sciacallaggio

Belle parole martoriate.

Quello che più mi impaurisce di una strage, non è il fatto in se, già tremendamente esplicito nella sua natura, ma lo sciacallaggio che è intorno ad esso. Quello mi avvelena più di ogni altra cosa. Quando ero più piccolo ed ignorante, e sopratutto quando l’era della tecnologia non mi sparava mille opinioni al secondo in faccia, tutto ciò che era tragedia, dolore, morte, odio, rimaneva tale, o al massimo veniva modellato dalla mia opinione e da quella delle persone intorno a me, che comunque erano un numero accettabile, tanto da poter avviare dei confronti. 

Ora che sono più grande e possiedo mezzi potenti per informarmi meglio, scopro opinioni e “idee” che avrei sinceramente voluto non conoscere mai. Il mondo mi è diventato più cattivo, ignorante e becero e io che posso sapere tutto questo, non ho l’opportunità di dire la mia, senza creare uno tsunami di insulti, che di confronto non ha la benché minima forma.

Come si argina tutto questo che in realtà è sempre esistito ma di cui prima avevo forse solo un vago sentore?

E’ anche vero che è bello come messaggi positivi possano espandersi velocemente nello stesso pentolone dove sono rimescolate tante idiozie, ma la sensazione è che il bello sia effimero rispetto allo sporco dell’odio e dell’ignoranza e la cosa peggiore è appunto lo sciacallaggio che alimenta tale immonda minestra è che ne è la fonte inesauribile.

Un pensiero, pulito, bello, si perde nei meandri di questa foresta nera, perché viene trattato come un altro qualsiasi pensiero, come uno di quelli brutti, viene abbassato al suo livello, e diventa uguale agli altri. Anche tutti quello che ho scritto, che ha la pretesa e la presunzione di essere almeno un pensiero ben strutturato, si perderà come tutti gli altri bellissimi pensieri.

Lo sciacallaggio mira a questo, a rendere tutto uguale, tutto al suo basso livello, in modo che lo sciacallo, possa nuotare tranquillo nel suo mare di ignoranza.

Spetta a noi creare un onda anomala di bellezza, di libertà da odio e repressioni, e che di anomalia si tratti, perché di bellezza nel mondo se ne perde ogni giorni più che per un attentato, una tragedia, una strage, per tutti quelli che incitano all’odio e all’ignoranza come soluzione, come conseguenza.

Tra sciacallaggio mediatico e cultura del pensionato che coordina i lavori

Rimango sempre affascinato da quella categoria di italiani - ché altrove raramente succede - che trova interesse e piacere a soprassedere i fatti di cronaca nazionale. Sarei curioso di capire le motivazioni che spingono un cinquantenne romano o una coppia di ragazzi ad impiegare il loro tempo nel raggiungere una destinazione già sopraffollata di giornalisti per scattare foto ricordo di una tragedia, dove peraltro mancano ancora persone all’appello.

Non certo il racconto o la documentazione di un avvenimento. Nè solo la smania di protagonismo. Mi ricordano il vecchio Paolini, indiscusso protagonista dei servizi di Fede, che spingeva per apparire in un angolo della tv a lanciare il suo appello. Ecco, almeno quel personaggio, profeta del condom, aveva un messaggio da condividere. Queste persone da condividere hanno solo la loro mediocrità.

YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE gli One Direction hanno annunciato le date italiane!!!!

Vado subito a comprare 20 biglietti e a rivenderli alle ragazzine dicendogli che sono dei biglietti specialissimi grazie ai quali possono pure bombare Harry Styles così ce faccio i soldi veri

L’hastag #terremoto viene usato per aumentare la visibilità su twitter del noto sito di offerte “groupalia”; analizziamo la tattica di marketing lasciando l’etica a parte:

Il tweet è stato fatto in un momento in cui le persone sono particolarmente sensibili all’argomento terremoto dunque di conseguenza la loro promozione è molto impattante quanto errata. Se in mezzo a “top tweet” mi trovo enti che vogliono aiutare l’Emilia, raccolte fondi, descrizioni della tragedia, pensieri di chi vive il dolore ecc mi vedo sbucare: “fuggi dal terremoto e vai in vacanza” recepisco il messaggio con “rabbia” specialmente perchè è palese il linguaggio promozionale. é stato a mio avviso un enorme fail da parte di un azienda così importante nel web, sbagliando atteggiamento e tempistiche, ed ancora più sgradevoli le scuse che sono state fatte successivamente.

Si dice: “non importa che se ne parli bene o che se ne parli male, l’importante è che se ne parli” ; a mio parere non è sempre così.

PS: Groupalia al momento è nelle tendenze.

Mi ha fatto leggermente schifo vedere che ieri alla Feltrinelli sono stati esposti (e molto probabilmente lo sono oggi e lo saranno anche nei prossimi giorni fino a quando tutti ci dimenticheremo di lei) alcuni libri e DVD che parlano della Thatcher. Non erano passate neanche 12 ore dalla sua morte e già volete guadagnare qualcosa su di lei? Ma complimenti, sciacalli. Pace all’anima sua ma queste cose mi fanno schifo.

Il Corriere della Sera ha stampato un libro con i #JeSuisCharlie di vari vignettisti che è stato distribuito nelle edicole milanesi nella giornata di…

Al suo interno, il quotidiano milanese ha inserito una serie di vignette disegnate in solidarietà con Charlie Hebdo e raccolte sui profili social o sui siti/blog di noti vignettisti senza informare gli autori delle stesse. Lo scopo da parte del Corriere della Sera è stato evidentemente un vero e proprio atto di lucro, un atteggiamento meschino, tipico di chi intende il lavoro svolto dai fumettisti come privo di riconoscimento e in quanto tale, utilizzabile in qualsiasi momento per garantirsi più profitto.