usa2009

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A McAdenville Christmas-Christmas Town USA-2009

McAdenville, NC is a small village just outside Charlotte, but it is the most magnificant Christmas town you will ever see! It was formerly a small mill village that housed the employees of Pharr Yarn. In 1956 they generous owners of Pharr Yarn decided to help bring the spirit of Christmas to the village. They then paid the electric bills for the villagers in December and supplied the lights. The tradition of decorating the entire village continues today. There are thousands of lights in the village and forty something trees surround the beautiful lake. Each tree is fully decorated every Christmas. This tiny village has been featured in national magazines as Christmas Town USA. This is the 2009 Christmas Town video.

13 - Ritorno a Carnabux : Odissea Part.2

Erano le 6.15 AM ora locale quando ho aperto gli occhi in quel di Austin, occhi che avevo chiuso non pi√Ļ di tre ore prima al ritorno da Hooters e dopo aver cercato inutilmente di riempre la valigia con tutto quello che avevo comprato e che mai ci sarebbe entrato: decido di mettermi addosso la mia nuova maglia dei Mayday Parade constatando quanti hamburger ho ingurgitato nell’ultima settimana e dopo un’accurata toletta siamo pronti ad uscire. Restituiamo la mitica Toyota Sienna della quale sentir√≤ tantissimo la mancanza e ci avviamo alla trafila di controlli/imbarchi che precedono il nostro ingresso nell’aereo: la prima cosa che notiamo √® quanto gli americani siano pi√Ļ pignoli degli italiani e la testata di Toby che all’andata era passata senza problemi, al ritorno pesa un chilo e mezzo in pi√Ļ e ci viene applicato un sovrapprezzo di 170 dollari: al che Toby/McGuyver decide di smontare pezzi della testata e di evitare quindi cos√¨ alla combriccola questo ridicolo sovrapprezzo. Non so come descrivere la scena per farvi capire quanto fosse assurda la presenza di un ragazzo piegato su una testata in mezzo a gente varia che fa i check in e che svita e avvita cose, pero alle 7 di mattina faceva abbastanza impressione :) L’aereo per Atlanta √® sempre il solito minuscolo Jet dove il massimo del comfort √® rappresentato dai Peanuts che continuano a portarci a ripetizione , per fortuna il sonno mi colpisce in maniera mortale e nn mi accorgo neanche che stiamo decollando: quando mi sveglio trovo Toby che parla svogliatamente con una hostess cinquantenne che continua a fargli domande e lui, che deve allenare l’inglese, risponde direi anche bene, dopo 8 giorni si √® sciolto anche lui! Arrivati ad Atlanta veniamo assaliti dagli odori della piazzetta dello shopping center, dove tra tutti a vincere e Panda qualcosa, una sorta di ristorante cino/tailandese che , devo dire sinceramente, offre un Orange Chicken davvero buono. Passaggio veloce al Duty Free ( 20E una stecca di Camel Lights √® imperdibile ) e ci stanziamo davanti al gate aspettando di essere imbarcati. L’aereo √® stra comodo anche se stavolta nn riesco a stendermi completamente, e tra qualche puntata di Lost, Simpson, Friends ( che trasmettono sull’aereo ) e tanto tanto sonno alla fine passano pure queste dieci ore di traversata. A Malpensa ci arrivano “stranamente” tutti i bagagli ma il problema √® che intanto sono le 7:00AM ora locale del giorno dopo, e poi che non solo mi ero sbagliato a prenotare i voli e quindi il ritorno invece di farlo su Roma l’ho fatto su Milano, ma nn mi hanno nemmeno confermato la prenotazione del furgone per tornare a Roma e, attenzione, mi hanno anche bloccato la carta di credito. Considerando che in contanti nn ho un soldo, la cosa comincia ad essere un bel problema. Optiamo per la soluzione Freccia Rossa, da dove sto scrivendo in questo momento, che √® stata assai difficile da raggiungere vista la mole impressionante di bagagli e strumenti con cui viaggiamo: intanto la navetta che va da malpensa alla stazione √® guidata da un mongospastico che fa venire il mal di testa e il vomito un po’ a tutti, dopodiche ci affidiamo ad un ragazzo credo Pakistano che in cambio di una ricompensa, ci aiutera a portare tutta la strumentazione fino al binario con il suo carrello. Ed eccomi qui, su un treno ad alt√† velocit√† che porta gi√† 40 minuti di ritardo, con la percezione molto alterata di che ora √® e di quanto sonno ho, ma soprattutto, almeno con le prese di corrente per poter scrivere in diretta questa traversata lunga fino ad ora 26 ore che tra altre 3 sar√† , speriamo, finalmente portata a termine.¬†

And that’s all folks!

