: gli ultimi se ne vanno al 1.30 del mattino: fino a quel ora non si dorme nulla, un vero inferno ma l’ errore e’ la scelta del posto non gli iraniani.

iPhone 6: ottime notizie, la sua connessione LTE lo farà navigare ancora più veloce!

Il grande passo in avanti per quanto riguarda la velocita’ di navigazione internet e’ stato fatto con l’arrivo del sistema di connessione su rete LTE, (con iPhone 5) cosa che per le aree geografiche in cui tale tecnologia e’ già attiva, ha portato davvero la gioia di tutti coloro che amano navigare su internet con i dispositivi mobili Apple. Ma giungono ora notizie ancor più “esaltanti” in questo senso: secondo fonti accreditate, il nuovo iPhone 6 monterà un nuovo tipo di modem Qalcomm, che consentira’ di navigare su rete LTE ancora più velocemente, una velocita’ aumentata di oltre il 50 %, che potrebbe raggiungere i 150 Mbps in download, mai visto prima!!
Non ci resta che sperare che tale notizia venga confermata quanto prima, nel frattempo, per tutti i dettagli tecnici che corredano tale informazione, potete consultare questa apposita pagina della nostra fonte.



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http://ift.tt/1mpvGbc August 21, 2014 at 03:00PM

17 Agosto Campo della moschea Iran tappa N: 74
distanza: 30 km progressivo: 8.303 km velocita’ media:
salita: 485 m discesa: 650 m temperatura media: 31,7 C max: 41 C
Tappa cortissima, destinata solamente a passare i confine con l’ Iran. Bello, caldo poco vento.

Questa mattina partenza in autobus perche’ la polizia ci ha negato il permesso di andare in bicicletta fino al confine; quindi di necessita’ virtu’ abbiamo abbordato due minibus ed un camioncino per le bici e abbiamo attraversato la citta’ motorizzati. I soliti palazzi, asettici, senza gente in giro, solo macchine tirate a lucido perche’ la polizia puo’ fare la multa se la vettura e’ sporca, mi ricorda sempre piu’ l’ ambiente della Berlino del est che ho visto nel 1981: siamo tutti contenti di lasciare il paese.
Dai 250 m di Ashgabat si sale al confine che e’ a 1750m , un ora per uscire da Turkmenistan e un paio d’ ore per entrare in Iran quindi piu’ veloce del previsto per i biciclettari ma per i due mezzi viene richiesto un documento ulteriore che deve arrivare via fax da Teheran : i furgoni usciranno alle 16.30. Noi ad aspettare un po’ nel paesino vicino alla frontiera e poi al previsto campo vicino ad una moschea: giornata piuttosto lunga e noiosa.
In Iran bisogna essere vestiti secondo i dettami religiosi: uomini con pantaloni lunghi, donne con gonna/pantalone lungo, maglia che copra interamente le braccia e sciarpa in testa che copra i capelli e scopra solo il viso (….niente decolte’) quindi ieri tutti a darsi da fare per acquistare l’ occorrente.
Io ho un paio di pantaloni di tuta che ho messo sopra a quelli da bici per attraversare il confine e poi li ho tolti fuori dal paesino e sono ancora vivo pure essendo accampato vicino alla moschea dove c’era un buon numero di fedeli, domani faro’ lo stesso portandomi i pantaloni nello zaino in caso servissero.

Io non so perche’ ma quel nome mi fa sempre un effetto strano, anche se magari non si riferisce a lui. Anche se magari lo stanno semplicemente chiamando da lontano. A me fa un effetto strano. Come se sale un qualcosa e alla velocita’ della luce mi passano tutti i sorrisi, tutti i bei momenti. A me quel nome piace.

15 Agosto Ferragosto !!! Asghabat, capitale del Turkmenistan tappa N: 73
Distanza: progressivo: 8.273 km velocita’ media: 24 km/h latitudine E: 58 gradi
salita: 131m discesa: 61 m temperatura media:29,1C max: 42 C
Tappa pianeggiante. Tempo bello, caldo, vento da nord a partire dalle 7.
Continua la solfa dei giorni precedenti, iniziamo ad esserne stufi e a non vedere l’ ora di uscirne. Oggi con Frieder partiamo un po’ in ritardo ma non mi preoccupo perche’ il vento inizia solo verso le 9 e abbiamo tempo di recuperare al pranzo, per fare gruppo quando si fa piu’ impetuoso. Oggi decide invece diversamente e alle 7 e’ gia’ bello sostenuto e quindi mi vedo costretto ad un duro inseguimento per ricongiungermi, con Frieder che protesta che lui non puo’ mantenere questa velocita’ ( pure essendo dietro), e dopo 10 km mi accodo ma con la lingua letteralmente penzoloni. Poi la strada si fa ottima perche’ e’ finita ( tipo autostrada a 4 corsie) e quindi, essendo in 9 nel gruppo, diventa una passeggiata fino al ingresso della citta’ dove c’e’ una troupe della televisione a riprenderci ed una macchina della polizia che ci scorta fino al albergo. La TV ci insegue fino dentro l’ albergo e vengono fatte un po di interviste a chi voleva sottomettersi al rito.
La citta’ fa un effetto stranissimo: e’ nuovissima con tutti gli edifici bianchi moderni ma orientali, viali alberati, cupole dorate ma un grande senso di freddezza ( anche se fa un caldo del inferno) ed ho l’ impressione che la polizia sia temuta da tutti: non fa in tempo ad azionare la sirena che a tutti gli incroci le macchine si bloccano istantaneamente per farci passare. E la gigantografia del presidente, con le tenute piu’ disparate, campeggia dappertutto: Frieder mi dice che gli ricorda la Germania del Est ai tempi del comunismo.
L’ albergo e’ bello ma anche lui senza calore, come le persone alla reception: le camere erano tutte pronte ma fino alle 13 non si puo’ entrare e solo alle 13.01 ci sono state date le chiavi.
Domani cercheremo di capire un po’ meglio.

