Le Foibe: tra mito e realtà | Incontro con Alessandra Kersevan

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Il collettivo Studiare Con Lentezza organizza per martedì 12 alle 16 un incontro con la storica Alessandra Kersevan su uno dei fatti storici più manipolati dalla propaganda dell’estrema destra, per cercare di capire un po’ meglio di che cosa si sta parlando quando si tira fuori l’argomento Foibe.

L’incontro è stato introdotto questa settimana dalla proiezione del documentario “Fascist Legacy - L’eredità del fascismo” che racconta i crimini di guerra commessi dagli italiani durante la seconda guerra mondiale, in Etiopia e in Jugoslavia. Documentario che consiglio a tutt* perchè narra una realtà talmente scomoda che neppure nelle scuole viene raccontata.

Qui il link all’evento sul sito del collettivo. 

Amen

Comunicato dopo i fatti di oggi, 16 maggio, all’università di Verona.

Antefatto

In seguito allo sgombero di Spazio Zero (1), luogo in cui studenti e studentesse per oltre un anno e mezzo hanno potuto organizzare in piena autonomia incontri e attività autogestite, ritrovandoci immobilizzati da una burocrazia che di fatto impedisce allo studente qualsiasi iniziativa all’interno degli spazi universitari se non previa autorizzazione da parte del rettore con 40 giorni di anticipo, abbiamo deciso, come collettivo, di tenere alcuni incontri aperti nell’atrio inutilizzato davanti l’aula T3 del Polo Zanotto.

L’evento

Dopo una prima partecipata proiezione in occasione del 9 maggio, anniversario della morte di Peppino Impastato (2), era in programma per oggi, 16 maggio, un evento dal titolo “La sola chiesa che illumina è quella che brucia” (citazione di Pëtr Alekseevič Kropotkin, filosofo e teorico anarchico russo), organizzato con l’intento di aprire all’interno dell’Università un percorso di critica radicale al pensiero religioso e alle istituzioni che, arrogandosi il diritto di esserne depositarie e rappresentanti, ne impongono i dogmi all’intera società (3).

Questo il testo dell’iniziativa:

"A seguito della recente "Marcia per la vita" di Roma,medievale adunata clerico fascista contro il diritto all’interruzione di gravidanza, la libertà e l’autodeterminazione femminile. Per rispondere alla conferenza omofobica che la parrocchia di Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona, ha in programma per la sera stessa con la commovente testimonianza di "guarigione" e conversione di un omosessuale miracolato a Medjugorjie. Per rinfrescare la memoria sulle pesanti responsabilità di un’istituzione autoritaria, mafiosa, oppressiva, repressiva che, da sempre impastata con il potere politico ed economico locali, allunga i suoi tentacoli anche nella nostra Università.Per una società emancipata dai fanatismi e dai dogmi religiosi."

Per l’occasione era previsto l’allestimento di banchetti informativi e la proiezione di “Jesus Camp”, documentario del 2006 diretto da Rachel Grady e Heidi Ewing ed incentrato su un campo estivo pentecostale per bambini. Il documentario porta alla luce alcuni inquietanti tratti della fede nella comunità evangelica, movimento interno al Protestantesimo cui appartengono circa 800 milioni di fedeli (4).

La santa inquisizione

L’evento, che da subito è stato accolto con molto interesse da parte di studentesse e studenti, non è però piaciuto al rettore, Alessandro Mazzucco, e al direttore amministrativo Antonio Salvini, già noti per la vergognosa condotta tenuta durante l’attacco squadrista avvenuto in università il 12 febbraio scorso, incursione che interruppe l’incontro aperto la storica Alessandra Kersevan sulle foibe (5).

Ad accoglierci sul posto, infatti, oltre lo stesso Salvini, il direttore dell’economato Luciano Rebonato e diversi agenti della digos che da subito ci intimano di desistere dall’avviare l’iniziativa, minacciando la possibilità di uno sgombero (!?).

I crociati

Anche in questa occasione, ad accompagnare l’azione repressiva istituzionale, nella totale indifferenza della polizia, una decina di militanti fascisti di Lotta Studentesca (organizzazione studentesca di Forza Nuova) e Casa Pound, alcuni dei quali arrivati in Università già dal mattino per strappare i volantini dell’iniziativa e tenere sotto controllo la situazione. Chiaramente identificabili diversi protagonisti dell’aggressione del 12 febbraio e della scorribanda nel quartiere universitario avvenuta a fine marzo (6).

Da segnalare l’imbarazzante teatrino machista dei giovani chierichetti di Forza Nuova, secondo i quali avremmo dovuto vergognarci per aver organizzato un’iniziativa blasfema, accusandoci, tra un insulto e una minaccia, di “vilipendio alla religione” (sic!). Arrivati con l’intento di “spazzarci via”, si ritrovano infine a volantinare contro l’omosessualità, l’aborto e in difesa della famiglia “Tradizionale” all’ingresso del Polo Zanotto (7).