12 - Sunday Bloody Sunday

Anche se siamo in America la nostra Italianit√† non si smentisce mai, √® Domenica mattina e si dorme, e neanche poco. Ci si sveglia verso mezzogiorno credo e si resta a letto a riposarsi , tanto non ci corre dietro nessuno. E invece: andiamo al Guitar Center per riportare alcune cose che avevamo preso in affitto, andiamo da un altro Guitar Center per riportare altre cose che avevamo preso in affitto. Precedentemente andiamo da Jack In The Box, e adesso che scrivo e sto per ripartire mi accorgo che la mia pancia √® lievitata decisamente e che menomale che siamo stati cosi poco perch√® senno sarei tornato sotto forma pachidermica: daltronde mangiare bene qui √® praticamente impossibile, la prossima volta cerchero di capire come si fa perche davvero non ci sono riuscito. Cmq, sono le 5 e 40 e ci informano che alle 6 ad Austin chiude tutto: noi tranquilli che avevamo voglia di passare la giornata a fare shopping ci ritroviamo con dieci minuti a disposizione al centro commerciale che cominciamo a saccheggiare indistintamente dato che √® stato l’unico momento buono per poter fare dei regali e veramente, la missione sembra disperata. Passano dieci minuti, io riesco giusto a comprare dei pantaloni davvero ridicoli ma di cui vado fiero, e siamo cacciati fuori dal Mall. Allora torniamo per l’ultima volta sulla sesta dove ci rinchiudiamo in questi negozi per turisti piene di maglie con scritto TEXAS… il programma √® concludere il viaggio da Hooters, una catena di ristoranti con cameriere stile Baywatch che servono vestite in maniera succinta e che dovrebbero disporre delle famose Hooters, cio√® di un bel davanzale. Inutile dire che nn √® davvero cos√¨: come da Bikini’s le cameriere hanno il bikini ma anche un peso non indifferente, da Hooters le cameriere hanno tanta ciccia addosso ma nelle parti sbagliate. L’unica vagamente decente che ci viene a servire resta due minuti e scappa via: insomma anche questo un gran buco nell’acqua se nn fosse che almeno si mangia da paura! Torniamo in hotel, facciamo il punto della situazione sul lavoro da fare e cominciamo a fare le valigie, come al solito non c’entra tutto e siamo costretti a lasciare robe random qui in albergo, saranno contente le donne di servizio del Ramada che avranno a che fare con parte del nostro abbigliamento sporco. Scrivo davvero di inerzia, sono quasi le 3 e tra poco suoner√† la sveglia per andare in aereoporto: si torna a Roma.¬†

Tireremo i bilanci pi√Ļ in l√† magari, ho anche da inserire tanti video e foto che ho lasciato apposta per il post viaggio, in tutti i casi credo proprio che continuer√≤ a scrivere qui sopra dato che questa esperienza mi √® piaciuta non poco. Per l’ultima volta dagli States. Perlomeno di questo viaggio.

Helio.

11 - A Day Late

La giornata devo dire comincia davvero male perch√® dopo aver dormito davvero poche ore dobbiamo gi√† essere pronti per andare al Convention Center per incontrare Tim Palmer ( poi vi dir√≤ chi sia costui ), incontrare Ilich e un’altra addetta ai lavori italiana di nome Carla, girare intorno per vedere un po’ di showcase etc etc . E quindi, nel delirio pi√Ļ totale di una Austin completamente intasata di gente¬†essendo il sabato conclusivo del SXSW, impieghiamo svariato tempo per cercare e trovare con successo parcheggio. Ci avviamo al Convention Center ma di Tim Palmer nessuna traccia, sappiamo che alle 3 ha una conferenza al padiglione 18 e quindi nel frattempo andiamo a mangiare da Champions con Ilich: cosa dire di questo posto se non che √® stato il cibo peggiore che abbia mangiato qui negli States, un wrap di pollo di una pesantezza tale da stendere un elefante accompagnato da una salsa barbecue disgustosa e delle patate affogate nell’olio. E dunque mentre Americo e Katoo vanno alla conferenza di Tim Palmer, io e gli altri ci aggiriamo davvero appesantiti per il Trade Show dove c’√® un’esposizione di chitarre e bassi davvero incredibile, tanto che Toby alla vista di cotanta abbondanza comincia a dare di matto come suo solito.

Decidiamo di andare a fare un giro e ci becchiamo qualche canzone dei pessimi Family Force 5, che da disco adoro, ma dal vivo sono davvero una merda… Torniamo di corsa dagli altri perch√® stiamo per incontrare Tim: il signor Palmer √® il produttore che si occuper√† del nostro prossimo disco. E’ un produttore di Los Angeles che da decenni lavora nella scena rock americana e ha mixato albums del calibro di “Ten” dei Pearl Jam, “All That You Can Leave Behind” degli U2, la discografia recente degli “Him” ed ha appena finito i The Sounds per poi passare ai Goo Goo Dolls. Insomma, un coglione. E’ felice di incontrarci per fare quattro chiacchiere, ci racconta di quando and√≤ in Italia per mixare “Mondi Sommersi” di Litfiba ed √® un grande amico di Piero Pel√Ļ: lui si dice contento di lavorare con noi e aspetta di ricevere le tracce, noi nell’incredulit√† generale di essere stati cacati da questo mostro sacro andiamo via col sorriso a 40 denti e, sistemata questa cosa in maniera ufficiale, il nostro viaggio di “lavoro” √® concluso.¬†

