vallonia

The Vallonia Model Home on Flickr.


First house on the Tour is The Vallonia Model Home

Options for your new home: (not included)

♦ Oak Doors and Trim for Living room and Dining room
♦ Storm Doors and Windows
♦ Screen Doors and Window screens of galvanized wire
♦ Plumbing, Heating, Wiring, Electric Fixtures and Shades are priced separately.

Battaglia del Sabis - luglio 57 a.c.

Le legioni di Cesare marciarono per tre giorni nel territorio dei Nervi, ricevendo rapporti sulle loro posizioni. Cesare portò avanti le sei legioni veterane, mentre le due nuove legioni scortavano i bagagli. Le forze romane cominciarono a costruire il campo di marcia a nord-est del fiume Sabis su una collina. Ad ovest del fiume, con egual pendenza, si trovava un altro colle estremamente boscoso opposto a quello dove i Romani stavano costruendo il campo. E dentro a questi boschi della riva opposta si erano nascosti i Belgi.

La cavalleria insieme a frombolieri ed arcieri ausiliari di Cesare attraversò il corso d’acqua, che era profondo meno di un metro, per ottenere informazioni sulla disposizione del nemico e per ingaggiare battaglia con la cavalleria dei Belgi, la quale si ritirò tra i boschi e di nuovo uscendone attaccava nuovamente i Romani, per ritirarsi ancora una volta tra gli alberi.

Forze in campo

Repubblica romana - Gaio Giulio CesareOtto legioni: VII, VIII, VIIII Triumphalis, X, XI, XII, XIII, XIIIIAusiliari, arcieri e cavalleria

Totale: circa 40.000

Alleanza belgica - BoduognatoEserciti alleati: Nervi, Viromandui, Atrebati

Totale: 85.000 secondo Cesare

Prima fase: attacco in massa dei Belgi al campo romano

« Intanto le sei legioni, che erano giunte prime, tracciarono la pianta e cominciarono a fortificare il campo. Quando i nemici, che erano nascosti nei boschi, videro le salmerie romane… poiché dentro ai boschi si erano disposti già in ordine di battaglia… all’improvviso con tutte le truppe mossero in avanti di corsa ed attaccarono la cavalleria romana. Respinti e sbaragliati questi senza difficoltà, i Belgi con grande rapidità scesero di corsa al fiume, tanto da apparire contemporaneamente nei boschi, al fiume ed a combattere contro i nostri. E con identica rapidità mossero per il colle di fronte dove si trovava il nostro campo [dei Romani] e verso quelli che erano impegnati a costruirlo. » (Cesare, De bello Gallico 2.19.)

Dopo aver attraversato il fiume, che in quel punto era profondo solo tre piedi (poco meno di 1 metro), i Belgi caricarono su per la collina contro le legioni che stavano preparando il campo e che non ebbero, quindi, il tempo di disporsi in assetto da battaglia. I Romani, infatti, iniziarono a combattere mentre alcuni di loro non avevano ancora indossato l’elmo o imbracciato lo scudo. I legionari prendevano posizione nello schieramento casualmente di fianco alle insegne più vicine, dove si trovavano meno distanti dal luogo in cui, poco prima, stavano costruendo il campo.

Seconda fase: il contrattacco romano

Sul lato sinistro dello schieramento romano, i soldati della IX e X si trovarono a fronteggiare gli Atrebati, i quali furono, però, ricacciati oltre il fiume dopo un fitto lancio di giavellotti. I legionari, passato il Sabis inseguirono il nemico in fase di ritirata e ne fecero un grande strage. Egualmente anche le legioni VIII e XI che si trovavano al centro dello schieramento, sbaragliarono i Viromandui lungo le rive del fiume. Le legioni VII e XII, rimaste da sole a difesa del campo romano, furono attaccate da più parti dai Nervi che costituivano la parte più consistente dello schieramento avversario.

In questa confusione totale, dove per poco la parte destra dello schieramento romano non fu completamente travolta dall’avanzata dei Nervi, solo la ferrea disciplina delle legioni e dei loro ufficiali, salvarono il generale romano da una possibile disfatta.

Terza fase: la vittoria Romana

Cesare, dopo aver esortato la legione X, si recò all’ala destra dello schieramento romano, dove i soldati della legione XII erano incalzati dai Nervi.

« [Cesare] riunite le insegne della XII legione, i soldati accalcati erano d’impaccio a se stessi nel combattere, tutti i centurioni della quarta coorte erano stati uccisi ed il signifer era morto anch’egli, dopo aver perduto l’insegna, quasi tutti gli altri centurioni delle altre coorti erano o feriti o morti […] mentre i nemici, pur risalendo da posizione da una posizione inferiore, non si fermavano e da entrambi i lati incalzavano i Romani […] Cesare vide che la situazione era critica […] tolto lo scudo ad un soldato delle ultime file […] avanzò in prima fila e chiamati per nome i centurioni, esortati gli altri soldati, ordinò di avanzare con le insegne allargando i manipoli, affinché potessero usare le spade. Con l’arrivo di Cesare ritornata la speranza nei soldati e ripresi d’animo […] desiderarono, davanti al proprio generale, di fare il proprio dovere con professionalità, e l’attacco nemico fu in parte respinto. Cesare avendo poi visto che anche la legione VII era incalzata dal nemico, suggerì ai tribuni militari che a poco a poco le legioni si unissero e marciassero contro il nemico voltate le insegne. Fatto questo, dopo che i soldati si soccorrevano vicendevolmente senza più aver paura di essere presi alle spalle dal nemico, cominciarono a resistere con maggior coraggio e a combattere più valorosamente. Frattanto le due legioni che erano state nelle retroguardie e di scorta alle salmerie [le legioni XIII e XIV] giunta notizia della battaglia, presero a correre a gran velocità […] Tito Labieno dopo aver occupato il campo nemico, e visto quanto accadeva nel nostro campo da un’altura, mandò in soccorso ai nostri la legione X» (Cesare, De bello Gallico 2.25-26.)

