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Follow your passions: Massimo Contino alias DJ Tsura

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#followyourpassions è una serie di interviste rivolte a quei personaggi che sono riusciti a portare la propria passione (o le proprie passioni) ad alti livelli, diventando inoltre punto di riferimento per tanti altri. Massimo Contino alias DJ Tsura, dj e fotografo di Torino (www.studiomav.it), noto per organizzare gli eventi legati alla realtà musicale StereoTorino, ci racconta come siano nate le sue passioni, come convivano e come la condivisione sia un aspetto che le caratterizza entrambe.

Come sono nate le tue passioni?

La passione che è nata per prima è assolutamente quella del dj, sono oramai 15 anni. Nel ‘98 ho comprato i giradischi, ma questo non faceva di me un dj. Ho iniziato a suonare solo intorno al 2000, e da lì non ho più smesso.

Avevi qualche figura di riferimento?

La passione è nata e casa del fratello di un amico, dove io e il mio amico utilizzavamo i suoi giradischi di nascosto. Poi per il mio compleanno mi sono fatto regalare da mio padre un giradischi e risparmiando ho comprato il secondo. Sono gli stessi che utilizzo ancora adesso per suonare.

 Invece la passione per la fotografia quando è nata?

La passione per la fotografia è nata perché mio padre è un appassionato di fotografia da quando era giovane e ha sempre cercato di trasmettermi questa passione, senza mai riuscirci. Poi quando ha smesso di provarci, automaticamente ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia. Ho iniziato 5-6 anni fa e adesso coltivo entrambe queste passioni.

 Per diventare dj hai studiato, seguito corsi? O ti sei rivolto a qualcuno più esperto di te?

Mi guardavo le videocassette per capire come facevano gli altri dj, o andavo nei negozi di dischi dove sapevo che lavoravano dei dj e lì chiedevo. Era una caccia al tesoro ottenere delle informazioni prima che ci fosse internet. E non c’erano scuole di dj come ne esistono adesso.

 Lato fotografia invece?

E’ stato l’opposto: ho iniziato ad appassionarmi a partire dal lato tecnico più che da quello pratico, nel senso che ho comprato una reflex, ho pensato “non la so usare, voglio imparare ad usarla”, quindi mi sono iscritto subito a un corso che durava circa 6 mesi, volevo conoscere perfettamente la tecnica prima di mettermi a fotografare, non volevo fare cose a caso. Quindi un po’ con il corso, un po’ con l’aiuto di mio padre ho imparato. Gran parte di quello che so, l’ho poi appreso tramite tutorial su youtube e corsi on-line.

Che valore dai alla teoria rispetto all’esperienza?

Se non conosci la teoria perdi molto tempo, perché devi sperimentare tu, e non sfrutti le conoscenze che molti prima di te hanno immagazzinato. Quindi teoria ed esperienza hanno lo stesso valore. Una non può esserci senza l’altra, entrambe sono fondamentali. Quando ti ritrovi in studio con la macchina fotografica, il modello o la modella davanti e i flash, puoi anche aver studiato tutto, ma la pratica è un’altra cosa. Non basta sapere per saper fare.

 So che hai uno studio di fotografia (www.studiomav.it) che condividi non solo come spazio, ma dove metti a disposizione anche le tue competenze e il tuo tempo. La domanda che vorrei farti riguarda questa tendenza alla condivisione. Pensi che sia giusta la direzione che stanno prendendo molte iniziative, pensi che sia vincente?

Assolutamente sì, è un modo per cominciare a fare qualcosa senza aver bisogno di grossi investimenti. Vedo i fotografi che vengono da me, e che alla fine riescono a portare a casa tanti lavori senza aver investito praticamente nulla: con un affitto minimo della nostra sala pose, riescono a fare lavori da migliaia di euro. Se io avessi potuto, da dj, avere delle risorse del genere quando ho iniziato, sicuramente sarei andato avanti molto più velocemente. Già solo se fosse esistito uno spazio con attrezzature da dj condivise, avrei iniziato molto prima e magari mi sarei affermato più in fretta. Stando in contatto con persone che facevano la stessa cosa, avrei potuto chiedere consigli, trovare aiuto e magari i giusti ganci per iniziare.

 Upendu sta proprio andando in questa direzione. Se a suo tempo l’app di Upendu fosse esistita, l’avresti utilizzata?

Assolutamente sì, mi avrebbe risparmiato parecchio tempo.

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