sfiorati

Niente sembra più così importante da essere trascritto. Potrei raccontarti di quanti bei baci mi sono lasciata dare oggi, ma alla fine che importa? L’altra sera mi sono trovata in mezzo a tanta gente che cantava senza preoccuparsi di perdere la voce. Ballavano tutti come se non avessero un cuore, come se non sentissero la fatica ed è stato rilassante per due minuti e mezzo pensare che forse la libertà fosse quella cosa lì: ascoltare canzoni d’amore senza essere innamorati e ballare senza paura di essere sfiorati. Qualcuno poi mi ha trascinato via: faceva troppo caldo e si sudava a dismisura, così anche quella piccola gioia è svanita insieme a tutto il resto. Ricordo ancora quando tutta eccitata volevo immortalare gli arcobaleni, la luna, le prime margherite dell’anno. Ricordo ancora quanto fossi ingenua, allora. Credevo (o forse speravo) che mi sarei emozionata per sempre in quel modo. Pensavo che con il tempo le sensazioni che provavo sarebbero rimaste intatte. Non ritenevo possibile che qualcosa (o qualcuno) potesse scalfirle. Non mi sono mai piaciuta e allora ho finito per cambiare. Certo, non sono ancora brava a parlare in pubblico, ma non piango più se qualcuno si dimentica di ringraziarmi o di volermi bene per un giorno o due. Capisco.
Capisco tutto e non mi interessa niente. Non so che scriverti, a parte il fatto che mi dispiace. Ti andavo bene come allora, come quella che ero e adesso ti ritrovi accanto qualcuno che non ti ricordi di aver mai incontrato prima. Mi dispiace essere cambiata così tanto, aver smesso di sperare che qualcuno mi prendesse per mano e mi chiedesse di ballare come si usava tanto tempo fa. Mi dispiace non avere più niente da ricordare e mi dispiace per tutti i giorni pieni di nebbia e di stanze troppo fredde. Sono contenta che tu non possa vedermi adesso, perché più di tutto quello che ho ammesso ti spaventerebbero i miei occhi. Mi dispiace, ti piacevano così tanto e io li ho lasciati altrove, chissà dove, chissà a guardare cosa, credo un prato. Una collina. Un gatto addormentato al sole.
Mi dispiace, magari domani.
—  Susanna Casciani
Dopo un mese e mezzo senza vederlo, le mie mani hanno iniziato a tremare quando,per puro caso, ci siamo sfiorati.
Le tempeste che mi scatena nel petto ogni volta sono ineffabili, la nostra storia va aldilà delle parole.

E mi sono innamorato di te, dal momento in cui, bendati, ci hanno messi uno di fronte all’altro e tu, subito, hai capito quello di cui avevo bisogno, subito le tue mani mi hanno accarezzato le braccia, il petto e il viso, subito mi hai abbracciato e, con la musica sotto, abbiamo improvvisato un lento, tu dritta e io piegato con la testa sulla tua, e ci siamo abbracciati e sfiorati, conosciuti in quei minuti al buio, e mi sono innamorato dei tuoi capelli morbidi, della tua capacità di aprirmi come una scatoletta, senza conoscermi né avermi mai visto, del tuo profumo speziato, della tua dolce bassezza, delle tue guance soffici, del tuo maglioncino bucherellato, della tua capacità di superare il non conoscermi, della tua capacità di non pensare al dopo, della tua capacità di conoscere uno sconosciuto, del tuo affetto nascosto in semplici gesti, in altre parole mi sono innamorato di te. E quando chiudo gli occhi rivedo l’interno della benda e risento su di me le stesse cose che ho sentito in quei minuti insieme a te.

Venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso

- Alessandro Baricco, Oceano Mare

sedicinovembreduemilaquattordici asked:

Valeria e Gaia

«Venivano dai più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capi a piedi
l’universo, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo
sguardo e già lo sapevano, questo è meraviglioso. Questo continuerebbero a raccontare, per sempre, perché nessuno possa dimenticare che non si è
mai lontani abbastanza per trovarsi.»
A. Baricco

Venivano dai più lontani estremi della vita, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, e invece neanche si erano dovuti cercare. Questo è incredibile. E tutto il difficile era stato il riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è meraviglioso. Questo continuerei a raccontare, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi. Lo erano quei due, lontani più di chiunque altro.

E ci risiamo, ho di nuovo il tuo profumo addosso ed il tuo sapore sulle mie labbra ed ho paura. Ho paura perché siamo come due pianeti, che si incontrano ogni anno per poi tornare a percorrere le loro orbite, separate, ed ho paura perché presto potresti tornare sulla tua orbita, e io non vorrei essere un pianeta qualsiasi, vorrei essere il tuo sole. Sto tanto bene con te sai? E mi manchi appena te ne vai, e so che un giorno potresti non tornare, ma forse è proprio questo, fra le mille altre cose, che mi fa essere innamorato di te, perché anche se so che prima o poi tornerai indietro, che potresti orbitare attorno ad un altro sole, so anche che ne vale la pena, ne vali la pena, e che nella memoria dello spazio che avremo percorso assieme, perquanto così piccolo rispetto all’universo che ci circonda, rimarrà sempre il ricordo di noi, due pianeti che si sono incontrati, che per un istante si sono sfiorati divenendo umani.

