Ciao, sono rossella e ho sedici anni.

E me ne danno sempre di più, così per evitare complimenti e cazzate varie, ricomincio la frase dicendo:

 Ciao sono rossella e faccio diciassette anni a febbraio.


perché il diciassette è un numero più grande e alle persone piace così.
Per me l’età è SOLO un numero, perché personalmente io sono più grande dei miei sedici anni, e certa gente è più piccola dei suoi quaranta, cinquanta e così via.
Sono tristemente simpatica e simpaticamente triste, la ragazza che vedrai sempre ridere e mai piangere, perché è gelosa solo delle sue lacrime, se mi portan via i ricordi come faccio ad andare avanti? 
Non sono mai fidanzata o sentimentalmente instabile, perché non riesco.
Finché c’è uno sguardo o un bacio che m’importa?
Ragiono come un maschio, e son tutto fuorché femminile.
I miei capelli non hanno un colore preciso e tanto meno una forma precisa.
Ho chili in più e brufoli random se capita ma ci rido sopra perché coi brufoli prendo la penna e ci disegno fiorellini e con la pancia tengo riparati tutti gli altri organi.
Ci son tante persone che vogliono il mio bene e possono provarci in tutti i modi, ma io non glielo cedo, poi ci son tante altre che ad ogni cosa dicono “ma è per il tuo bene” e mi parte in automatico un “se davvero pensi e credi di conoscere il mio bene dovresti valutare l’idea di chiudere quella fogna di bocca e lasciarmi perdere, perché sto bene così con me.”
Sono un’asociale e mi preferisco così a chi è ASS-SOCIALE e rende il culo pubblico a tutti.
Non capisco chi si vanta di certe cose e chi si vanta in generale.
Perché una persona dovrebbe vantarsi di andare in discoteca? (io non faccio testo perché la discoteca non mi è mai piaciuta, e sono una vecchia ma questa è un’altra storia)
Davvero, datemi una spiegazione razionale.
Tenetevi stretta la vostra discoteca, io preferisco un libro e le cuffiette.
Mentre le ragazze alla mia età cambiano fidanzato come se cambiassero le mutande (no dài scherzo, le mutande non le hanno quasi mai), io cambio il tema su Tumblr, e mentre loro riempiono i cassetti con vestiti, fiocchetti e i loro scatti con la reflex dell’amica mentre hanno tutto fuorché i loro amatissimi vestiti e tacchi, io nei cassetti ci metto sogni e speranze, schiacciati da una marea di calzini ormai macchiati e consumati (non posso farci niente, è più forte di me camminare per casa senza ciabattine) e magliettone extralarge perché non m’importa se non mi si vedono le curve, io sto comoda così, e l’unica curva che m’importa è quella del sorriso.
Che poi c’ho le rughe a furia di sorridere sempre è un altro conto, le riconosci stanno intorno alla bocca e vicino gli occhi.
Perché mi sorridevano di più gli occhi prima.
A Heidi i monti, a me gli occhi.
Sei triste ross, sei triste.
E ascolti musica che per poco ai live non ti vedevi Gesù di Nazareth.

VECCHIA sono una vecchia.
E i miei sedici anni (a febbraio diciassette) non c’entrano un bel niente con me.

Il punto é che lei non capisce.
Non è che non vuole, non è che non ci prova
non capisce e basta.

E non ci sono discussioni, non ci sono ragionamenti, non ci sono santi che possano convincela dell’amore finalizzato al semplice amore.

quello del “finché stiamo bene insieme”.
Quello che non ti chiede da che famiglia provieni, cosa vuoi fare della tua vita o quale scuola frequenti.
Quell’amore che è solo sentimenti,attrazione, scoperta, meraviglia, farfalle nello stomaco e confusione nel cervello.
Quando ti svegli la mattina pensando a lui, e vai a dormire allo stesso modo.
Quando non vedi l’ora di sentire quella campanella suonare per poter evadere da quelle mura che vi tengano separati.
Quando ti tremano le gambe prima di incontrarlo.
Quando leggi il suo nome in ogni libro.
Quando sei felice.
Quando hai quell’amore che ti rende felice.
Quell’ amore infantile, inesperto, che non conosce ancora angoscie, sacrifici.
Quell’amore che è solo amore, puro semplice amore.
Privo di esperienze,consapevolezza, forzature.
L’amore più sincero che ci sia.

Lei non capisce.

È stata cresciuta in modo diverso.
Le hanno inculcato in testa che per amare bisogna essere maturi, bisogna scegliere persone giuste e che siano del nostro stesso livello,che abbiano grandi aspirazioni e che quest’amore sia finalizzato al matrimonio.

E,in se, sono concetti giusti
ma non a 16 anni.

Sedici anni è l’età in cui tutto è concesso, dove non è mai troppo tardi per rimediare.
E si deve sbagliare, per imparare.
Si deve sbagliare, per crescere e maturare.
E sbagliare a sedici anni va bene, a 30 un po’ meno.

Come possiamo evitare i bugiardi, gli immaturi ,gli stronzi
se non li conosciamo? 
E quando dovremmo conoscerli,se non a 16 anni?

Ma lei non capisce.
E c’ha le sue convinzioni, e nessuno potrà mai cambiarle.
E devo tenermela così com’è,non c’è soluzione.
Per quanto possa parlarle,urlare,piangere o ribellarmi
l’avrà sempre vinta lei.

E questo è quanto,purtroppo.

Ciao, ho sedicianni e il mio sabato sera consiste nel leggere Il Trono di Spade in pigiama e tuppo anti-sesso con un pezzo di pizza farcito di mortadella in mano, ah, e fra un po’ inizia anche True Blood in versione originale. Ciao.

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