Con l’arrivo alle spalle dell’esercito dei Nervi della Legio X e dei rinforzi che erano stati fino a quel momento a guardia delle salmerie, i Romani presero il sopravvento, e sebbene i Nervi combattessero con coraggio e ostinazione, furono completamente massacrati. Cesare narra che al termine della battaglia dei 60.000 Nervi, ne rimasero in vita solo 500.

E gli Atuatuci, venuti a sapere della sconfitta subita dai loro alleati, si ritirarono tutti insieme in una sola città fortificata dalla natura del luogo: l’oppidum di Namur.

Quarta fase: la presa di Namur

La presa della città di Namur, la vittoria contro i Nervi prima, e quella presso il fiume Axona nel corso della stessa campagna del 57 a.C., diedero a Cesare il controllo dell’attuale Belgio.

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The Vallonia Color Scheme in the late twenties: Exterior paint in “Colonial Yellow”, Trim - White, Window sashes - Black.

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Roofing: Best grade clear red cedar shingles
Siding: 1/2 by 4 inch clear Cypress or Red Cedar, bevel
Flooring: Clear Oak - Living Room and Dining Room, Clear Maple - Kitchen and bathroom, Clear Yellow Pine - balance of rooms.
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http://tiemeyersfarmmarket.com/

3147 South County Rd 300 West, Vallonia, Indiana 47281

I’m a sucker for a Farmer’s Market. Imagine my response when my parents introduced me to Tiemeyer’s Market, during my college years. I was like a child in a candy store.

It has been a tradition ever since, to pick pumpkins from their vast and oh so colorful varieties. Our visits are not limited to the Fall though. My children and I make the scenic drive to Vallonia, Indiana a few times every year, often bringing new comers along for the experience. 

Tim Tiemeyer opens his doors in the Spring when flowers and plants are begging to be bought, taken home and adorn our gardens. He has a few greenhouses bursting with perennials, annuals and sometimes dotted with a few varieties that are unusual. 

Venture into the indoor market to discover locally made canned goods, such as jams, jellies, pickled goodies, sauces and dressings. Old fashioned candies are kept in wooden barrels and the local produce bulges in the bins. Don’t forget to grab some carrots!! Tim’s horses, llamas, goats and cattle loooooove visitors with carrots. Toss a quarter or two into the feed machines and the array of ducks, geese and other fowls will welcome you too.

Lastly, we never leave without a bowl of homemade pasta salad and ice cream from their food counter. I love that my children beg to go here. It’s a small piece of country and simple life that I can share with them.  

Be sure to visit Tim’s website for event dates, photos, menu, hours and activities. Tell him the Rose’s sent you!!!

Nella regione della Vallonia, nel Belgio meridionale, dal 2011 ricercatori e aziende collaborano al fine di elaborare nuovi progetti eco-innovativi che, in una ottica di breve – medio periodo, dovrebbero dare i loro frutti in termini di una crescita economica più rispettosa dell’ambiente e delle risorse naturali.

Erasmus à la Wallonie #3 - Tchantchès

Chi è? Cos’è? - Una marionetta - Forse tra i simboli della città.

Tchantchès è un personaggio emblematico del folklore Liègese, insieme a Nenesse.
Origine della marionetta: Italiana! Anche questa! Liège è stracolma di italiani, con i quali i liègesi hanno mischiato il loro sangue. Nel 2° dopoguerra molti, soprattutto nel sud, dalla Sicilia, arrivarono a Liège per lavorare alle miniere, nelle industrie, campi… per lavorare! E ora su 5 che ne incontro, 3 hanno i parenti Siciliani.
Quanto a Tchanchès (“viendrait de « petit Jean » en flamand (Jantches) prononcé à la wallonne (D’jan tchès).”) l’attribuzione ad un siciliano, risulta però essere erronea.

Ma, mai avrei immaginato di incontrarlo in una bellissima Domenica mattina di SOLE a Outremeuse.

Eravamo (io con Alice, sua cugina Anna e due sue amiche) al mercato delle pulci di Outremeuse e d’improvviso dall’Istituto d’Arte di Liège parte la parata…. Una scena fantastica! Come una bambina son rimasta lì, a bocca aperta, a guardare la banda seguita da fantocci giganti che rappresentavano le marionette.

Liège non la conosco. Un anno qui non mi basterà, ma mi piace il fatto che questo posto mi sorprende. Mi sorprende che qui sia già inverno, mi sorprende come tutti siano così tanto calorosi, mi sorprende sentir parlare italiano ad ogni angolo, mi sorprendono le belle giornate di sole, mi sorprende la pioggia che è l’unica cosa certa.

… insomma, ho comprato un maglioncino, un libro, una spilla, del formaggio, il sale grosso, una borsa. Adoro il mercato.