Dopodich√® facciamo un salto in aereoporto per riprendere il rullante di Luca che finalmente si √® degnato di arrivare ad Austin e ci fiondiamo in centro per gli showcase. Alle 9pm gli Anberlin, che nulla hanno a che vedere con quello finora visto in Texas. Una band della madonna, professionale, con ottimo show e intrattenimento, davvero una cosa superlativa. Per me √® stato davvero emozionante vedermeli a due passi e mi spiace solo che abbiano potuto fare un set di soli 40 minuti. Dopodich√® √® la volta di Enter Shikari, che continuo a pensare che dal vivo siano abbastanza indecenti e di certo non amo le loro canzoni. Ma daltronde √® stato un buon momento per farsi una birra. Poi decido di dare un’occhiata ai Third Eye Blind, band che in america √® davvero enorme, e che propone uno show davvero curatissimo, anche qui veramente dei gran professionisti. Ma il secondo sogno sono i Dredg, band che seguo dal primo disco e che mai avrei pensato di poter vedere dal vivo: me li ritrovo invece in una sorta di Traffic di Austin, con un centinaio di persone davanti, e credo che dal vivo siano addirittura meglio che su disco, proprio mi hanno lasciato senza parole. E’ inutile scrivere di piu, non sto qui a fare recensioni, ma diciamo che mai mi sarei aspettato di vedermi in 4 ore quello che ho sperato di vedere per un sacco di tempo negli scorsi anni. Dude e gli altri sono a vedere i The Used che a quanto pare sono troppo ubriachi per suonare e mettono su uno show acustico di pessima qualit√†, e ci incontriamo davanti al Cedar Door pronti per andare a casa e morire sui nostri letti, provati ma estremamente entusiasti di una giornata che ci ha regalato un sacco di emozioni. Si avvicina la fine del viaggio e davvero la voglia di ritornare per certe cose √® proprio zero…

10 - San Antonio Is For Lovers

Dopo la serata passata a dormire il risveglio √® decisamente pi√Ļ tranquillo, anche se sono le nove e mezza cmq mi sento un bel po’ riposato e pronto ad affrontare la giornata. Il piano sarebbe di vedere qualcosina in citt√† prima di pranzo e poi partire alla volta di San Antonio, ma tra un chiacchiera e una piastra si fa gi√† ora di partire: ci fermiamo per un veloce pranzo dall’ormai amato Jack In The Box e ci mettiamo in marcia alla volta di S.Antonio. Stavolta guida Katoo e io ne approfitto per farmi una dormita micidiale ( come se nn avessi gi√† dormito abbastanza ) , non faccio in tempo a riaprire gli occhi e siamo gi√† arrivati: il locale si presenta in maniera abbastanza fatiscente in realt√† dato che il main stage sembra carino ma la sala √® decisamente “vissuta” e pi√Ļ piccola rispetto a quello che mi aspettavo; il second stage √® nell’area Patio, consiste in una sorta di palco in legno delle dimensioni pi√Ļ o meno simili a met√† di quello del Traffic , non c’√® un’impianto voci, non c’√® un mixer, non c’√® una backline. Ma tanto siamo in America, di certo non ci preoccupiamo, arriver√† tutto e sistemeremo celermente la questione. L’esterno del locale √® pieno di minivan + trailer delle bands che suoneranno: Sing It Loud, Artist Vs Poet, The Summer Set, The Morning Light, Friday Night Boys. Riusciamo a fare amicizia subito col cantante degli AVP che si dimostra decisamente disponibile e affabile e mi aggiorna un po’ sulla situazione “bands in tour” degli Stati Uniti. La situazione √® piuttosto triste in realt√†: poca gente allo show, per la maggior parte minorenni, e un’area per il second stage davvero piccola e senza requisiti tecnici: il nostro show √® schedulato per le 7:30pm e viene aperto da una band rivoluzionaria per la storia della musica, gli I Am Coconut! (www.myspace.com/iamcoconutband). Purtroppo il video che poster√≤ qui sotto non esprime la genialit√† di questa band ma sappiate che ci hanno regalato uno dei momenti pi√Ļ belli di questo viaggio. Nel frattempo arriva l’impianto, arriva la backline, il locale si riempie e a noi vengono dati 35 minuti per fare il check quindi stiamo larghissimi e riusciamo a fare le cose con calma. Arriva Chrissie, la nostra booking agent, che stasera ci vedr√† dal vivo per la prima volta in un set elettrico su uno stage minuscolo e in situazione precaria. Tuttavia lo show √® andato benissimo, tutta la gente si √® riversata nel Patio e ha ballato, partecipato e comprato merch: credo che effettivamente in una situazione del genere sarebbe stato molto complesso fare di piu. Chrissie √® decisamente contenta, e quindi lo siamo anche noi. Riesco a guardare un po’ di show delle altre bands, si parla con un po’ di gente, si tirano le somme di una giornata che ci ha dato veramente un bel po’ di morale e con la morte nelle gambe torniamo ad Austin: come prima cosa bisogna trovare da mangiare e in secondo luogo bisogna andare al Cedar Door, prendiamo due piccioni con una fava e mentre mangiamo guardiamo lo show degli A Day To Remember che avevamo visto neanche due settimane prima a Cesena. E’ strano mangiare mentre membri di A Skylit Drive, Devil Wears Prada e altre band ti girano intorno come fosse nulla, ma tant’√® che in questo scenario surreale attendiamo il concerto dei Forever The Sickest Kids che all’una sono pronti sul palco. Sono un po’ deluso dal loro live un po’ perche dal vivo sembrano davvero delle persone vecchie, e un po’ perch√® cmq non suonano granch√® bene a dire la verit√†….probabilmente una cosa del momento, per√≤ l’impressione alla fine nn √® esaltante. Sar√† certamente esaltante invece essere completamente morti di stanchezza, prendere la macchina ,fare pi√Ļ o meno 100 metri e poi venire tamponati da una Jeep nera: il tizio non scende anzi prende una pista micidiale e scappa via. “Hit & Run” dice il nostro amico Benjamin che era riuscito nel frattempo a prendere il numero di targa. Decidiamo di tornare in albergo dove, onde evitare cazzi per assicurazione etc etc, chiamiamo il 911 per un Police Report. Sono piu o meno le 3 e qualcosa di notte e francamente nn mi sento molto sveglio, la polizia nn arriva, richiamiamo e non arriva, a quel punto vado a letto e bonasera…..

