3

rivers.

how can’t you like rivers? they are very interesting in photography, because of their coulors and the water consistency, in fact i love them. in these photo i show some river, the first is near my town (in fact i live in the northen part of italy in an area called “lomellina” known for these little rivers called “roggie”) the second instead is taken in montenegro, and the last in the famous city of mostar and the bridge was the one that ws destroyed in the balcany war.

sogno 307

sognato di trovarmi nella città di Berlino, in compagnia di alcuni vecchi amici. Percorrevamo a gran velocità una roggia, su un mezzo che sapevo essere il loro sistema di metropolitana acquatica. Un po’ intimorita dalla modalità di trasporto, mi lasciavo tuttavia incantare dal paesaggio intorno: abitazioni, che pensavo di pescatori, galleggiavano sull’acqua e la loro forma, lontana dallo stile europeo, mi induceva a pensare fossero appartenenti a comunità di immigrati.

Poco dopo ci sedevamo nel sottopassaggio della metropolitano, dove avvertivo un tanfo disgustoso, e quando chiedevo ai miei amici il perché di quella scelta mi rispondevano: “Pensano tutti che Berlino sia una bella città, finché non si accorgono che viste due, tre cose, poi non rimane nulla, tanto vale stare qua”.

Ricordo, infine, con vaghezza che mi sarei dovuta trasferire su un’abitazione che sovrastava un promontorio, “come la casa Belvedere, di Cagliari”, pensavo: “da qui vedrò moltissime cose, chissà che non si possa costruire un piano sopra”, finché pensavo “no, non si può costruire niente, è troppo rischioso, da quell’impalcatura cadranno e moriranno gli operai, “.

Negli anni, quando avrebbe ripensato a quella mattina, Signorina non avrebbe ricordato nulla di quanto si dissero camminando fianco a fianco, sullo stradone. Non una frase, non una parola, come se quella camminata fosse avvenuta in uno di quei film miti, dove le azioni si srotolano senza il rumore dei dialoghi, mentre ciò che aleggia nella sala è soltanto la musica, che per lei rimase sempre quella canzone dolcissima e stonata. Non avrebbe ricordato le parole e dunque non avrebbe potuto assicurare se si fossero detti qualcosa che legò le loro vite, ma arrivati di fronte alla sartoria una leggerezza nuova già l’aveva intrappolata, e quando lui la salutò avviandosi a ritroso verso la stazione, Signorina lo guardò andarsene proprio come fosse l’ultima scena di un film, e allora desiderò con forza che l’immagine di quell’uomo che si stava allontanando fosse invece l’inizio di una storia e così, non appena Beppe passò il ponticello della roggia, cento metri scarsi dopo l’officina, decise di esserne innamorata.
—  Ugo Riccarelli, L’amore graffia il mondo.
Text
Photo
Quote
Link
Chat
Audio
Video