Ero in treno, e per fortuna oggi non c’era nessuno con me. Quindi mi sono seduta con il mio libro in mano e mi sono messa a leggere. Solo che a un certo punto ho sentito uno sguardo su di me. Mi sono girata e un bambino mi stava sorridendo. Avrà avuto cinque o sei anni, gli occhi e i capelli scuri, un viso dolce, come quello di tutti i bambini.
-Ciao!
Mi ha salutato. Allora gli ho sorriso anche io e ho fatto lo stesso.
Sua madre ha sbuffato:-Samuele, lascia stare la ragazza. Non vedi che sta leggendo?
Il bambino se ne è fregato allegramente e si è avvicinato a me:-Cosa leggi?
-Niente di molto interessante.
-Come stai?
Il suo sorriso era troppo contagioso, giuro.
-Bene, grazie. E tu?
-Bene, grazie.
La mamma ha sbuffato per la seconda volta:-Samuele, basta, ho detto. Smettila di darle fastidio.
-Non mi da nessun fastidio, signora, davvero.
Lei mi ha sorriso:-Scusalo, è un po’ fastidioso ultimamente. Sta cercando la fidanzata perché è l’unico tra i suoi amichetti a non averla!
Samuele ha abbassato la testa, le guance improvvisamente rosse.
-Non sei un po’ piccolo per pensare alle ragazze?
-No.
-D’accordo. E come la vuoi questa fidanzata?
-Bella e gentile.
Gli ho sorriso:-Mi sembra giusto.
-Dai Samuele, ora basta. Tra poco dobbiamo scendere- sua madre si è alzata per mettersi la giacca.
Il bambino mi ha sorriso, raggiante:-Vuoi essere la mia fidanzata?
-Samuele, basta! E poi lei avrà già il suo fidanzato, no? Smettila adesso.
Lui mi ha guardato incuriosito:-Sei già fidanzata?
Mi sono messa a ridere:-No.
-Allora puoi fidanzarti con me! Vuoi?
Sua madre ormai era disperata.
-Certo che lo voglio.
A quel punto Samuele ha sorriso a sua madre, tutto soddisfatto:-Adesso anche io ho la fidanzata, mamma.
Lei mi ha guardato, prendendo per mano suo figlio:-Scusalo, davvero. Mi dispiace tanto.
-Ma di cosa? Non si preoccupi, è un bambino dolcissimo.
-Dai Samuele, saluta la tua fidanzata che dobbiamo scendere.
Mi ha mandato un bacio con la mano e mi ha lasciato un ultimo sorriso prima di salutarmi e scendere dal treno.
E giuro che mi sembrava di essere in un film. I bambini sanno essere così dolci e carini a volte, così spensierati e diretti, forse dovremmo tornare a essere schietti come loro. Samuele mi ha lasciato lì a pensare, e mi ha tirato su di morale in una giornata non troppo entusiasmante. Quando ho riaperto il libro, non sono più riuscita a concentrarmi.
—  lezionidivoloperprincipianti
Correte alla stazione, prendete il primo treno e scappate. Passate le notti a guardare le stelle. Mettevi ad urlare alle tre di mattina in mezzo alla strada. Correte come pazzi nei campi di grano. Mandate a fanculo il mondo. Abbracciatevi. Amatevi. Aprite i cassetti e tirate fuori i vostri sogni

Ieri sul treno c’erano due ragazzi davvero innamorati.
Glielo si leggeva negli occhi.
Lui la guardava senza distogliere lo sguardo.
E lei abbassava gli occhi ed arrossiva.
D’un tratto lei si scostò da lui, avvicinò la bocca al finestino ed appannò il vetro con il suo respiro.
Intrecciò le sue dita a quelle del ragazzo e scrisse “TI AMO”.
Lui sorrise, l’abbracciò e le stampò un bacio.
Si divincolò e sotto alla scritta di lei scrisse “ANCHE IO”.

Ah quei ragazzi eravamo noi.

—  tempestainterrotta
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