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14 Agosto Campo dei pellegrini tappa N: 72
Distanza: 119 km progressivo: 8.142 km velocita’ media: 22,7 km/h
salita: 142 m discesa: 82 m temperatura media: 32,2 C max 43 C
tappa pianeggiante. Bello, caldo, vento da nord a partire dalle 8.30.
Altra tappa di pianura alternando deserto a coltivazioni, secondo la disponibilita’ di acqua. La strada alterna il solito ottimo fondo, quando e’ nuova a un fondo pessimo quando si viaggia sulla strada vecchia, sfondata dai camion che costruiscono la nuova. Viaggiamo un po in gruppo ampio ma poi si verificano un paio di forature, qualcuno si ferma qualcuno va avanti, alla fine resto solo e recupero Lloyd che arranca nel vento, me lo porto un po’ dietro ma poi si stacca. Supero il canale chiamato Garagul ( una distorsione del nome del deserto Karakum) che e’ il piu’ lungo del mondo con i suoi oltre 1300km di estensione ( e’ uno dei canali responsabili del disastro del Aral) costruito dai russi per rendere fertile il deserto.
Pranzo veloce lungo la strada in mezzo alla polvere ma poi Frieder si stacca, lo aspetto e meno male che rallentano quelli davanti altrimenti non avrei avuto la forza di riportarlo sotto, con il vento da nord che sta soffiando.
Ad una decina di km dal campo troviamo un baretto in un paesino dal nome non bene augurante ( Kaka) e ci fermiamo a bere qualcosa di fresco ma poi, visto che ha una saletta con aria condizionata, ci fermiamo oltre un ora, tanto al campo non si combina nulla.
Il campo e’ vicino ad una piccola moschea a ridosso di una costruzione che serve ad ospitare i pellegrini tra cui uno stanzone pieno di tappeti su cui dormono le persone in visita: c’e’ una specie di aria condizionata che funziona a singhiozzo e decidiamo di occuparlo e ci mettiamo in una dozzina a preparaci dei giacigli improvvisati.
Non e’ stata una grande idea: c’ era una forte puzza che ha impregnato tutto, l’ aria condizionata faceva solo rumore senza raffreddare un gran che e c’erano le zanzare che ci hanno tormentato tutta la notte: vera notte da pellegrini !!!
In compenso fuori abbiamo trovato acqua e ci siamo fatti una doccia con il secchio e lavata la roba da bici, il che in questi posti non e’ disprezzabile.
Anche oggi abbiamo avuto la scorta della polizia: ci scortano per farci strada o per tenerci sotto controllo?

13 Agosto Campo Canale tappa N: 71
Distanza: 136 km progressivo: 8.023 km velocita’ media: 24,7 km/h
salita: 29 m discesa: 72 m temperatura media: 29,6C max: 41C
tappa pianeggiante. Bello e caldo, vento da nord a partire dalle 9.
Partenza con le prime luci del alba per toglierci il piu’ in fretta possibile dal caldo e dal vento. Giriamo attorno alla citta’ di Mary su strada discreta, anche se ci avevano detto che sarebbe stata brutta. Anche la citta’ vista da fuori non ha nulla di attrattivo, piatta che di piu’ non si puo’.
Fa fresco e non c’e’ vento: il mattino e’ perfetto in questi posti: si incontra ancora poca gente: uomini vestiti al occidentale le donne con tuniche molto colorate ed un foulard in testa a mo di turbante, mi devo ricordare di fotografarle.
Abbiamo la scorta della polizia anche oggi: una macchina davanti che fa rallentare e accostare quelli che vengono di fronte in modo che quelli che vanno nella nostra direzione ci possano superare agevolmente. Alle 9 siamo al pranzo, fatti 85 km e poi ripartiamo cambiando direzione ( da sud a ovest) ed il vento che inizia ad alzarsi incomincia a dare fastidio e quindi facciamo gruppo.
Ad un certo punto ci supera un grosso trattore che trascina un rimorchio con sopra una gru, va un po’ piu’ veloce di noi e quindi ci mettiamo nella scia per sfruttare l’ effetto vento: va bene per una decina di minuti ma poi la polizia se ne accorge e lo fa fermare, pensando che noi volessimo superarlo ….credevano di farci un piacere e invece.
Si continua tutta la mattinata in questo modo, alternando deserto a coltivazioni di cotone fino al campo, sotto qualche alberello sulle rive di un canale con acqua che non ispira molto ma fa caldo e quindi qualcuno si fa il bagno, io mi limito a lavarmi le gambe.
Giornata noiosissima, che si conclude ancora peggio perche’ inavvertitamente metto il gomito sul tablet e lo schermo va fuori uso: d’ ora in poi potro’ usare solo il computer, non ci voleva ma sopravvivero’.

12 Agosto Mary riposo.

Giornata di permanenza al albergo facendo ulteriori lavoretti che non avevo eseguito a Samarkanda perche’ ero in VACANZA. Ho lavato la tenda, il materassino, i borsoni, cambiate le gomme perche’ la strada continua ad essere brutta, tutto a bassa velocita’ ma senza fermarsi fino al pomeriggio. Pranzo con delle schiacciatine che mi aveva lasciato mamy ( ieri sera abbiamo fatto fuori la bottiglia di Chianti con la focaccia secca di Recco: ancora squisita dopo oltre 10 giorni). Questa sera andro’ in citta perche’ almeno una volta al giorno bisogna mangiare.

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