Ieri sera, alle 21.02, il mio ragazzo mi manda la foto in diretta del mio portone dicendomi che è qui sotto. Pur sapendo che mia madre non mi voleva far uscire.
Io la supplico ma non vuole, quindi non scendo. Lui allora si mette a urlare sotto il mio balcone: ‘amore scendi, non riesco a stare senza di te. Me ne frego di tua madre, sono venuto fin qui da te e non voglio rinunciare alla mia cucciola.’
Mi affaccio e lui è bello come sempre sulla sua moto, che mi aspetta impaziente.
Prendo le chiavi ed esco, anche se sono struccata, in pigiama, coi capelli sporchi. Mando a fanculo mia madre e corro, corro fino a quando le sue braccia non sono attorno a me.

Stamattina il mio ragazzo mi scrive: “risolvi questa disequazione: 9x-7i>3(3x-7u)”. Io (che sono una capra in matematica e addirittura ho lo spirito di osservazione di un procione) la ho risolta e….guardate :3
(Non togliete la fonte laragazzadietrolacurva)

-Lunedi ti vengo a prendere e ti porto con me. Verrò e prenderò il treno successivo, fino a che si chiuderanno le porte puoi sempre salire e stare con me, e senza programmare niente si vedrà.
Oppure, puoi restare lì sulla stazione e guardare il treno che si allontana, ci rivedremo comunque ma ci vorrà un po’ di tempo-.

Arriva lunedì
Arriva lui.
Mi dice
-Chiama tua mamma, devo chiederle come si sente e se sta bene-
La chiamo, parlo prima io e dico
-Mà, ti vuole chiedere come ti senti-
-Sì, signora come vi sentite? State meglio?
In realtà volevo chiederle se posso portarmi vostra figlia con me, ve la riporto domani mattina poi-

Ce l’ha fatta, è riuscito a portarmi via per un giorno da lui.


Lunedì 25/08 stazione Napoli Porta Nolana.

Maria Auriemma

-¿Y cómo me ves tú a mi?
- Como un misterio.
- Ése es el cumplido más raro que me han hecho nunca.
- No es un cumplido. Es una amenaza.
- ¿Y eso?
- Los misterios hay que resolverlos, averiguar qué esconden.
- A lo mejor te decepcionas al ver lo que hay dentro.
- A lo mejor me sorprendo… Y tú también.
—  La sombra del viento

Es una lástima que no estés conmigo
cuando miro el reloj y son las cuatro
y acabo la planilla y pienso diez minutos
y estiro las piernas como todas las tardes
y hago así con los hombros para aflojar la espalda
y me doblo los dedos y les saco mentiras.

Es una lástima que no estés conmigo
cuando miro el reloj y son las cinco
y soy una manija que calcula intereses
o dos manos que saltan sobre cuarenta teclas
o un oído que escucha como ladra el teléfono
o un tipo que hace números y les saca verdades.

Es una lástima que no estés conmigo
cuando miro el reloj y son las seis.
Podrías acercarte de sorpresa
y decirme “¿Qué tal?” y quedaríamos
yo con la mancha roja de tus labios
tú con el tizne azul de mi carbónico.

—  "Amor, de tarde" - Mario Benedetti.
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