Vuoi che te lo dica?
Era tutta la vita che non mi sentivo così bene con un uomo. Non sapevo nemmeno che si potesse provare un sentimento simile per qualcuno. Non sapevo che la passione fosse compatibile con l’ammirazione, l’umorismo e la tenerezza. Sei il solo che mi abbia fatto leggere dei libri, il solo che mi ascolti davvero quando parlo, il solo agli occhi del quale non mi senta troppo stupida, il solo che non giudichi le mie battute non meno sexy delle mie gambe, il solo che veda in me qualcosa di più di una ragazza da sbattere.
Ma sei troppo stupido per rendertene conto.
—  Guillaume Musso - La ragazza di carta

"Era diversa. Per sentirsi veramente viva aveva bisogno di qualcosa simile a una poesia. Una poesia squisitamente erotica. Un concetto il più vicino possibile a una sensazione carnale. Non, come accade agli uomini, un’idea che si trasforma in sensazione carnale, bensì una sensazione carnale che si trasforma in idea, che prende a rifulgere come un gioiello di carne…” 
Mishima Yukio

anonymous said:

I'm sending you tons of hugs at this very moment cuz it looks like a rough night and I figured you'd need 'em. I am also sending you metaphorical sangria, because that is my metaphorical drunken state of choice and I metaphorically figured it would metaphorically help (in a non-simile way). Also, cuz it's red. Read is immortal. Just like Jamie's hair. Not Jamie (sadly). But those locks will go on and oooooooon. *peace, Celin Dion out*

it sounds like youve had a bit of sangria yourself anon haha thank you but my drink of choice is Pellegrino (tho right now its with orange juice bc illness)

but thank you so much you are so sweet — its been a rough week with this sinus infection so everythings still a little fuzzy and i spent the night writing an outlander review hahaha SO IM REALLY TIRED WHY AM I STILL ONLINE its like people can sense when im going to sleep and decide right then to talk to me haha

no but really i appreciate the nice thoughts and virtual hugs xx

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Non t’ho amato e t’amerò
anima e pelle senza tempo
finché il cuore urlerà vita, t’amerò
senza tempo, pelle e anima per sempre

T’amerò mio atteso amore
come mai t’ho potuto amare

Amerò le tue pieghe, sagge
del tuo vestito d’anima, a me simile
come mai ho potuto amar, la pelle giovane

Amerò i tuoi capelli, seta bianca
il tuo viso da essi illuminato
come l’amore ama i colori,
ch’io di te non ho mai amato

Amerò i tuoi occhi stanchi, verde mare
come i miei di cielo, in te, so amare

L’orizzonte che noi insieme, siamo


Maria Antonietta C.

kalenyx said:

Maria.

Ciao Mar,
ti ricordi quando ci chiamavamo così?
Erano bei tempi.
Sei stata la mia prima amica arrivata alle superiori.
Io così chiusa, mi guardavo intorno a scrutare gli altri 26 volti in quella 1A, non mi riconoscevo in nessuno di loro.
Poi tu hai iniziato a sederti accanto a me ed io ho iniziato a scoprire che eri molto più simile a me di quanto potessi credere.
Quando scegliemmo entrambe di frequentare pittura fui felice.
Ritrovarti in quella nuova e più amichevole 3D fu un ulteriore piacere.
Peccato che quello fu l’inizio della rovina.
Non mi aspetto un grazie per le volte in cui venivo ad assisterti in bagno durante le ore di lezione, tu troppo ubriaca o fatta per rendertene conto.
Forse avrei dovuto starti più accanto, forse avevi più bisogno di me.
Rimarrà sempre un mio rimpianto.
Sono comunque contenta che tu ti sia rimessa in piedi.
Questo è stato il primo anno in cui non mi sei stata affianco in classe, hai scelto di cambiare indirizzo..sai che hai fatto una cazzata.
Mi spiace per il sottile velo di indifferenza che ci divide ora, crescendo ciò che prima ci univa ci ha diviso.
I nostri universi che apparivano così simili sono mutati in qualcosa di totalmente diverso.
Grazie per il passato insieme, ti ho voluto bene.
Grazie per i fiori che ogni compleanno mi hai regalato.

anonymous said:

il colore che hai adesso è simile a quello che avevi in precedenza(prima di iniziare a tingerli)?

No, è molto più scuro.

I’m not the most
put together person.
I’m really a small
hurricane of a girl.

I am not a metaphor
or a simile.
Not a murder mystery
or a floral print dress.

I am flesh and blood,
bone and sinew.
I bend and break,
and snap back again.

I will keep you on your toes,
and never let you rest.
I will love you with everything
I have.

I will suck your marrow dry,
if you look at me the wrong way.
I am unafraid,
and I have nothing to lose.

I am a stack
of paperback books
and a broken
typewriter ribbon.

I am gale force winds,
and raindrops like steel.
I am wounded pride
and a mended fence.

I am learning to forgive myself.

How vulnerable
we would all be if longing
shone through our bodies,

if our skins were translucent
lanterns flushed with yellow flame

leaping in the strange
and unpredictable winds
of our desire, like

the neon Morse code fireflies
use to brazenly flick the night.

—  Lee Ann Roripaugh, section 3 “Lumen” from “Bioluminescence,” in On the Cusp of a Dangerous Year (Southern Illinois University Press, 2009)
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