Affronto i tornanti sulla Nimbus 2000.

Mentre affronto in biciclo i tornanti marittimi in balia dei possentissimi venti, rischiando di finir disarcionata dal mio cavallo di battaglia, mi pare di essere l’Harry Potter durante una partita di Quidditch sulla Nimbus 2000, che deve riuscire a mantenere l’equilibrio sopra la follia, e a non finire DI SOTTO.

La sera, d'estate

Quando fa sera, d’estate, io e il mio amico ce ne stiamo seduti sul balcone del terzo piano a fumare sigarette.
Guardiamo oltre, le colline e i fari delle macchine su per i tornanti. Ce ne stiamo lì senza dire una parola. Non c’è imbarazzo, non c’è bisogno di parlare. Usiamo i segnali di fumo:quando una cicca vola nel buio che c’è di sotto è ora di prendere l’accendino e dar fuoco alla noia. Il silenzio è nudo. Una stanza vuota con grandi finestre - aperte - su ogni parete. I mobili siamo io e il mio amico. Le cicche volano di sotto.

Le sue ciglia sono come scivoli in un parco acquatico. Sono tornanti a strapiombo sul mare schiumoso e ruote panoramiche stagliate in cielo. Le sue ciglia sono viali alberati immensi dopo la pioggia. O vallate soggette ad attività sismica ogni volta che socchiude le palpebre.

Mario Monti: " è ancora difficile giudicare Renzi è invece sulla reale capacità di governare. Cioè di far fronte a questa domanda di governo con un'offerta adeguata", intervista con Francesco Bei, agosto 2014

Mario Monti: ” è ancora difficile giudicare Renzi è invece sulla reale capacità di governare. Cioè di far fronte a questa domanda di governo con un’offerta adeguata”, intervista con Francesco Bei, agosto 2014

(Testo di un’intervista con Francesco Bei, pubblicata in parte da Repubblica il 27 agosto 2014)

«L’Italia alla fine del 2011 era in una situazione di emergenza e lo è anche oggi. Nella stessa misura». In uno dei tornanti più difficili del dopoguerra, quando la bancarotta dello Stato sembrava davvero a un passo, fu a Mario Monti che Giorgio Napolitano si rivolse per salvare la baracca. Governando…

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Solo percorrendo una strada lunga, tutta a curve, talvolta stretta e ripida si arriva a Montemerano, borgo medioevale dove il tempo sembra essersi fermato.

E’ una gioia per il cuore e la vista, intravederlo all’improvviso dagli ultimi tornanti.
Un paese con una lunga storia alla spalle, che non ama raccontarsi, ma che si svela in ogni anfratto. Tra angoli romantici, antiche case in pietra una addossata all’altra e i vicoli ciottolati e in pendenza del centro storico, si intravede l’insegna di Caino posta sopra un piccolo ingresso fatto da una porta in legno e tre scalini in discesa che portano nel regno della famiglia Menichetti.

Era il 1971 quando Angela e Carisio, detto Caino, aprirono una rivendita di vino dove poter spiluccare salumi, formaggi e alcune preparazioni fredde. Da allora molta strada è stata fatta e oggi è annoverato fra i migliori d’Italia, rinomato in patria quanto all’estero.
Nella veste attuale si è accolti in due sale separate da un camino comune, travi a vista sul soffitto, finestrelle che danno sulle vie del borgo, mura solide e protettive dalle tonalità calde dell’ocra, travertino di Montemerano tutt’intorno.
Pochi tavoli, soltanto nove, dove si accomodano poco più di venti persone al massimo, apparecchiati con prezioso tovagliato, bicchieri in cristallo, posateria d’argento e fini porcellane.
E’ in questa cornice che Valeria si esprime attraverso le sue inconfondibili ricette

L’amore per quello che fa trapela dalla grazia ed il rispetto con cui maneggia i prodotti e compone i piatti.
Partita dalla tradizione la supera senza mai dimenticarla . I suoi sono piatti che la rispecchiano: succulenti, dai sapori netti e precisi, giocati su contrasti di aromi, consistenze e temperature.
Il risultato deve essere una vera e propria gioia per tutti i sensi, dove il gusto è fondamentale e solo in un secondo momento arriva l’aspetto estetico, che pur è sempre curato.
Tuttavia Valeria non preserva gelosamente i propri segreti in cucina, ma dispensa consigli; è esigente con il suo staff, ma anche materna e comprensiva.

