romanica said:

What's your favorite James Dean photo??)))

that’s sort of a tough question but here are a few:

this one because dannnggg

Jimmy would also entertain others on the set with excellent imitations, doing Charlie Chaplin, Elia Kazan, or Montgomery Clift with equal ease. One takeoff he did on Mr. Magoo, the radio character made famous by Jim Backus, was so good Nicholas Ray had it written into the script. “He became other people with obvious passion,” Ray said. “This was a great part of his magic as an actor.”

(c’mon)

anyway i can’t pick a favorite but the first one really has a special place in my heart. there are a lot more that i love but these are the ones that i could think of first (none of the photos are mine)

thank you!! :D

Escapada Romántica por la Ruta Románica de Lleida @tripdream_es

Escapada Romántica por la Ruta Románica de Lleida @tripdream_es

Cualquier época del año es un buen momento para disfrutar de una escapada con tu pareja, romántica, relajarse y olvidarse de los problemas cotidianos. Os vamos a proponer una escapada por los Pirineos de Lerida, visitando la Iglesia ROMANICA SAN CLEMENTE DE TAULL, Valle de Boi, declarada PATRIMONIO DE LA HUMANIDAD.

Esta es la escapada romántica y románicaque te hemos preparado de duración 2 días…

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Rabanal 21/09/14

La sera a Rabanal dopo il pomeriggio passato stesi al sole con la pancia piena siamo andati a vedere i vespri cantati in latino nella chiesetta del paese. Una chiesa romanica mezza diroccata ma molto bella,niente affreschi, luci soffuse e pietre a vista, insomma semplice, come noi due.
Due preti a ufficiare la messa, ma non nella maniera classica come ho sempre visto. Nessuno di loro due era sull altare, ma uno alla destra e l altro sulla sinistra, uno di fronte all’altro, come se non fossero dei preti, al nostro stesso piano.
Hanno cantato benissimo, la chiesa era colma di pellegrini di tutte le razze ed è stato davvero emozionante.
Andiamo a cena e mangiamo come bufali il nostro menu del pellegrino. Zuppa di aglio ele, zuppa di pesce io, baccalà col pomodoro ele, trota col prosciutto crudo io, quajada ele(latte cagliato) ed arroz con leche io(riso con latte dolce e cannella).
Sono le 21:15 ed andiamo alla benedizione del pellegrino sempre nella stessa chiesa. Molto particolare anche quella. Andiamo a dormire

mainagioiaa said:

Te scrivi che l'arte è soggettiva e te la cavi ahhahahaa

Si eh, e so soggettive pure le caratteristiche principali dell’architettura romanica e gotica europea e italiana, ve? Tu dirai “va beh, so chiese” e io ti dirò “no, so proprio madonne. Madonne pesanti che piovono giù. Rcaddiaah.”

Il mistero della cripta

Il mistero della cripta

La Provincia di Varese – Grandi novità in vista per il Santuario di Santa Maria del Monte. Il pellegrino, entrando nella cripta romanica, risorse economiche permettendo, rimarrà in bilico tra due dimensioni. Prima si troverà su un pavimento scuro, pensato per far risaltare gli affreschi murari. Poi, a un certo punto, il pavimento – realizzato con cristalli a opacizzazione controllata – diventerà…

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Quando i nostri occhi si incontrarono, scattò qualcosa.
Vi assicuro che non sono una romanica, e che pur avendo sentito parlare dell’amore a prima vista, non ci ho mai creduto.
Ciononostante, in quel momento accadde qualcosa di innegabilmente vero, e io rimasi imbambolata a fissarlo.
—  Nicholas Sparks (via sonomezzocielosenzate)
A spasso per Taranto (e provincia): la Basilica di San Martino

Un soggiorno all’Astor è l’occasione migliore per scoprire non solo le bellezze e la storia di Taranto (e la sua cucina), ma anche il ricco territorio della provincia, con le sue tante perle.

