storico'

Oggi c'è un bellissimo cielo

Nelle ultime ventiquattro ore sono stato interpellato da passanti per strada più volte. Capita, è statistica, a volte non incroci nessuno camminando per anni, a volte invece sembra che il mondo voglia dirti qualcosa, in tutti i modi possibili. Prima la signora ucraina che necessitava di indicazioni per l’ufficio anagrafe, che ha ringraziato quasi stringendomi la mano. Poi un’anziana che barcollava confusa in via del Turco, vuota e silente come tutte le vie del centro storico di giorno, che non appena ho svoltato l’angolo mi ha incrociato e mi ha piazzato in faccia il suo cellulare di circa una ventina d’anni fa, con display a cristalli liquidi. «Mi puoi leggere il messaggio? Ho lasciato a casa gli occhiali», mi fa, incurante della privacy, e che vuoi fare, tu glielo leggi, «Arrivo alle 12.10, la visita è alle 12.30», scandendoglielo lentamente ad alta voce, affinchè capisse bene. «Arriva alle 12.10, ma la visita è alla mezza. Capito?», e la signora si accende entusiasta, e capisce, e riprende a barcollare confusa sul marciapiede di via del Turco, in direzione cinema chiuso. Poi stamattina, sono appoggiato al cofano della mia auto nei pressi di una saracinesca abbassata. Un’altra macchina accosta, si ferma, e scende un omaccione molto più grosso e alto di me, con baffi grigi appena risistemati, il mento pronunciato, gli occhi spauriti come quelli di un bambino quando si spegne la luce, e la voce frenetica. Attacca: «Allora sono Rasponi Ermes (il nome è inventato, ma anche nella realtà era autenticamente una traslitterazione inglese-emiliana), ho 57 anni e abito in via Belletti a Pontelagoscuro, mia madre è morta qualche settimana fa, aveva 96 anni, un infarto, mi ha aiutato mio fratello, costa un botto oggi fare il funerale, 4mila euro, comunque niente, mi hanno assegnato un appartamento quelli della cooperativa rossa, i comunisti, era di mia mamma ma l’hanno lasciato a me perché sono disoccupato, infatti sono venuto qui per lasciare il curriculum, posso fare di tutto, il cameriere, dare una mano, spostare della roba, ma è chiuso il locale, sai se riapre?», mi chiede, io annuisco, lui riprende: «ecco perché io ho fatto il cameriere tanti anni, mi adatto, adesso vivo in una casa che comprò mio padre nell’80, è morto anche lui, tumore al colon, ma anni fa, la pagò 18 milioni di lire che adesso sono 9mila euro, me l’hanno lasciata quelli della cooperativa rossa, sai come funziona, ma c’è una disoccupazione in giro ora, io non lo so, una volta era pieno di fabbriche, comunque io sono Rasponi Ermes, 57 anni, ho lasciato il mio curriculum nella buchetta, se vedi i gestori diglielo».

Oggi c’è un bellissimo cielo.

anonymous asked:

mi piace l' "ex" di una mia carissima amica. loro si sono frequentati tre anni fa per solo due mesi, non si sono mai baciati, ne niente. adesso lui piace a me e forse anch'io a lui, ma la mia amica ha detto che non mi devo azzardare ad uscirci. non so che fare, davvero. continua a dirmi "gli ex delle amiche non si toccano", mi sento una merda e non so che fare. cosa mi consiglieresti di fare?

Ma vaffanculo. Gli ex non si toccano un par di palle, oh. Certo, l’ex storico, quello per la quale la tua migliore amica ha pianto per due anni di fila tutte le notti, beh, quello ovvio che non si tocca. Ma se un ragazzo non è stato poi così importante per una tua amica, ma che te ne frega, oh.

Calcio Storico Fiorentino, an ancient and brutal form of football, was first played in the 1500s by the Italian aristocracy. Today, teams in Florence continue to play the game, which allows punching, elbowing, and the use of martial arts techniques. Simone Mafara, a Santa Croce team member says: “My mother has never come to the square, nor my wife, daughter or father… If I knew that my mother was suffering in the stands, watching her son getting wounded, and wounding other opponents, it would kill me.”

The Calcio Storico finals will be held June 24. See more on Vocativ.

Photo by David Ramos/Reportage by Getty Images

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Teams of 27 wrestle, punch, kick, scrap as they get a ball from one end of the field to the other - Calcio Storico, Italy

Piazza del Campo, 1947.  Photos by Walter Sanders for LIFE.

The Palio di Siena (known locally simply as Il Palio) is a horse race that is held twice each year, on July 2 and August 16, in SienaItaly. Ten horses and riders, bareback and dressed in the appropriate colours, represent ten of the seventeen contrade, or city wards. The Palio held on July 2 is named Palio di Provenzano, in honour of the Madonna of Provenzano, who has a church in Siena. The Palio held on August 16 is named Palio dell’Assunta, in honour of the Assumption of Mary.

pageant, the Corteo Storico, precedes the race, which attracts visitors and spectators from around the world.

The race itself, in which the jockeys ride bareback, circles the Piazza del Campo, on which a thick layer of dirt has been laid, three times and usually lasts no more than 90 seconds. It is common for a few of the jockeys to be thrown off their horses while making the treacherous turns in the piazza, and indeed, it is usual to see unmounted horses finishing the race without their jockeys.