RODOLF CASCETTE

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L’opera dello psicologo e filosofo Rodolf Cascette - noto per l’aforisma “Tutto è tua madre” - si inserisce nel filone del comportamentismo irrisorio del primo novecento. Le sue conclusioni rivoluzionano il mondo della psicologia ignifuga e sopprimono gli ultimi barlumi di buon senso dettati dalla vita comune e dal maschilismo storico. Dalle sue istanze prende vita lo sburrearismo, movimento istituzionalizzato da Andrè Pescion e le cui punte di diamante sono il pittore Totor Cachis e il cineasta Luiz Pugnet (noto per “Il Cane scattaruso”).  

A rivoluzionare il pensiero del novecento sono le scoperte laceranti sullo sviluppo e le perversioni del neonato. Celeberrimo il passaggio tratto dall’opera “Totti e Cafu” (Gauss, 1898): “Quando il bambino scoreggia nelle mani della madre, è chiaro che vuole possederla e prenderla come una cagna. Da adulto questo si trasforma in una prigionia del desiderio che plasticamente si rivela nelle richieste di carta igienica e asciugami alla madre, che ignara partecipa ad un rituale sessuale lungo millenni”. Oltre a questo, lasciano il segno le fantasmagoriche teorie sulla pallavolo (“uno sport alla cui base c’è il desiderio della donna di evirare l’uomo e quello dell’uomo stesso di partecipare ad orge omosessuali”), ma soprattutto le teorie sulla schiavitù e il rapporto con negri, albanesi e tifosi dell’Inter. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la rivoluzione copernicana in fatto di schiavismo, spiegata in “Schizziamo sul negrone” (Mondadori, 1902): per instaurare un rapporto più diretto con il proprio padrone, Cascette suggerisce al sottomesso di installare un wc non più ai lati del bagno, ma al centro. In questo modo, dopo una cena estenuante e/o nei soliti casi di diarrea, lo schiavo può mettersi alle spalle del padrone e prendere tutti i suoi schizzi color amaranto. Per evitare problemi, Cascette suggerisce di utilizzare una tela con cui coprire schiavo e padrone (qui si nota la sua passione per la fotografia), per rendere il rapporto ancora più esclusivo ed intimo. 

Dopo la pubblicazione di queste rivoluzionarie teorie, Cascette viene nominato primo ministro della Francia (e questo al lettore più attento risulterà conseguenziale). Muore nella sua stessa diarrea il 26 luglio del 1907, uccidendo anche il suo schiavo Juan Giampier Percoc. 

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I RIVOLTOSI DELL’ULTIMA ORA

Stuprami, cane onnivoro siculo e beffardo (2008) 7,5 / 10

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"I Rivoltosi della settima ora" sono un gruppo grunge che ha fatto della lezione dei Soundgarden una questione di principio e di soldi (facili). Ossessionati da Alice Cooper e dall’attaccante della Ternana anni ‘90 Massimo Borgobello, giovanissimi si ritrovano al bar a comporre piccole suite degne dei primi Ministry (e insomma, il pattume). A segnare la svolta per Giggio Sevenup (chitarre), Pippo Solidarnosc (basso) e Steve Cobret (batteria e voce) è l’incontro con Beniamino “Sgombro” Pizzighettone: i tre abbandonano così Antonio il barista rompi coglioni e logorroico, ideatore del Synth rock al tufo verde, e approdano così in una dimensione artigianale e marxiana. Dopo anni di tour e mescalina, nel 2008 pubblicano l’EP “Stuprami, cane onnivoro siculo e beffardo”. Lavoro pieno di sorprese, come la sentimentale “Sgombro, vasellina, ti sbatto giù in cantina”, inno eterofobo e devastante vicino ai Meat Puppets e all’oi! più depistante. Non sugli stessi livelli, ma con un occhio ai Porn Festival d’oltralpe e un orecchio alle Hits Charts dello Schiappone, ecco episodi come “Ho un rombo tra le gambe" e "Nei tuoi peli mi rivedo”. Ad attenderli, inaspettatamente, c’è un successo incredibile, con tournée infinite, video con trans e Ligabue e piste di cocaina interminabili. Dietro l’angolo, però, c’è un lungo silenzio che dura ancora oggi.

Dopo anni di rinvii, il 2014, sembra però quello buono.

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