E magari tu non te lo ricordi nemmeno, ma sai, io quei momenti me li ricordo, perché mi facevano sentire così piena di te. 

Ricordo quando eravamo insieme, quando eravamo stesi sul tuo letto; io con la testa appoggiata sul tuo petto, con quel tuo profumo che mi entrava nelle narici, mi entrava dentro quel profumo, come quando mi davi una delle tue felpe per tornare a casa la sera, perché faceva freddo, e io facevo la fighetta e non mi vestivo. Mi ricordo noi due stesi sul letto, io a farti grattini, a darti baci, quei baci che piacciono a noi, quelli sfiorati, quelli che ti attraversavano il corpo, quelli che ti davano un brivido assurdo. 

Ricordo che non parlavamo molto, sul tuo letto, che stavamo così bene, immersi nel silenzio. Ricordo che mi sentivo sempre in imbarazzo, che non volevo romperti, e nemmeno deluderti, che non volevo fare la stupida, per non farti pensare male di me; ricordo che volevo prendermi cura di te, che ti mettevo a posto i vestiti sulla sedia, a volte,che ti facevo il letto perché poi tua mamma se la prendeva con te. 

Ricordo che ti aspettavo mezz’ora sul tuo letto, mentre tu eri in bagno a guardati video su YouTube e a giocare sul telefono, ma io ti aspettavo, e non ti dicevo niente, perché sapevo che saresti entrato in camera di scatto e mi saresti saltato addosso, come facevi sempre, facendomi il solletico, per poi finire sotto una coperta fatta di baci e carezze. 

Ricordo così tante cose.

Ricordo in classe, quando mandavi via Tancredi per stare vicino a me; ricordo che c’erano le solite ore, per stare insieme. 

Ricordo che io mettevo sempre la mia gamba sopra la tua; ricordo che tu mettevi la tua mano sulla mia gamba e io ti facevo i grattini sul braccio; ricordo che appoggiavi la testa sul banco, durante le ore di italiano, perché ti annoiavi mentre io facevo gli esercizi di grammatica, e ogni tanto ti davo i baci sul collo, per ricordarti che ero lì, vicino a te, come lo sono sempre stata.

Ricordo la prima volta che abbiamo fatto l’amore; ricordo che c’era tanto di quell’imbarazzo, ricordo che nessuno dei due sapeva cosa fare. Ricordo, poi, il dopo, in pergolo. Tu che fumavi e io, seduta davanti a te, che ti guardavo. 

Ricordo che a volte mi perdevo nel guardarti, non so perché. Mi sentivo così bene quando ti avevo vicino, quando mi tenevi la mano e mi facevi i grattini, quelli che io adoravo.

Guardarti e stare con te era una droga, e io ne avevo bisogno. 

Ricordo che mi sentivo così bassa, ma mi piaceva così tanto; mi piaceva stare accanto a te e sentirmi protetta.

Sai, ieri ero da una ragazza per aiutarla a fare una tinta, e con lei c’era anche il suo ragazzo. Te lo giuro che mi sei tornato in mente; per quello ti ho scritto, anche se non avrei dovuto farlo, ma chi se ne importa.

Lui era identico a te, e lei era così simile a me, erano così dolci. Lui le stava accanto, ed erano così belli, come noi due una volta. 

Stavano insieme da molto tempo, quasi tre anni, e stavo pensando ad una cosa: se ti avessi dato la milionesima possibilità di cambiare, e di dimostrarmi che ci tieni, forse saremmo ancora qui, a tenerci la mano e stare insieme. 

Non so se sia tutta colpa mia, ma la mossa finale l’ho fatta io, ho deciso io di lasciarti andare. 

E ricordo che mi avevi detto che chi piange, prendendo una decisione, è debole e capriccioso, ma io ti dico che ero molto debole, ma non capricciosa. Ero triste, come una merda, ma innamorata persa. Non è una coppia vincente, essere tristi e innamorati. 

Ricordo quanto ero felice che tu avessi trovare un’amica; ricordo quanto ero felice che con Rachele ti sentissi a tuo agio; ricordo anche che un po’ mi dispiaceva non essere io, quella vicino a te, ma ero contenta per te, e volevo che funzionasse. 

Ricordo tante di quelle cose, tutti quei piccoli e bei momenti che non dimenticherò mai, come quando ho scritto nel tema di italiano che non avrei mai voluto dimenticarti. Lo pensavo davvero, sai? 

Ora ho capito che anche se volessi, non ti dimenticherei comunque, perché amando una persona, non la si può dimenticare.

E mi dispiace così tanto che tu non mi abbia creduto. Mi dispiace che tu non ti sia fidato delle mie parole, che tu non abbia chiesto spiegazioni a me, che tu abbia creduto alle voci. Allora te lo voglio spiegare ora.

E’ vero, ho baciato quel ragazzo, settimane dopo che ci siamo lasciati, io e te, dopo essere tornata dall’estero, e poi l’ho lasciato lì, me ne sono andata, perché avevo capito di aver sbagliato.

