selciato

Scrivere una prefazione è come affilare la falce, accordare la chitarra, chiacchierare con un bambino, sputare dalla finestra. […] Scrivere una prefazione è come suonare alla porta di qualcuno per prenderlo in giro, come passare sotto la finestra di una ragazza fissando invece il selciato, come cercare, col bastone in aria, di colpire il vento, come agitare il cappello senza salutare nessuno, come mettersi a guardare le anitre selvatiche dalla collina di Valby. Scrivere una prefazione è come essere arrivati con la diligenza alla prima stazione e fermarsi sotto la tettoia buia con un presentimento di quello che accadrà, vedersi aprire la porta e con la porta il cielo, fissare davanti a sé la strada maestra, che nasconde sempre dell'altra strada dietro di sé, adocchiare l'attesa segreta del bosco, il sentiero che scompare seducente in lontananza; udire il corno del postiglione e il cenno d'invito dell'eco, udire il cocchiere schioccare forte la frusta e il bosco ripetere confusamente quello schiocco, ascoltare le chiacchiere allegre dei viaggiatori. Scrivere una prefazione è come essere arrivati, trovarsi in un soggiorno accogliente, salutare una persona molto desiderata, sedersi in una poltrona, riempire la pipa, accenderla - e avere infinite cose da raccontarsi. Scrivere una prefazione è come accorgersi che ci si sta innamorando. L'anima dolcemente inquieta, la rinuncia al segreto, ogni avvenimento un accenno alla dichiarazione. Scrivere una prefazione è come ascoltare il ramo del pergolato di gelsomini e scoprire che ci si è nascosta dentro il mio amore.
—  Soren Kierkegaard
«Nulla due volte accade
nè accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
nè due baci somiglianti,
nè due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perchè tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei perciò devi passare.
Passerai e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti tra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.»

– Wislawa Szymborska.

Questa poesia mi ha fatto gelare il sangue tempo fa. Mi sono bloccata a “gracili le ali” e ho pensato “Mioddio quanta meraviglia.” Accorgersi della bellezza di un essere umano e addolorarsi perché gli altri -ciechi- non riescono a vederla, andando oltre. E cosa fare poi, noi -unici- ad aver scoperto quella verità? Cosa farne? Se poi tenersela per sé diventa un dolore inconsolabile? Dove si possono gettare le scoperte che si vorrebbe non aver mai fatto?
Non voltatevi mai dalle scale.

SE T’HANNO ASSOMIGLIATO…
di Eugenio Montale

Se t’hanno assomigliato
alla volpe sarà per la falcata
prodigiosa, pel volo del tuo passo
che unisce e che divide, che sconvolge
e rinfranca il selciato (il tuo terrazzo,
le strade presso il Cottolengo, il prato,
l’albero che ha il mio nome ne vibravano
felici, umidi e vinti) – o forse solo
per l’onda luminosa che diffondi
dalle mandorle tenere degli occhi,
per l’astuzia dei tuoi pronti stupori,
per lo strazio
di piume lacerate che può dare
la tua mano d’infante in una stretta;
se t’hanno assomigliato
a un carnivoro biondo, al genio perfido
delle fratte (e perché non all’immondo
pesce che dà la scossa, alla torpedine?)
è forse perché i ciechi non ti videro
sulle scapole gracili le ali,
perché i ciechi non videro il presagio
della tua fronte incandescente, il solco
che vi ho graffiato a sangue, croce cresima
incantesimo jattura voto vale
perdizione e salvezza; se non seppero
crederti più che donnola o che donna,
con chi dividerò la mia scoperta,
dove seppellirò l’oro che porto,
dove la brace che in me stride se,
lasciandomi, ti volgi dalle scale?

—  Montale
Il flâneur per Walter Benjamin

“La strada conduce il flâneur in un tempo scomparso. Per lui ogni strada è scoscesa. E scende se non fino alle Madri, tuttavia in un passato, che può tanto più ammaliare in quanto non è il passato suo proprio, privato. Eppure esso resta sempre il tempo di un’infanzia. Perché, però, quella della sua vita vissuta? Sull’asfalto, dove egli cammina, i suoi passi destano una sorprendente risonanza. Il lampione a gas che illumina il selciato getta una luce ambigua su questo doppio fondo.

Chi cammina a lungo per le strade senza meta viene colto da un’ebbrezza. Ad ogni passo l’andatura acquista una forza crescente; la seduzione dei negozi, dei bistros, delle donne sorridenti diminuisce sempre più e sempre più irresistibile si fa, invece, il magnetismo del prossimo angolo di strada, di una macchia lontana di foglie, del nome di una strada. Poi sopravviene la fame. Egli non vuole saper nulla dei mille modi per placarla. Come un animale ascetico si aggira per il quartiere sconosciuto, finché sfinito crolla nella sua camera, che lo accoglie estranea e fredda.” ( I “passages” di Parigi, Walter Benjamin)

elegia

Ricorderò gli alberi aggruppati
in quel breve vialetto
e gli ardui gradini dell’ingresso,
ricorderò le scale
e la porta.

E poi lo sperdimento nell’uscire,
il breve capogiro
dell’esterno,
e il selciato sconnesso
oltre il cancello e i cassonetti,
il silenzio, la strada deserta,
i miei passi,
le lucette dell’auto, obbedienti.

E l’argento tremulo di un grillo,
il suo canto insistente
sommesso
nell’ari…

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#majakovskij # sul selciato della mia anima, battuta in lungo e in largo, i passi degli alienati incrociano i calcagni di dure frasi. Dove impiccate sono le citta’ e nel nodo d'una nuvola s'irrigidiscono i curvi colli delle torri, io vado solo, a singhiozzare, perche’ dal crocevia sono crocifissi i metropolitani.

Retha Mazur by claudius 1954
Via Flickr:
<i>Lo Spirito del Vento del Lago</i> “ Geranio dal sangue amaro, non guardarmi come se fossi io il soffio che tanto ti turba, che ti toglie i petali rossi e li butta a sporcare il selciato… &quot; <i>Davide Van De Sfroos</i> __________________________________________________