Alle cinque arriva una telefonata in camera: è la reception che dice che è arrivata la polizia. Il baldo Catitti prova a svegliarmi e io in stato estremamente comatoso mi metto un paio di pantaloni a caso e come degli zombie ci avviamo alla reception per scoprire che la polizia è già andata via. Fuck them, andiamo a dormire che davvero nn ci reggiamo in piedi.

09 - Let's Go To The Mall

La tendenza qui in Texas √® sempre quella di svegliarsi molto presto, di andare a letto molto presto e di nn fare party per un cazzo. Probabilmente sar√† il bioritmo sballato, ma tutte le sere arriviamo a mezzanotte completamente morti di sonno , indi per cui anche l’altra mattina ( 19 Marzo ) ci alziamo col canto del gallo ( fritto chiaramente ). Stiamo diventando dei pachidermi, non si riesce a mangiare in maniera decente, per ora l’unico fast food che sembra meno marcio degli altri √® Jack In The Box, ma √® cmq marcio. E’ ora di andare in centro e di cominciare a incontrare persone: a Austin faranno 30 gradi , si muore sotto al sole e le strade sono piene piene di gente. Volevamo andare all’Emos, ma la fila chilometrica ci impedisce di accedere, cambiamo dunque rotta e andiamo ad incontrare la nostra agente Chrissie. E’ venuta dal Colorado per vederci suonare e cominciamo a discutere dei progetti futuri della band negli Usa. Ci dirigiamo al Cedar Door dove c’√® il Myspace Party: sul palco c’√® Kate Tucker ( vi consiglio di andarvela a vedere….) e tutti restiamo ebeti sotto al palco visto che una cos√¨, a Austin, finora nn l’avevamo ancora vista. Ci offrono da bere e con grande entusiasmo accettiamo!

Diventa ora poi di cominciare a prepararsi per l’instore performance da Hot Topic, un negozio che credo noi italiani ci potremmo sognare: abbigliamento , Cd , accessori e riviste tutte rivolte al pubblico rock/emo, che ho prontamente ritenuto di dover svaligiare prendendo:

una maglia dei Cobra Starship, una dei Mayday Parade, una felpa viola, due occhiali azzuri e calzini fosforescenti. Arrivano gli Aereodrone, band con cui divideremo questo show, e cominciamo a montare il tutto. Diciamo che ci mettiamo di impegno per non fare un buono show: dude si scorda le parole, katoo le tonalit√†, noi le strutture e alla fine riusciamo a buttarla su un buon cabaret italiano mandando via la gente contenta e soprattutto con dei nostri dischi e magliette! In serata ci sono mille concerti da andare a vedere ma la fame si fa sentire e proviamo ad andare in un ristorante e nn in un fastfood: il nome √® Bikini’s e le cameriere vanno in giro in Bikinis… l’unico problema √® che hanno anche loro la panza quindi lo spettacolo non √® gradevolissimo…. pero quantomeno riusciamo per la prima volta ad ingurgitare qualcosa di umano e questo ci rende molto felici. Calano le palpebre e invece di andare a scatenarci al centro, torniamo in hotel a dormire.¬†

