soffocato

Tu non immagini quanta forza ci metto nel fingere che vadà tutto bene, che non mi manchi piú. Non immagini quante lacrime ho soffocato di giorno per poi buttarle giú nel cuscino di notte . Tu non lo sai , e non ti diró mai che basterebbe un tuo abbraccio . Un tuo :
“ Andrà tutto bene ci sono io ” . Ma di te e’ rimasto solo il ricordo , il tuo profumo su una maglietta . La verità è che mi manchi , che ti odio quanto Ti Amo .

Testo : Ruberó La Luna

E desidererei solo andare in qualche posto lontano con te 

a guardare un milione di tramonti 

ma no ma che cazzo dico

ho te da guardare

sai che me ne faccio dei tramonti poi

non avrei bisogno manco di respirare

preferirei morire soffocato

soffocato dai tuoi baci.

Sabe, eu estava tão acostumada acordar todos os dias ao seu lado, as vezes, acordando antes de você e ficava te olhando, te admirando e pensando o quanto eu era sortuda por te ter, só pra mim.
Sem dizer das manhãs em que eu acordava e tinha o café da manhã na cama ou quando eu descia pra cozinha e você estava preparando o meu omelete, sabe, do jeito que só você sabe fazer.
Sabe, eu estava tão acostumada as vezes que nós íamos juntos para as baladas e ficavamos a noite inteira juntos, sabe, parecia que quando a gente estava junto numa noite qualquer, numa balada qualquer, a gente se conectava mais. Nós nos pertencíamos mais. Acho que o que fazia isso acontecer era os olhares que você recebia quando chegava em qualquer lugar.
Sabe, eu estava tão acostumada a me sentir segura nos seus braços, eu sempre fui tão pequena perto de você, todo mundo dizia que você era um cara esperto, e eu sempre estava me escondendo atrás da sua inteligência.
Sabe eu estava tão acostumada com os nossos almoços juntos, estava acostumada até quando nós almoçávamos com a sua mãe e eu gostava quando ela me dizia que nós dois fazíamos uma orquestra juntos e que comíamos em sincrônia por causa de toda barulheira que nós faziamos com os garfos, facas e o nosso querido prato.
Sabe, eu estava tão acostumada com as nossas brigas que quando a gente não brigava eu sentia falta.
Sabe, eu estava tão acostumada com as nossas coisas, com tudo que nós sempre fazíamos que foi por isso que a gente acabou.
Foi por toda a rotina e por tudo que a gente fazia do mesmo jeito, a gente conseguiu repetir tudo, lucas, menos o nosso amor.
—  soffocato

Ed è una lunga e dura lotta
ma puoi sempre contare su di me
E se mai avrai dei problemi, ehi
Sai dove trovarmi
Perché non ti prendi un altro pezzo della mia vita?
Perché non lo contorci e lo rigiri
e lo tagli come se usassi un coltello?
Tutto cio che fai è vivere
Tutto ciò che faccio è morire
Perché non possiamo essere semplicemente amici
E finirla di vivere una bugia?
Così lasciami vivere (così lasciami vivere)
Lasciami vivere (lasciami in pace)
Per favore lasciami vivere
(Perché non vivi un po’…)
Oh sì, tesoro
Perché non dai un po’ d'amore?
Lasciami vivere
Per favore lasciami vivere
Oh sì, sì, piccola, lasciami vivere
e ricominciare daccapo
Nel tuo cuore
(Prendi un altro pezzo, prendi un altro pezzo)
Per favore lasciami vivere
(Prendi un altro pezzo, prendi un altro pezzo)
Perché non ti prendi un altro pezzo?
Prendi un altro pezzetto del mio cuore
Oh sì, tesoro
Ricominciamo daccapo
Tutto ciò che fai è prendere
Lasciami vivere

Amore

io mi infilo nel suo sorriso e Lei si infila nel mio cuore, mi riesce a tenere sospeso in un tocco di labbra e in un rumore soffocato di baci sorridenti e di occhi nascosti che si guardano a vicenda, di corpi che sanno di odore di casa e poi mi cala addosso la gravità, io ritorno sul mio pianeta, la guardo ancora un po’ e piano ci distacchiamo, piano ci parliamo, piano un “ti amo” lanciato colpisce il suo cuore e rapida una sua risposta mi arriva nel petto, lo scava, arriva in fondo e mi bacia. io vado, Lei va. Amore.

