Praticamente tutte le minoranza etniche e religiose erano rappresentate nel caravanserraglio della protesta ambientale (a NY), ed è legittimo domandarsi se sia venuto prima il carattere climatico della manifestazione o la voglia dei manifestanti dell’ampio spettro della sinistra di saltare su un carro abbastanza grande per tutti. La battaglia climatica si presta a fare da sfondo a qualunque rivendicazione antisistema. Protestare contro il clima significa battersi contro le multinazionali che distruggono il pianeta, contro i governi che non fanno nulla, contro gli speculatori che controllano il prezzo dell’energia e presentano il conto alle famiglie meno abbienti sotto forma di bollette. Per legare la battaglia ambientale alla crisi abitativa della middle class impoverita bastano un paio di passaggi. Per questo hanno inventato il termine “giustizia climatica”, che combina l’anima radical e quella onusiana, una specie di abbraccio fra Piketty e Ban Ki-moon. La manifestazione ha avuto il suo proseguimento ideale lunedì con l’iniziativa “Flood Wall Street”, che già nel nome contiene l’idea apocalittica dell’inondazione. Immancabile l’intervento di Naomi Klein, che nel suo ultimo libro lega la crisi climatica al capitalismo.
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http://www.ilfoglio.it/articoli/v/121187/rubriche/il-carro-della-giustizia-climatica-affollato-il-summit-dell-onu-deserto.htm

"giustizia climatica", "crisi climatica colpa del capitalismo" (già, dopotutto la Cina, primo inquinatore del Pianeta, è passata al "capitalismo di Stato" che è un po’ come dire comunismo imprenditoriale). Sintomi chiari: a sinistra abbiamo nulla più che un delirio pre-morte, accompagnato dai soliti incontrollabili spasmi e deiezioni.

Ogni sterzata in senso riformista in Europa occidentale ha un prezzo: l’inasprirsi della guerra tra le due sinistre. Oggi è il turno della Francia e dell’Italia, le ultime trincee ideologiche di una sinistra immobilista e conservatrice che teme ogni cambiamento come una profanazione, se non un tradimento della propria identità, e nobilita ogni difesa corporativa con il richiamo rituale ai sacri princìpi violati dall’«usurpatore» di turno.
Posso farti un gioco?
Sai qual è la destra vero? E’ quella che sta alla tua destra.
E la sinistra sta alla tua sinistra.
Ci sei fino a qui?
Okay, prendi la mano destra e mettila sulla spalla sinistra.
Fatto?
Poi metti la mano sinistra sulla spalla destra.
Ora stringi forte.
Rimani cosi.
E stringi forte, forte, forte.
Era un mio abbraccio.
Erano attratti l’uno dall’altra. Bastava guardarli per capire che c’era qualcosa che li legava fortemente. Sembravano due bambini che giocavano a rincorrersi e desiderarsi ogni istante. Erano abbracci, carezze, parole di conforto, suggerimenti, qualche pizzico di gelosia non manifestato. Erano tante cose, solo che avevano paura di dirselo. E capita di perdersi, mancarsi e farsi del male. Far regnare l’orgoglio, i rimorsi, i ripensamenti. In fondo però, c’era qualcosa che li avrebbe legati per sempre e un giorno si sarebbero ritrovati per creare quello che in passato non erano stati abbastanza coraggiosi da costruire.
—  Susanna Casciani, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
Ero io quella che non era
all’altezza, quella che avrebbe rovinato
tutto. Avrei rovinato anche lui. Un
giorno mi avrebbe odiato e non avrei
sopportato il suo sguardo quando fosse
giunto a quella conclusione.
—  Jamie McGuire; uno splendido disastro.

Cervello sinistro. Sono scientifico.Un matematico.Amo la consuetudine.Categorizzo.Sono accurato.Strategico.Sono pratico.Ho sempre il controllo.Realistico.Sono ordine.Sono logica.So esattamente chi sono.Sono la parte che mi permette di affrontare la vita.

Cervello destro. Sono la creatività.Uno spirito libero.Sono passione.Desiderio. Sensualità.La sensazione della sabbia sotto il piede nudo.Sono movimento.Colori brillanti.Sono immaginazione senza limiti.Arte. Poesia.Intuisco.Sento.Sono la parte che mi può rendere FELICE.

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