08 - Svegliarsi ad Austin: il caso Sandy

Mi sento di interrompere il flusso della narrazione per un attimo: sono le 8:23 AM di venerdi 20 Marzo. Avrei dovuto parlare di ieri in realt√† ma √® importante secondo me raccontarvi di come iniziano e giornate qui ad Austin. La 133 √® popolata da due individui che rispondono al nome di Luca Marini e Americo Roma. La ormai tradizione vuole che Luca Marini, ispirandosi alla famosissima “attrazione Di Massimo”, si svegli prima di tutti, si tolga le mutande e a culo aperto emetta un peto terrificante in faccia al povero Americo dormiente: la cosa ovviamente sveglia anche me e Katoo e quindi da tre giorni a questa parte apro gli occhi per la prima volta per colpa di questo rumore indistinto seguito dalla visione di Marini che scappa a culo nudo fuori dalla camera. Oggi Americo diciamo che se l’√® un po’ presa e in tutti i modi sta provando a inventarsi qualcosa di altrettanto merdoso per vendicarsi: l’opzione pisciargli nelle Vans era buona ma io e Katoo abbiamo chiesto se per favore fosse stato possibile evitare di trasformare la nostra stanza in un merdaio, e cos√¨ Americo si √® limitato, per ora, a cospargere di peli di cazzo il cuscino del Marini. Non mancher√≤ sicuramente di aggiornarvi con ulteriori informazioni.

Mi sono reso conto che ieri, data la stanchezza, ho trascurato un particolare riguardo il concerto dei Cash Cash che in realtà nn andava trascurato: Sandy il motro nero. 

Non sono molto bravo in matematica ma da quello che ho appurato qui negli States la larghezza di una donna √® proporzionale alle sue capacit√† di accollo. Quindi tendenzialmente le strafighe magre ( davvero poche per la verit√† ) non ti guardano neanche, le ragazze quelle carine ma niente di pi√Ļ ti lasciano parlare ma senza troppa confidenza, mentre quelle che davvero nn spiccano affatto per il loro lato estetico e che superano di netto i 100kg sono chiaramente inclini al dialogo, al bere, al trascorrere la serata con te. E’ il caso di Sandy che una volta adocchiato il terzetto Dude-Katoo-Americo si propone come compagnia della serata: mentre Dude e Americo hanno il fiuto giusto nell’evitare il contatto, il malcapitato Katoo probabilmente in vena di chiacchiere alla terza parola comincia a capire quale grande errore era stato¬†commesso: Sandy lo prende per mano, e non lo molla. lo segue per strada, noi facciamo per entrare nel locale e lei ci segue, poi cambiamo idea e lei ci segue, insomma nn c’√® modo di smollarla e Katoo chiede aiuto ai suoi due amici che chiaramente non se lo inculano di pezza. Dopo alcune manovre di stordimento riesce ad entrare al Pangea, luogo del concerto, e a seminare la povera Sandy che probabilmente avr√† trovato qualcun altro a cui accollarsi.¬†

Detto questo torniamo indietro, piu precisamente a ieri, 19 Marzo. Chiaramente dopo e in un altro blog…

07 - How The SouthWest Was Won

Ieri la sveglia √® suonata alle 10, era il giorno dello showcase e un bel po’ di cose andavano preparate. Mentre masterizziamo promo, proviamo l’attrezzatura e ci piastriamo i capelli veniamo a conoscenza del nostro programma: ore 15 Trade Center al SXSW per ritirare i pass e le wristbands, 0re 16 Indie Village dove fare un po’ di pubbliche relazioni, 0re 17 showcase di Purevolume e poi dritti in hotel per recuperare il backline e andare al Cedar Door per il nostro showcase. Ma prima decidiamo di dividerci: io e Ben cominciamo ad andare al Trade Center mentre gli altri ragazzi vanno al Guitar Center - pensate di dover andare in un posto che nn conoscete senza navigatore…immaginate di trovare anche traffico… inutile dire che siamo arrivati pelo pelo al Trade Center dove dopo file mastodontiche siamo riusciti a ottenere i nostri pass.