Maurizio, dopo anni di esperienza, affida oggi le scelte enologiche esclusivamente al suo esigente attento palato- La cantina è davvero spettacolare, scavata nella roccia, scende per diversi metri, creando anfratti, stanze e angoli sotterranei, in cui riposano qualcosa come 20.000 bottiglie. Oltre a quelle di sua produzione, c’è il meglio della produzione italiana ed estera, con un occhio di riguardo per i grandi rossi di Piemonte, Toscana e Francia.

Le stagioni, con i relativi colori, profumi, sapori, le loro forme e consistenze, sono protagoniste della cucina di Valeria, una cucina immediata, dai gusti decisi, che sa di Maremma e non ha mai assecondato mode fini a se stesse o sterili esercizi di stile.
Dietro ad ogni ricetta cè molto studio, molta ricerca e un bagaglio di sapori ed esperienze invidiabili ; non ci si improvvisa chef anche se a guardarla sembrerebbe facile preparare certe delizie.
Da questa magica terra e da questa esperienza enogastronomica si può essere tentati di riportare a casa un segno tangibile che ci aiuti poi a ricordare ed è per questo che lo stesso olio servito ai tavoli proveniente dalla produzione di famiglia può essere acquistato presso l’enoteca insieme ad altre specialità elaborate sempre dalle sapienti mani di Valeria.

100€/150€

 Indirizzo: Via della Chiesa, 4, 58050 Montemerano Grosseto Telefono: 0564 602817

Ristorante Da Caino. Montemarano Solo percorrendo una strada lunga, tutta a curve, talvolta stretta e ripida si arriva a Montemerano, borgo medioevale dove il tempo sembra essersi fermato.

Agritur. che sta dopo tutti quei tornanti sulla strada per andare verso S. Candido…
Peccato non averlo scoperto prima, abbiamo cenato nella casetta di legno, romanticamente e in amicizia con due tavoli di sconosciuti. ;)

7

Ho sempre avuto un debole per le strade, si esatto, io amo la strada.
Amo mettermi in mezzo e guardare avanti a me fregandomene altamente delle macchine che potrebbero sorprendermi da dietro, perché, proprio come si guarda il mare, lo sguardo si perdere a cercare di vedere la sua fine.
E mi chiedo ogni volta ‘chissà dove porta?’
Così da sola mi metto in cammino, passeggio nel silenzio che avvolge i tornanti di montagna.
Non c’è nulla di meglio che perdere tempo per sé stessi passeggiando, sopratutto per chi come me ama leggere, perché quell’atmosfera da libero sfogo alla fantasia e sì, in quel momento puoi diventare chiunque, dalla dolce cappuccetto rosso alla determinata ragazza di fuoco, o semplicemente puoi essere te stessa, quella che non fai mai vedere agli altri.
È bellissimo rimanere da soli all’aperto.
Puoi pensare senza la depressione della notte e con l’ausilio del vento, che raccoglie tutti i tuoi problemi e li porta via, almeno per quell’ora.
E tra realtà e immaginazione scopri posti dove poterti rifugiare e creare la tua tana.
Sono nascosti e a volte malandati perché nessuno se ne prende più cura, ma io li adoro, trasudano di storie e ricordi di infanzia.
Mettono una dolce malinconia nel cuore e ti fanno venire voglia di sederti, a terra o su un masso, e iniziare a leggere o disegnare.
Sono quei posti per le persone come me che amano partire senza sapere dove andare.