Ci ho provato davvero a dimenticarti, ma non posso e non voglio. 

Non era mai la stessa cosa. Non era mai come quando ero con te, mai quel brivido, mai quei baci, ma la stessa cosa. Mai tu. 

Mi dispiace così tanto che tu non mi abbia creduta, e odiami quanto vuoi per questo messaggio chilometrico, ma lo sai meglio di me che adoro scrivere, soprattutto a te, soprattutto a queste ore, soprattutto di te. 

Ah si, ricordo ancora quella sera in cui mi hai parlato di Rachele e la canzone che mi avevi fatto ascoltare. Ricordo ancora Blue Sky, e ricordo anche te.

E sai tutto ora, ma forse l’hai sempre saputo, e forse non ti interessa, ma ho così tanto bisogno che tu mi stringa ora, ho così tanto bisogno di te, perché ti amo. Come la prima volta, come un anno fa, come prima, come l’altra sera, come la settimana scorsa e come ti amerò domani mattina, anche senza una tua risposta, che spero tanto di ricevere, perché mi miglioreresti ogni singola cosa. 

Ma ricordati lo stesso che sono innamorata di te, e sarò qui, qui ad amarti, a farti incazzare, a darti del coglione, ma sarò sempre qui.

Perché ti amo.

E sei ciò che voglio, ciò che non ritroverò mai, ciò che ho perso e che spero di riconquistare.

Ora sono io che ti corro dietro, vedi? 

Io che ti cerco, che ti dico ciò che provo. 

Ora sono qui, per te. 

Oggi stavo camminando per i corridoi della scuola quando ad un tratto un’ amica mi tocca la spalla e trovata la mia attanzione mi indica un ragazzo e una ragazza che mentre camminavano si sono sfiorati il dorso delle mani. Lei è scoppiata a ridere dicendo “ridicoli non hanno nemmeno il coraggio di tenersi per mano”. Io quel breve contatto l’ho trovato uno dei gesti più semplici e dolci che avessi mai visto.

Blucomeilmaredellanima

Gli occhi si aprono lentamente, la realtà prende piano piano il sopravvento insieme al giorno, che si prepara a mostrarsi.

Sono in terre sconosciute, terre in cui i campi gridano a gran voce “infinito”.
Terre mai viste prima, ma non ho paura…il mondo è casa…la vita è passione…e la morte, è solo un illusione.

Mi sento vivo…ogni cosa nuova…i miei piedi nudi, sfiorati dal vento, la leggera rugiada mattutina…il nero, che si unisce al blu, per poi disperdersi nei gemiti del sole….e con il rosso, all’orizzonte.

Le foreste attorno mi sussurrano storie a bassa voce…ed io, in silenzio, apprendo…

anonymous asked:

Nel pullman c'è un ragazzo che mi piace e non so come dirglielo, il problema è che non abbiamo mai parlato, ci siamo solo sfiorati di alcuni sguardi ma ultimamente ho notato che guarda in continuazione mia cugina e questo mi fa star male che faccio?

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Struggiti finché vuoi, ma sai che non tornerà. Dilania ancor di più le palpebre dei tuoi occhi con quel pianto disperato se ti fa sentire meglio, ma sai che non tornerà. Guardati allo specchio finché non riconoscerai più il tuo riflesso se pensi possa servire a ricordare com’era essere guardata da lui, fai pure, ma sai che non tornerà. Sfiorati le labbra e prega per un suo ultimo bacio tu che alle preghiere non hai mai creduto, implora finché avrai fiato in gola, ma sai che non tornerà. Fissa la finestra con sguardo apatico e inverno nel cuore, trattieni il respiro finché non sentirai scoppiare le tempie, ma sai che non tornerà. Urla in un cuscino quanto sia ingiusta la vita con te che non le hai mai chiesto nulla se non un po’ di serenità, digrigna i denti finché non li sentirai stridere, ma sai che non tornerà. 

Sii consapevole di sapere che non tornerà, stringi i pugni fino a conficcare le unghie nella carne, senti il dolore, torna a sentire ogni sensazione una dopo l’altra, fatti del male e poi vai avanti.

Apple & Samsung Insieme Come Più Grandi Produttori Di Smartphone Del 2014

Non stupisce una notizia proveniente da Strategy Analytics che rivela che Apple & Samsung si sono praticamente sfiorati nella vendita di Smartphone, soprattutto nell’ultimo trimestre del 2014. Gli ultimi dati di Strategy Analytics, basati sulle spedizioni globali, dimostrano che Apple è stata esattamente alla pari con Samsung durante l’ultimo trimestre del 2014 nella corsa alla […]

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i sogni… come soffioni di campo. Innalzano su stelo flessuoso i soffici globi piumosi. Tremano i semi congiunti dal vento sfiorati ed è subito volo di piccoli ombrelli sfrangiati.. #soffione #sogni #mountain #montagna #Asiago #marcesina #enego #venetissimo #igersasiago #igersvicenza #igersitalia #igers #estate #summer #venetodigitale by vale_piga07 http://ift.tt/1zcBCMN