Ci aggiriamo per il Convention Center ( posto dove torneremo varie volte nei prossimi giorni ) invitando persone al nostro concerto: l’atmosfera √® davvero caotica e ci mettiamo un bel po’ per riuscire ad orientarci. Per√≤ √® bello camminare sfoggiando la nostra condizione di artisti attraverso i badge le fascette. Torniamo in hotel per caricare il backline e partiamo alla volta del Cedar Door dove la gentilissima April ci spiega cosa fare , quando farlo, ma soprattutto comincia a darci da bere. Ci sistemiamo nel backstage e c’√® da dire che siamo un po’ tesi per questo show, vuoi perch√® la situazione √® surreale dato che alziamo la testa e vediamo solo grattacieli, vuoi perch√® √® il primo nostro show in america e il nostro manager ci vedr√† suonare per la prima volta dal vivo. C’√® da dire che lo show √® stato un successo: anche se viziato da inconvenienti tecnici , dal fatto che avevamo i cavi agli strumenti ed era piu difficile muoversi, dal fatto che il palco era scivoloso e infatti Katoo si √® reso protagonista di un bello scivolone, cmq siamo riusciti a fornire un’ottima prestazione e la gente si √® divertita molto. Gli americani tendono ad essere un po’ cl freddini ma probabilmente hanno avuto piet√† di noi poveri clown italiani che abbiamo fatto di tutto per farli divertire col nostro show. Scendiamo dal palco contenti, ci becchiamo molti complimenti, vendiamo qualche maglia e qualche disco e tirando il bilancio generale non c’√® davvero di che lamentarsi. La serata prosegue con un evento mondano imperdibile: il concerto dei Cash Cash. Io li adoro, alla maggior parte della gente fanno cacare, ma c’√® da dire che a me son piaciuti molto. Fa strano vederli suonare davanti a pochissime persone che in realt√† nn li cagano neanche molto, pero mi sono goduto il concerto in santa pace quantomeno.

Inutile dirlo, siamo molto stanchi. Torniamo in hotel, facciamo quatto chiacchiere e poi andiamo a nanna. Oggi alle 10 tutti in piedi per iniziare a prepararci per un’altra lunga giornata. Che in realt√† √® appena finita, infatti scrivo dal letto dell’hotel ed √® quasi mezzanotte. Non ho la forza per andare avanti, ma domani sicuramente arriveranno anche questi racconti.

Intanto il primo tassello positivo del SXSW l’abbiamo messo da parte, bene cos√¨….

06 - Racconti Dalla 6th A San Patrizio

Diciamoci la verit√†: dopo Luca che si caca addosso non √® che mi aspettassi molte altre cose esilaranti nella giornata di ieri, diciamo che la nostra dose quotidiana di nonsense l’avevamo gi√† avuta abbondantemente. Forse √® per questo che una volta tornati in hotel mi arriva un mal di testa mondiale che mi stende per le due tre ore successive. Vengo svegliato dall’entrata trionfale in camera di Ben che, vestito di tutto punto, comincia a prenderci per il culo in maniera non indifferente facendoci capire che √® decisamente pronto a subire il nostro umorismo. Mi prendo ste venti gocce di novalgina che mi restituiscono al genere umano e mi comincio a preparare per uscire. La scelta per la cena di questa sera √® Wendy’s, tipico fast food americano a base di carne che sorprendentemente ha il sapore di carne e non di plastica: l’unico errore che commettiamo sempre √® quello di farci ammaliare da questi grandi cartelloni pieni di cose disgustose e quindi di strafogarci di cibo assolutamente poco salutare e molto nocivo per la nostra dieta mediterranea. Dopo cena ne perdiamo solo due, Katoo e Marini, che decidono di andarsi a stendere in albergo mentre con gli altri ci dirigiamo sulla sesta, dove ad attenderci c’√® uno scenario davvero molto interessante…¬†

Per adesso vi dico che incontriamo Ilich e che decidiamo di dividerci in due gruppi: Ilich e Americo andranno a vedere i Madball che suonano in un locale dietro l’angolo mentre io Toby Dude e Ben andremo in cerca di pub e locali dove poter bere una birra e visionare la fauna locale: ci stabiliamo al Touche, pub senza infamia ne lode ma cmq abbastanza frequentato e il primo interessante commento da fare √® che appena entrati nel locale per parte della compagine regna la moderazione, quindi una birra in lattina e passa la paura, mentre Toby per qualche inspiegata ragione prende 2 bicchieri di Jack Daniels e se li beve a mo di shot e questo ovviamente porter√† delle ottime gag durante la serata; il secondo commento √® che introduciamo Ben al concetto di Ciaciona che lui ribattezzer√† : “oh, so the Ciacionas…”, visto che tendenzialmente la leggenda delle americane strafighe in Texas si sta un po’ ridimensionando , quantomeno dalla vita in gi√Ļ.¬†

In tutti i casi √® San Patrizio e la sesta √® verde e piena di gente fuori di s√®: io e Dude veniamo risucchiati a ballare in un angolo della strada dove ci sono vari studenti provenienti da tutto il Texas che si muovono al ritmo di qualche sfigato che percuote dei secchi, non molto allettante diciamo… riusciamo a divincolarci da questa gente che sembra avere come missione il fatto di parlare con un italiano tanta l’insistenza per nn farci andare via e dopo aver fatto alcune volte avanti e indietro, non capacitandoci davvero di come tutto sia cos√¨ completamente diverso, chiamiamo Americo e torniamo verso l’hotel.

 

Inutile dire che passano dieci minuti e siamo gi√† crollati nei nostri letti….

05 - Zio Ho Paura

Non so perch√® alle 8 eravamo gia tutti in piedi stamattina, colpa del Jet Leg o dell’insopportabile rumore che tra me, Americo Roma, Francesco Catitti e Luca Marini si viene a creare nel corso di una nottata. Sono questi i componenti della camera 133 del Ramada Hotel. Dude e Toby sono al piano di sopra con Benjamin , che finalmente stamattina abbiamo conosciuto.