Solo percorrendo una strada lunga, tutta a curve, talvolta stretta e ripida si arriva a Montemerano, borgo medioevale dove il tempo sembra essersi fermato.

E’ una gioia per il cuore e la vista, intravederlo all’improvviso dagli ultimi tornanti.
Un paese con una lunga storia alla spalle, che non ama raccontarsi, ma che si svela in ogni anfratto. Tra angoli romantici, antiche case in pietra una addossata all’altra e i vicoli ciottolati e in pendenza del centro storico, si intravede l’insegna di Caino posta sopra un piccolo ingresso fatto da una porta in legno e tre scalini in discesa che portano nel regno della famiglia Menichetti.

Era il 1971 quando Angela e Carisio, detto Caino, aprirono una rivendita di vino dove poter spiluccare salumi, formaggi e alcune preparazioni fredde. Da allora molta strada è stata fatta e oggi è annoverato fra i migliori d’Italia, rinomato in patria quanto all’estero.
Nella veste attuale si è accolti in due sale separate da un camino comune, travi a vista sul soffitto, finestrelle che danno sulle vie del borgo, mura solide e protettive dalle tonalità calde dell’ocra, travertino di Montemerano tutt’intorno.
Pochi tavoli, soltanto nove, dove si accomodano poco più di venti persone al massimo, apparecchiati con prezioso tovagliato, bicchieri in cristallo, posateria d’argento e fini porcellane.
E’ in questa cornice che Valeria si esprime attraverso le sue inconfondibili ricette

L’amore per quello che fa trapela dalla grazia ed il rispetto con cui maneggia i prodotti e compone i piatti.
Partita dalla tradizione la supera senza mai dimenticarla . I suoi sono piatti che la rispecchiano: succulenti, dai sapori netti e precisi, giocati su contrasti di aromi, consistenze e temperature.
Il risultato deve essere una vera e propria gioia per tutti i sensi, dove il gusto è fondamentale e solo in un secondo momento arriva l’aspetto estetico, che pur è sempre curato.
Tuttavia Valeria non preserva gelosamente i propri segreti in cucina, ma dispensa consigli; è esigente con il suo staff, ma anche materna e comprensiva.

Maurizio, dopo anni di esperienza, affida oggi le scelte enologiche esclusivamente al suo esigente attento palato- La cantina è davvero spettacolare, scavata nella roccia, scende per diversi metri, creando anfratti, stanze e angoli sotterranei, in cui riposano qualcosa come 20.000 bottiglie. Oltre a quelle di sua produzione, c’è il meglio della produzione italiana ed estera, con un occhio di riguardo per i grandi rossi di Piemonte, Toscana e Francia.

Le stagioni, con i relativi colori, profumi, sapori, le loro forme e consistenze, sono protagoniste della cucina di Valeria, una cucina immediata, dai gusti decisi, che sa di Maremma e non ha mai assecondato mode fini a se stesse o sterili esercizi di stile.
Dietro ad ogni ricetta cè molto studio, molta ricerca e un bagaglio di sapori ed esperienze invidiabili ; non ci si improvvisa chef anche se a guardarla sembrerebbe facile preparare certe delizie.
Da questa magica terra e da questa esperienza enogastronomica si può essere tentati di riportare a casa un segno tangibile che ci aiuti poi a ricordare ed è per questo che lo stesso olio servito ai tavoli proveniente dalla produzione di famiglia può essere acquistato presso l’enoteca insieme ad altre specialità elaborate sempre dalle sapienti mani di Valeria.

100€/150€

 Indirizzo: Via della Chiesa, 4, 58050 Montemerano Grosseto Telefono: 0564 602817

Ristorante Da Caino. Montemarano Solo percorrendo una strada lunga, tutta a curve, talvolta stretta e ripida si arriva a Montemerano, borgo medioevale dove il tempo sembra essersi fermato.
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