Oggi vi parliamo di quello che forse, insieme a Manduria, è il paese più famoso, per la sua bellezza, della provincia di Taranto, Martina Franca e della sua bellissima basilica dedicata a San Martino.

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Passeggiando per le vie di Martina Franca, magari in una bella serata d’estate, si può godere della visione di edifici in stile barocco tra i quali spicca, senza ombra di dubbio, la Basilica di San Martino, vera perla del barocco martinese.

La Basilica, dedicata al Santo patrono di Martina Franca, venne costruita fra il 1747 e il 1763, sulle basi della vecchia chiesa romanica, distrutta per fare posto al nuovo edificio.

A colpire subito il visitatore è la facciata. Tipico esempio del barocco martinese, la facciata ospita nelle nicchie della parte bassa le statue dei Santi Pietro, Paolo, Giuseppe e Giovanni Battista e, nelle nicchie in alto, le statue delle Sante Martina e Comasia, patrona della città insieme a San Martino e le cui reliquie sono custodite all’interno della Basilica.

Al centro della facciata spicca l’altorilievo che rappresenta la famosa scena della vita di San Martino, durante la quale il Santo si taglia il mantello per condividerlo con un povero mendicante.

La facciata presenta, inoltre, la vetrata che raffigura la liberazione della città dall’assedio dei Cappelletti avvenuta nel 1529. A proposito di questo avvenimento, la tradizione vuole che un agguerrito esercito mercenario, capeggiato da Fabrizio Maramaldo, decise di assediare la città di Martina sicuri di un facile bottino. Ma le cose andarono diversamente. La città resistette eroicamente all’assedio. Leggenda racconta che Maramaldo decise di abbandonare l’assedio terrorizzato dall’apparizione, sulle mura cittadine di schiere di terribili cavalieri comandati da San Martino a cavallo e con la spada sguainata.

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All’interno l’edificio rispetta i canoni estetici dello stile Barocco. Numerosi sono gli altari, nelle navate e nei transetti. Spiccano, nella navata destra, l’altare del S. Crocifisso e quello dell’Addolorata.

Degno di nota è il battistero, databile intorno al 1773, che contiene il gruppo marmoreo del Battesimo di Cristo e acquesantiere in marmo.

Troviamo, inoltre, il Pulpito, scolpito dall’ebanista Domenico Semeraro nel 1850, testimonianza dell’elevato grado di bravura raggiunto nell’arte dell’intarsio a Martina Franca.

Ma è l’altare maggiore ad attirare maggiormente l’attenzione. L’altare, in marmi policromi, fu realizzato a Roma nel 1763. Di grande pregio sono le due statue laterali della Carità e dell’Abbondanza. Alle spalle dell’altare si trova il coro ligneo intarsiato da maestranze locali, ulteriore testimonianza della bravura martinese in questi lavori.

Al centro dell’altare  maggiore, in una nicchia, si trova la statua in calcare dorato di San Martino, databile agli inizi del XIV secolo. La statua presenta chiari tratti di gotico francese, analoghi a quelli dei rilievi della Cattedrale gotica di Chartres e proviene, sicuramente, dalla vecchia chiesa romanica, demolita per costruire la Basilica.

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La tradizione popolare è molto legata alla statua di San Martino. Infatti, in occasione della festa estiva del Santo la statua di San Martino e quella di Santa Comasia, patroni della città, vengono portate in processione per la città. Si vuole che la statua di San Martino non debba mai precedere quella della Santa, altrimenti si appesantisce progressivamente. Leggenda narra che, una volta, la statua del patrono, superata la soglia della Basilica, si sia così tanto appesantita da costringere i portantini a posarla a terra e a far passare la statua della Santa. Fatto ciò la statua di San Martino si alleggerì improvvisamente. Da quel momento la statua di Santa Comasia precede sempre quella di San Martino.

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