Tu sabe né, conhece aquelas historias onde a guria conhece o cara de um jeito, normal, numa roda de amigos qualquer e o filho da puta no meio da multidão chama atenção de qualquer guria. Daí um fica olhando pra cara do outro, sem saber quem vai tomar a iniciativa, ele vai e eles conversam, e de repente rola um clima, um pega o numero do outro e depois se separam.
Ele fica de mandar mensagem pra ela no outro dia e a guria toda besta fica o dia inteiro com o celular na mão e ele que era um cara qualquer, sabe aqueles que te encantam e depois vão embora? Então, ele só mandou a mensagem no outro dia, sabe, sem ser no dia seguinte, um dia depois do dia seguinte, eles marcam de se ver.
E assim vai indo, eles se vêem um dia sim e um dia não, assim por três semanas, até que as coisas começam a dar errado, os dois não conseguiam mais se ver, por má vontade, pura má vontade dele. E nessa má vontade dele, eles acabaram parando de se ver.
Ela de inicio, não ligou muito, mas depois começou a sentir falta dele, sabe, aquela falta inconstante, que qualquer coisa que ela via ou ouvia fazia ela lembrar dos dois. E desde então, a unica coisa que aquela guria sabe fazer, é se fechar, prá qualquer pessoa, na espera que um dia as coisas voltem a ser como eram antes, que os dois voltem a ser como eram antes.
—  soffocato

Sai cosa?
Penso che se tu ora tornassi
io sarei qui già ad aspettarti.
Con occhi anneganti in lacrime di gioia,
con le gambe tremolanti che non reggono,
con la testa roteante in chissà quale universo,
senza il cuore.

Se tu tornassi ora
io sarei qui ad aspettarti
pur se senza un cuore,
poiché quello me l'hai
liquefatto
stretto
soffocato
ucciso
Tu.

24 maggio 1915: cento anni dalla Prima Guerra Mondiale

24 maggio 1915: cento anni dalla Prima Guerra Mondiale

Cent’anni fa oggi, l’Italia dichiarava guerra all’Austria-Ungheria, prendendo ufficialmente parte alla Prima Guerra Mondiale. Ad un secolo di distanza, voglio ripercorrere gli avvenimenti che portarono il nostro Paese alla Grande Guerra, ad unirsi ad uno dei più devastanti eventi che hanno soffocato e macchiato la storia dell’umanità. Soldati russi. Photo credits: cultura.biografieonline.it…

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Il cuore è un acrobata che annoda il suo velo stretto in gola e rimane soffocato dinanzi alla platea inorridita.
—  Carmen, Vincenzo Grasso

anonymous asked:

Mio padre, già da Gennaio non riesce a dormire tranquillo la notte perché è preso da ansia e mi dice che ha paura di morire soffocato. Prende delle "gocce", prima di andare a dormire che lo rilassano però io vorrei dargli qualche consiglio morale. Lei mi potrebbe dire, cosa potrei fare o dirgli ? Grazie mille & Salve

Mi dispiace, Anon, ma una situazione come quella di tuo padre (stato ansioso) non è risolvibile con qualche “consiglio morale”.
L’ansia è una condizione naturale, utile ad allertare di un pericolo possibile e attivare le contromisure necessarie a contrastarlo.
Però se diventa patologica; cioè se esaspera ogni situazione o viene prodotta da conflitti inconsci, allora è necessario una conoscenza profonda di quello che la sta producendo. Non sempre questo è possibile senza l’aiuto di uno psicoanalista serio che sappia trovare le radici del problema.
Auguro a tuo padre che questa situazione sia momentanea e l’affetto della famiglia (che non deve mai mancare) possa compensare e fargli superare il problema.