Ma prima un accenno alla colazione che ci ritroveremo a fare per i prossimi giorni:

non c’√® niente di salato. ci sono per√≤ cupcakes al mirtillo, donuts e pastella con macchina per fare i waffles ( cos√¨ sar√† contento Hiro Nakamura ). Poi della pessima marmellata/gelatina di uva e fragole, succo di arancia e mela, cereali in abbondanza tra cui alcune palline multicolore delle quale preferisco nn fidarmi. Scendo a fare colazione con Marini, che non perde occasione di divorare qualsiasi cosa ci sia li intorno mentre io mi accontenter√≤ di un cupcake e una fetta di pane e marmellata. Dopo docce, piastre, vestizioni e chiacchiere random ci avviamo all’aereoporto per recuperare Benjamin che si dimostra essere taglioso come sembrava essere per email o chat. Lui , Americo e Luca vanno a cercare il bagaglio disperso di Marini che √® ancora disperso, Dude non perde occasione di farsi inculare i soldi cambiandoli ad un valore indecente, mentre io accompagno Katoo a scrivere la sua condanna a morte, cio√® a farlo diventare secondo guidatore designato della nostra bellissima Toyota Sienna. Parentesi: in 2 volte che abbiamo acceso la radio abbiamo beccato 2 volte i Paramore, 2 volte Lady Gaga, Akon e un botto di roba country. Chiediamo a Ben un consiglio per dove andare a morire gonfi di cibo e lui da buon New Mexicano ci consiglia “TACO CABANA”. Taco Cabana √® una sorta di paradiso per chi vuole morire di colesterolo in maniera rapida ed efficace: cibo messicano in quantit√†, salse piccantissime, bicchieri vuoti che puoi riempire in maniera gratuita di tutto cio che vuoi apatto che sia analcolica, ma soprattutto tanto tanto grasso, tanta tanta malattia. Mi prendo una cosa che si chiama Flaming Chicken o una roba del genere: per 6 dollari ho accesso ad un cazzo di pollo intero marinato al limone e poi buttato in non so quale forno o luogo dove √® stato cotto, una botta di riso con cipolle che avrebbe fatto venire dei problemi anche ad un cinese, una quantit√† di fagioli mosci e putridi ma dal sapore irresistibile e un insieme killer di salse, insalate e altre cagate che francamente nn ho capito. Ne sono riuscito a mangiare forse met√†, e io penso di aver preso meno roba di tutti. Il sentore generale dopo questo pranzo a mezzogiorno era pi√Ļ o meno la voglia di andare a morire in pace in hotel. Ma dovevamo ancora andare a cambiare i soldi in un posto dove il tasso fosse ragionevole e al Guitar Center ( negozio spaziale dove trovi tutto quello che vorresti alla met√† del prezzo ) per ritirare alcune delle cose che avevamo ordinato per lo show di domani. Detto questo tutti carichi a farci un paio d’ore di sonno ed eccoci qu√† i hotel. E queste sono le conseguenze di un pranzo al Taco Cabana.

Non continuate a leggere la parte pi√Ļ interessante se siete di stomaco debole: “zio ho paura..” √® la frase che Luca Marini pronuncia dal bagno, non pi√Ļ di dieci minuti fa. Il prologo √® che i sedili della nostra Toyota Sienna hanno dovuto sopportare una sua scureggia cos√¨ terrificante che anche il nuovo arrivato Ben si √® ribellato dicendo: “Luca, man, no more Taco Cabana for you!!”.

Arrivati in hotel e mentre regnava la pace nella stanza 133, tra una chiacchiera e un altra il Marini emerge dal suo silenzo con un “Uoooooooo”. Noi chiediamo quale fosse il problema e lui risponde: “no no tutto ok , solo che pensavo che uooooooooooooooooo” , fa alzandosi di scatto con faccia terrorizzata. La seguente frase la riportiamo solo per dovere di cronaca, ma √® qualcosa che un essere umano dovrebbe non dire durante il corso della sua vita: ” ragazzi, mi sono cacato sotto”. Dopo di questo √® corso in bagno √® l√¨ √® rimasto fino a un paio di minuti fa, senza dare cenni se non quel “zio ho paura” di cui sopra. Credo che i tizi dell’hotel si saranno fatti grasse risate se , come credo, hanno inserito delle telecamere nascoste in bagno. Fatto sta che intanto noi, nell’incredulit√† generale, abbiamo assistito ad un gran bel parto anale anche se , a posteriori, Luca dice essere molto ridimensionato. L’unica cosa che mi viene da dire √®: Grazie, Taco Cabana.