"In difesa della religione Cristiana, che ha forgiato la nostra Nazione con il sangue dei suoi Martiri e l’esempio dei suoi Santi". "Perchè l’Università torni ad essere luogo di studio, centro di sapere, e si riappropri della sua funzione educativa ormai ceduta a gruppetti di anarcocomunisti e omosessuali"

Peccato solo per l’assenza di Romeo e Giulietta (8). Sai che emozione ritrovarseli davanti?

Per proteggere e servire

Dopo qualche minuto ci siamo ritrovati ad assistere al deciso intervento del dirigente locale della digos, Iaccarino, che se da un lato ordina l’allontanamento della provocazione squadrista, dall’altro chiede l’identificazione di tutti i presenti minacciando denunce e l’intervento del reparto celere nel caso studentesse e studenti decidessero di dare comunque luogo alla proiezione. Ebbene sì: la digos, in università su richiesta del rettore, minaccia l’uso della forza per impedire la proiezione di un documentario e ordina a studenti e studentesse di allontanarsi dagli spazi della loro Università.

Polizia dei corpi e polizia del pensiero.

Questo è il clima che si respira all’Università di Verona, dove la censura, istituzionale e squadrista, soffoca la libertà di espressione e l’iniziativa studentesca, dove si impedisce a studenti e studentesse di sostare nei loro luoghi di studio, mentre è lasciata piena agibilità ai picchiatori.

Tristi censori, squadristi del pensiero, chierichetti dell’autorità, per quanto vi impegnate per impedircelo, continueremo a portare avanti i nostri percorsi, le nostre pratiche, le nostre lotte, libere e liberi. Fuori dal vostro controllo, fuori dal vostro ordine.

A presto.

Studentesse e studenti subumani, anarcocomunisti e omosessuali :)

Studiare Con Lentezza

studiareconlentezza.noblogs.org

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(1)

Genealogia di uno sgombero

https://www.facebook.com/notes/antonella-spaziozero/breve-genealogia-dello-sgombero-di-spazio-zero/126806354171916

(2)

"Lunga è la notte"

https://www.facebook.com/events/122820367918721/


(3)

L’evento su facebook
https://www.facebook.com/events/123361344534019/

(4)

Il trailer di Jesus Camp

http://youtu.be/CUpVfLHU_Lw

(5)

Video dell’aggressione
http://youtu.be/jNfIXEKxhH8

Incontro sulle foibe: squadrismo fascista a Verona
http://beforetheyfall.blogspot.it/2013/02/incontro-sulle-foibe-squadrismo.html

Comunicato Assemblea 13 febbraio sull’aggressione fascista all’università di Verona

https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/comunicato-assemblea-13-febbraio-sullaggressione-fascista-alluniversit%C3%A0-di-veron/483080551749912

A disposizione (sulle responsabilità del rettore Alessandro Mazzucco)
https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/a-disposizione/499743870083580

(6)

Aggressione fascista in centro a Verona

https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/aggressione-fascista-in-centro-a-verona/499059183485382

(7)

Il volantino

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=645868185439855&set=a.617706394922701.1073741827.100000500373272&type=3&theater

(8)
Noi Romeo e Giulietta, voi Sodoma e Gomorra.
http://youtu.be/94FimKh0NIM

LA FABBRICA DELLA CURA MENTALE
Diario di uno psichiatra riluttante
Elèuthera, 2013

Incontro con l’autore, Piero Cipriano

Venerdì 17 gennaio 2014
Ore 18.30 circolo Pink | Via Scrimiari 7, Verona
A seguire: ore 20.30
Aperi-cena diagnostica con i Fornelli Ribelli

A distanza di decenni dall’approvazione della legge 180, che sanciva la fine del manicomio, Cipriano ci racconta cos’è oggi un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura. Se il manicomio ricordava un campo di concentramento, l’attuale Spdc ricorda una fabbrica, dove lo psichiatra è il tecnico specializzato addetto alla catena di montaggio umana, e il malato la macchina biologica rotta da aggiustare non con la parola ma con il farmaco. Così, quei luoghi destinati ad accogliere la sofferenza mentale sono diventati le roccaforti di una rinata cultura manicomiale in cui ad apparire socialmente pericolosi sono spesso proprio coloro che avrebbero dovuto garantire la gestione umana ed efficace delle crisi psichiatriche.

Piero Cipriano (1968), medico psichiatra psicoterapeuta, di formazione cognitivista ed etnopsichiatrica, ha lavorato in vari dipartimenti di Salute mentale d’Italia, dal Friuli alla Campania. Da qualche anno lavora in un Spdc di Roma.