Mr Cristo - Seconda Puntata

Mr Cristo sempre nudo e sempre verme esce dal bar dove ormai ogni persona ogni animale e ricoperto del suo sperma angelico. Dopo la grande fatica nell'uccidere tutti gli infedeli si reca al primo bazar disponibile per comprare delle spezie piccanti per pulirsi il culo in quanto usanza dell'epoca per i cristiani.

Il negoziante nel piccolo bazar chiede “Salve cosa prende?” .. Mr Cristo non risponde .. lo guarda negli occhi e non risponde .. il negoziante allora esclama “PORCO DIO cosa prende non mi faccia perdere tempo ci sono altre madonne dopo di lei pronte a spendere”. Mr Cristo sempre nudo si gira senza dire una parola, si china a 90 ed improvvisamente litri e litri di diarrea escono dal suo ano travolgendo tutto compreso il negoziante che muore soffocato dalla merda.

Mr Cristo quindi un pò affranto si gira e prende la prima madonna che trova per chiedere un vestito. Mr Cristo quindi trova un saio lo indossa e andando via esclama l'ennesima parabola finale “Se il negoziante fa il lestofante , non indugiare e con forza mettiti a cagare” .. nel giro di poco tempo tutta Gerusalemme con questo sistema ricopre totalmente di merda tutto.

Fine Seconda Puntata.

Senza respiro debole cuore,
senza sorriso nero fiore,
nel sangue, soffocato,
nasce. - Non piange: - è
muto e deforme: è simile a uno straccio
gettato dal torrente sull'argine. -
Creatura miserabile, mai pupilla
vibrò nel suo occhio, desiderio
nel suo petto:era simile
alla mia cieca speranza, che la mia anima
caccia via dal suo abisso,
per diventare soltanto un cadavere.

Nato morto: oh, invano
tua madre attese con il bacio
le rose delle tue labbra: -
esse vennero fuori appassite:
invano tessé con canti
la camicia del tuo sacro battesimo: -
essa diventò il tuo lenzuolo funebre.
Perché, dimmi (lascia che
la sete d'amore di una madre
ti faccia parlottare) alla nostra vita
perché ti affrettasti così?
Il tuo feto, senza aver superato
la sua sacra fame di nove mesi
del corpo generatore, d sangue,
perché, intatto raccolto,
per la fretta verso la culla,
precipitò nella tomba?
Quale fiore ti affascinò
qui fuori? O dietro a quale
farfallina
volevi correre qua e là sulla terra?

Oh, sofferenza: - tale è per voi
(spesso) per voi è
l'aborto, povere Incinte,
al carro della fame, dei lavori forzati
aggiogate Incinte;
fino a quando il vostro petto si consumerà
per la zanne della fame,
voi non avrete sangue
per sangue, carne per carne:
fino a quando sarete a mille pesanti
fatiche destinate,
l'istinto del sesso, il bacio
virile per voi è un male:
i vostri uteri singole
piccole tombe saranno. -
Mentre con un latte debole
mese dopo mese, goccia dopo goccia,
si riempiono le vostre mammelle:
mentre inconsapevoli sorridete,
nel sogno, agli infantili
occhi neri, alle labbra
(rose parlanti) e al
dolce balbettio che vince l'usignolo,
in profondità, dentro di voi, - muto delitto! -
la nera morte un essere, senza voce,
con il vostro intestino soffoca. -

—  L'aborto - Daniel Varujan

Mi sento soffocato, incapace di mantere sana ogni relazione sociale, dalla più primaria alla più complessa, incapace di esprimere ogni forma di emozione, dalla più angosciosa a quella più gioiosa, una totale inibizione nel comunicare qualsiasi forma corretta di espressione, una totale assenza di valori ideali obiettivi, solo una grossa ricerca caotica di me stesso, della mia strada, dei miei desideri, un miscuglio generale di vorrei e non posso, di andrà meglio domani, un grosso punto interrogativo tra me e quello che c'è fuori, questo sento, capace di confidarmi solamente su enormi pagine bianche, capace di parlare solo attraverso la scrittura, l'unica vera fonte di confessione per non implodere