Tutti vogliono il ‘cambiamento’… ma nn sanno nemmeno loro in che misura, dove, come… sanno il perchè ma non il come… non lo sanno perchè non sanno dove sono… cos’hanno attorno…vorrebbero stare meglio ma non conoscono tutta la realtà, verità… perchè se lo sapessero non vorrebbero il cambiamento bensì la FUGA!! Come è intrinseco nella natura animale. Nemmeno la peggiore delle ipotesi potrebbe avvicinarsi a quella che è la realtà…. Realtà fatta di numeri civici di cui si comprende l’importanza solo nel momento in cui si ha il ‘bisogno’ (???) di distribuire curricula… Realtà fatta di modificazioni del clima, evidente. Che però si giustifica ricercando nella recondita memoria episodi risalenti a 40 forse 50 anni prima cercando bizzarri parametri di paragone..Realtà che non sono palpabili, afferrabili ma che sono mere e palesi espressioni d’amore nella sua forma più primitiva, senza sfumature… inamovibili. L’amore. Seppur manifestandosi nelle sue sembanze, questo, spesso non è percepitp-accettato-riconosciuto come tale. Quest’ultima realtà per quanto solida nel suo essere e malleabile nella sua percezione non potrà mai venire meno se è espressa nelle sembianze descritte sopra. E se la persona destinataria di tale amore saprà riconoscerlo e accettarlo.

Pomeriggio a Sant’Eusebio. Fine marzo.

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A humble parish church today, the station for Friday of the Fourth Week of Lent is S. Eusebio (4th c.). The church stands on the site of the house of Saint Eusebius of Rome, where he was condemned to death by starvation by the Emperor Constans for having defended Saint Athanasius against the Arians. The church’s present configuration and decoration dates mostly to a 1600 restoration by Onorio Longhi.

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