04 - No Country For Old Man / No Car For Young Guys

E insomma ci ritroviamo all’aereoporto di Austin alle 9:45 PM dove appena atterrati ci dividiamo in due gruppi: Americo, Katoo, Luca e Dude cercano di capire perch√® il rullante e il pedale di Luca nn siano mai arrivati ne ad Atlanta ne ad Austin; io e Toby andiamo a ritirare il minivan da noi affittato per questa trasferta. La morale della favola √® che rullo e pedale sono scomparsi nel nulla senza lasciar traccia ( e oggi infatti vedremo di capire perch√®… ) e il cosidetto minivan altro non √® che una Toyota Sienna megalusso con cambio sequenziale/automatico e tutti i confort possibili.

 

Tranne uno: all’autonoleggio ci informano che solo colui che ha dato la patente per il contratto ( quindi me medesimo ) √® in grado di guidare il veicolo. Dico addio a tutti i miei sogni di bevute anche modeste e con somma mestizia vado a prelevare gli altri all’aereoporto. Scopriremo poco dopo che possiamo aggiungere guidatori alla somma di 70 dollari a persona. Quindi spero e credo che in giornata faremo un altro martire. L’unico esentato da tutto questo √® Dude che in quanto nato nel 1986 nn raggiunge i 25 anni necessari. Ci avviamo verso il Ramada Hotel:

Austin fondamentalmente √® una strada, la interstate 35. Poi ci sono tante strade che tagliano e portano nella parte East e West. Ma fondamentalmente con l’ausilio di questa strada si arriva praticamente ovunque. Anche all’Hotel Ramada North , dove appena arrivati constatiamo la presenza di una piscina piena di giovani americani pseudoliceali. L’hotel, a direzione pi√Ļ indiana che nn si pu√≤, √® carino, un po’ striminzito con le camere pero cmq confortevole.

Non paghi di un viaggio apocalittico ci prepariamo per andare a fare un po’ di vita notturna, quantomeno per capire in che posto siamo dato che dalla Interstate nn si vede nulla.

Ci dicono che il cuore di Austin √® la sesta strada, dove in effetti ci saranno piu di 20 locali pieni di gente, tra cui il Coyote Ugly che per√≤ ci sembra un po’ troppo per essere la prima sera.

E’ lunedi sera ma il SXSW √® alle porte e quindi c’√® un sacco di vita per le strade.¬†

Incontriamo Ilich, responsabile di Rude Records e nostro compagno di viaggio che, memore delle sue passate esperienze al SXSW ci indica un po’ di posti dove poter fare baldoria. A noi in realt√† va gi√† bene cos√¨: ancora un po’ spaesati tutto ci√≤ che vogliamo fare √® entrare in un locale, prendere da bere, mangiare un hot dog merdoso ad un chiosco merdoso e tornare a goderci quelle 5/6 ore di sonno. Ci ritroviamo al Maggie Mae’s dove suona una cover band dei Led Zeppelin: ci prendiamo una birra ( io una coca….) e contenti ma stanchissimi torniamo al nostro hotel.¬†

Adesso sono le 10:30 AM di marted√¨ 17 Marzo. Siamo pronti ad andare all’aereoporto a prendere Benjamin, il nostro manager americano. Un’altro personaggio che sicuramente avr√† il suo peso, in tutti i sensi, in questa settimana di paura e delirio. Intanto ai Diorama √® stato confermato il tour in UK, lo trovate sul nostro myspace. Bene bene….

03 - Fuga Da Carnabux

Dicesi Carnabux la via dove vive Andrea Poggioli ovvero via Carnabuci.

Carnabux √® un po’ l’emblema del fatto che le cose molto difficilmente cambieranno radicalmente, che per quanto ci potremo impegnare cmq , come dice Luca Marini, poi sempre a Carnabux torneremo. Oggi, almeno oggi, da Carnabux siamo fuggiti alla grande :)

Giornata lunghissima, da quanto ho scritto l’ultima volta sono, in ordine cronologico, andato in aereoporto, ho preso l’aereo, ho dormito in un aereo vuoto e stupendo per tantissime ore, arrivando ad Atlanta verso le 14 ora locale, quindi le 19 italiane. Abbiamo atteso per 3 lunghe ore di prendere la coincidenza verso Austin, mentre constatavamo che i rullanti di Luca Marini si erano persi nel marasma dell’aereoporto di Malpensa e che domani , forse, riusciremo a recuperare. Ho mangiato in una catena di fast food all’aereoporto di Atlanta , credo la peggiore degli USA, ma con un equivalente di McChicken molto pi√Ļ marcio √® speziato che mi ha fatto ringraziare l’America per tale putridume. Ho condiviso un caff√®latte con Toby ( che invece prendeva un caramel macchiato con latte di soia ) dal grande Starbucks del quale nn si riesce a fare a meno quando si √® fuori. Ho ascoltato tanti Reign¬†Of Kindo e tanti Lifehouse. E poi finalmente sono arrivato ad Austin

Ora sono in hotel ad Austin, ma dell’hotel e della macchina vi parler√≤ un’altra volta…. :)