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E’ un’iniziativa targata Biblioteca G. Domaschi – spazio culturale anarchico
con Studiare con Lentezza
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"Università di Verona: preti, chierichetti, polizia.

A breve il comunicato sull’ennesima incursione fascista che, anche in quest’ultima occasione, ha accompagnato l’azione repressiva istituzionale e attraverso cui, di fatto, è stato impedito lo svolgersi di una libera iniziativa organizzata da studenti e studentesse su chiesa, dogmi e fanatismo religioso.

Piu’ di ritrovarci davanti ad un esempio concreto di quanto intendevamo denunciare non potevamo augurarci.

Tristi censori, squadristi del pensiero, chierichetti dell’autorità, per quanto vi impegnerete per impedircelo, continueremo libere e liberi. Fuori dal vostro controllo, fuori dal vostro ordine. Stateci bene.”

Studentesse e studenti del collettivo Studiare con Lentezza.

Lunedì 11 Marzo / Incontro

Antiziganismo: un razzismo condiviso.

Incontro aperto con il professor Leonardo Piasere, docente di antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Verona.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano…”

L’incontro si terrà in Aula 1.6
presso il Polo Zanotto di Veronetta.

In collaborazione con Pagina/13, foglio di scrittura studentesco: pagina3dici.blogspot.it

Verona, 13 febbraio 2013

Verona, 13 febbraio 2013.

A seguito dell’aggressione fascista avvenuta il 12 febbraio all’interno dell’università di Verona durante il dibattito con la storica Alessandra Kersevan, riteniamo fondamentale non tanto fornire il resoconto completo dei fatti, quanto sottolineare alcuni aspetti della vicenda.

La sostanziale continuità tra l’azione istituzionale e quella squadrista. L’accondiscendenza alle pressione politiche dimostrata dal Rettore nelle dichiarazioni per mezzo stampa, ha contribuito alla costruzione pubblica di un nemico contro cui scagliarsi, legittimando di fatto l’aggressione squadrista nei confronti dei partecipanti all’evento.

La rete nera. Impressionante la facilità con cui la propaganda di gruppuscoli di estrema destra è arrivata ad esercitare forti pressioni politiche su alte cariche amministrative e accademiche, grazie a una già consolidata rete politica di matrice culturale fascista, fino a costringere un rettore a revocare l’aula precedentemente concessa per un’iniziativa legittima.

L’asservimento della stampa locale al potere politico. Il clima che è stato creato ad arte attraverso articoli superficiali, faziosi e diffamatori risponde a dinamiche prettamente politiche estranee agli interessi scientifici della ricerca storica. 

Il disordine. Denunciamo l’incompetenza e l’irresponsabilità di chi aveva il compito di gestire la difficile situazione venutasi a creare, data la presenza di militanti fascisti armati all’interno dell’Ateneo. Riteniamo direttamente responsabili: il Rettore Alessandro Mazzucco, per aver rifiutato qualsiasi confronto con gli studenti ed essersene lavato le mani; il direttore amministrativo Antonio Salvini, per aver ordinato di staccare l’elettricità, lasciando al buio un intero piano del Polo Zanotto, compresa l’aula disabili, aggravando la situazione di pericolo per studentesse e studenti; le forze di polizia per aver grossolanamente sottovalutato la minaccia.

L’imbarazzante assenza di qualsiasi comunicazione ufficiale di scuse per l’accaduto, da parte del mondo accademico veronese tutto, nei riguardi della ricercatrice Alessandra Kersevan, delle studentesse e degli studenti presenti in aula e negli altri spazi universitari.

La paradossale, infame, ingiustificata rappresaglia delle istituzioni accademiche nei confronti di Spazio Zero, un’aula autogestita aperta a tutte le studentesse e tutti gli studenti che da circa due anni è attraversata da partecipate attività culturali. Il ripetuto tentativo di demonizzare l’aula dipingendola come laboratorio di chissà quali estremismi è un’accusa ridicola che cade davanti agli occhi di chiunque frequenti l’università.

Pretendiamo le scuse ufficiali del rettore alla storica Alessandra Kersevan, accompagnate dall’invito a ritornare all’università di Verona quanto prima, per poter finalmente tenere l’incontro interrotto dalla violenza.

Pretendiamo che, come da statuto d’Ateneo, sia realmente interdetta l’università ai gruppi di matrice fascista.

Auspichiamo una collettiva presa di coscienza.

Episodi come questo rafforzano la convinzione che ora più che mai sia necessaria una costante e condivisa pratica antifascista, dentro e fuori le università, luoghi di un sapere che non può essere che critico e impegnato.

Ogni spazio all’autogestione. Nessuno spazio al fascismo.

Assemblea studentesca del 13 febbraio.

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