urbanchemistry said:

wouq

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Taht’s Margarenzi

La segretaria della Cgil Susanna Camusso si dice pronta alla battaglia sulla riduzione dei diritti dei lavoratori ed attacca il Jobs Act (oh yeah bro) paragonando Renzi alla Thatcher. Quale onore, potrebbe dire il piccolo Matteo, memore del fatto che la Lady di ferro, una delle rovine della società occidentale, quando le fu chiesto negli ultimi anni della sua troppo lunga vita, quale fosse il suo più grande successo politico, rispose con un nome: Tony Blair.

Allo stesso modo si potrebbe dire che se chiedessero a Silvio B. qual è stato il suo capolavoro politico, potrebbe rispondere Matteo Renzi. Il fatto è che, in realtà, c’è molto di più di Berlusconi dietro al rottamatore e c’è molto di più anche dietro le nostre schiene.

Sì, perché a quanto pare la ricetta -diritti -spesa dello stato +austerità +precarietà sembra essere quella che, secondo gli alfieri del capitalismo all’amatriciana di casa nostra (tutta gente che fa il frocio col culo degli altri, visto che dalla Fiat all’Ilva, passando per tutto il sistema bancario vivono nel lusso grazie ai soldi di mamma Roma), è la ricetta migliore.

Non basta l’evidenza dei dati di una crisi che si avvita sempre di più per la contrazione della liquidità nelle mani del cittadino medio. Non basta il fatto che il sistema previdenziale senza l’ingresso di nuovi lavoratori sia destinato a crollare. Non basta il fatto che, senza una nuova guerretta in Iraq, anche gli Stati Uniti, che pure sembrano vedere già qualche luce, non riuscirebbero ad uscire dal pantano. Non basta, infine, il fatto che la società sia destinata a sgretolarsi in un continuo accendere di guerre fra poveri e più poveri, con il dito puntato su chi, come un professore di liceo, è “un privilegiato” perché ha il posto fisso da mille e duecento euro al mese ed avrà (sicuri sicuri?) una pensione.

No, la soluzione è il “contratto a tutele crescenti”, che è un modo elegante per dire: tutti precari per tre anni senza diritti, almeno lavorate, suvvia, perché dovete rompere il cazzo.

L’articolo 18 non è un tabù e non è certo la reintegra sul posto di lavoro il nodo del futuro italiano. Ma il fatto che l’articolo 1 della nostra Costituzione, quello che utopicamente mette il lavorto a fondamento della nostra Repubblica, resti vergognosamente inattuato sì. Così come l’articolo 4, secondo il quale la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, e l’articolo 41, quello che recita che l’iniziativa economica privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e che la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Già, ma tanto nel “Patto del Nazareno” (povero Cristo, anche questo ti tocca accollarti) c’è anche il fatto che questi illustri statisti che popolano oggi il nostro Parlamento stravolgano la nostra Carta costituzionale invece di cercare di attuarla…

Perché al burattino Matteo ed a chi tira i suoi fili interessa di più che il credito italiano sia solvibile (ovvero, che le banche e gli strozzini possano riavere i loro soldi speculando sulla nostra pelle) piuttosto che assicurare agli italiani un futuro dignitoso.

Il debito pubblico. Certo, un dramma e una tragedia. Largo allora ai trentenni senza futuro. E che questa gente tutta casa e chiesa non venga poi a parlarmi di dottrina cattolica e di famiglia, perché sono solo dei merdosi farisei.

Me lo può dire anche la signorina Boschi, completamente nuda, dalle pagine di Novella 2000 che il precariato è l’unica via, ma, scusatemi, proprio non ci sto.

LETS START A BAND AND TOUR IN A SMALL VAN THATS KIND OF UNCOMFORTABLE SO WE START BICKERING BUT END UP LAUGHING. LETS BE THE WARM UP BAND AND PEOPLE START GETTING INTO US. LETS END UP AS A HEADLINER IN AN ARENA AND HAVE 10,000+ PEOPLE SINGING AND SHOUTING OUR LYRICS. LETS INSPIRE PEOPLE TO LIVE ANOTHER DAY. LETS FRICKIN DO THAT

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