religione

Ieri il prof di religione ci ha detto di prendere un foglio e scrivere “la parola DIO cosa scatena in voi?”

E ci ha chiesto di fare un disegno a riguardo, oppure scrivere qualche riga.

Io, naturalmente, ho scelto di scrivere:

"Una volta, mentre giocavo al videogioco dei Simpson, è apparsa la figura di Dio nel livello finale. Egli era raffigurato con una tunica bianca, la barba lunga e i sandali marroni, ma il viso non era visibile.
Io penso che i creatori del videogioco non abbiano permesso di vedere il viso del Signore, perché egli non ha viso. O meglio, ognuno di noi lo vede in modo diverso. C’è chi lo vede biondo, chi castano. C’è chi gli vede gli occhi azzurri e c’è chi neri. Tutti noi vediamo le cose in modo differente.
Da piccola, visto che tutti mi parlavano di Dio come fosse una persona, io l’immaginavo come tale. Crescendo, però, ho iniziato anche a dubitare della sua esistenza. Mi chiedevo come potesse una persona essere immortale e avere un potere simile. Per un attimo, alle elementari, stavo per diventare atea. Non vedevo in lui la figura del salvatore, quando ero in difficoltà il mio primo pensiero non era affatto andare a pregarlo. A volte mi sembra ridicolo pensare che uno spirito possa risolverti i problemi.
Però vedo anche tutta quella gente piena di fede, che rischierebbe la vita per non offendere il Signore. Gente che prega giorno e notte e frequenta sempre la chiesa.
Poi però ti viene da pensare:
Ma il mondo può essere solo scienza e razionalità? È obbligatorio dover dare a tutto una spiegazione?”

Finito di leggere, ho iniziato a commentare:
- Ciò che ho scritto potrà sembrare un po’ contraddittorio, ma il fatto è che su questo argomento ho un’enorme confusione. Non so ancora a cosa credere. Però, quando osservo la natura, mi rendo conto che è impossibile che tutto si debba basare sulla razionalità.
Trovo che sia bello vivere credendo in qualcosa.
Prendiamo ad esempio i girasoli:
loro cercano sempre la direzione del Sole, perché sbocciano solo quando ce l’hanno davanti. I girasoli hanno bisogno del Sole per sbocciare. I girasoli sbocciano perché credono nel Sole.
E quindi perché non anche noi?
Anche noi umani abbiamo bisogno di credere in qualcosa per sbocciare.
Per sentirci vivi.
Perché poi alla fine, la parola ‘Dio’, è semplicemente il nome che diamo all’insieme dei nostri sentimenti, perché ‘Dio’ l’abbiamo creato noi. Il nostro astratto. Gli umani non sono solo carne, ossa, pelle. Gli umani sono anche amore, amicizia, felicità, tristezza.
Gli umani sono anche ‘Dio’.

—  24oredibuio

Il problema di quando appartieni ad una minoranza integralista e massacri vignettisti nel centro di Parigi è che la gente tende a considerarti un fottuto psicotico privo del senso dell’umorismo. 

E per quanto tu sia abituato a vederti dipingere come terrorista ottuso e senza scrupoli da una cultura economica dominante che prima ti bombarda gli asili per fotterti il petrolio e poi ti fa prendere a calci nel culo da Bruce Willis nelle pellicole di Hollywood, credo che dovresti considerare seriamente l’ipotesi di modificare non solo i tuoi moventi, ma principalmente i tuoi interlocutori.

Perché vedi, Abdul, che tu ci creda o meno quei quattro vecchi rincoglioniti del Charlie Hebdo che disegnavano sleppe di cazzo sulla faccia di Maometto sarebbero stati i primi a scendere in piazza per proteggere le catapecchie in cui vivi pastorizio con due capre, un kalashnikov e tredici figli.

Devi imparare a gestire la rabbia, mi spiego?

Quando avevo sette anni, mia madre era depressa e passava le notti a camminare per strada, così un mio compagno di classe disse in giro che faceva i pompini ai cani morti. L’avrei ucciso – te lo giuro; gli avrei avvelenato il criceto, fucilato la nonna e mi sarei fatto saltare in aria sullo scuola-bus giusto per vedere la sua rubiconda faccia di merda rimpiangere l’affronto perpetratomi. Ma sai cosa, Mohamed? Non sarebbe servito ad un cazzo di niente: mia madre sarebbe rimasta depressa e noi tutti considerati una famiglia di psicopatici.

Fidati, Sahid: non serve a un cazzo di niente.

Calcola poi che mia madre esiste davvero.

Dio no.

—  Qualcosa del genere (facebook)
I preti, le suore, i frati, quando voglion dedicare la vita a Dio fanno digiuno, cioè non mangiano e non fanno l’amore, contravvenendo agli unici due ordini che ha dato Dio. Ora, quando li rincontrerà nel Giudizio universale, si incazzerà un po’: “Frati, preti, suore, venite qua un secondo. Scusate, io avevo detto: Crescete e moltiplicatevi. E voi digiuno e castità! Ma forse non avete capito! Ma dovevo dire proprio: Mangiate e trombate? Io non volevo scriver parolacce nella Bibbia ma… levati codesta tonaca e dagli sotto, imbecille!”.
—  Roberto Benigni, E l’alluce fu
Purtroppo l’adolescenza é uno dei periodi più instabili della vita e non lo possiamo cambiare. In questo fa parte la solitudine. E ragazzi, provare solitudine mentre sei in compagnia di altre persone, beh, è una delle cose peggiori. Sei lì, in mezzo a tanta gente e sapere che nessuno si accorge di quanto sei solo dentro, fa male. Il primo passo per guarire da questo è parlare. Aprirsi agli altri.
—  Prof di religione.

L’archivio segreto del Vaticano: nessuno sa cosa c’è lì dentro. Potrebbe contenere le più importanti informazioni del mondo, dai motivi delle guerre all’esistenza degli alieni, dai documenti falsi alla pedofilia infantile e nessuno è autorizzato a diffonderne nemmeno una minima parte.

"Gli uomini quanto più sanno, tanto più dubitano, e quanto sanno meno, tanto più credono. Non è quindi meraviglia, che la Chiesa cattolica, bisognosa com’è di fede cieca, raccomandi e favorisca l’ignoranza."
-Aristide Gabelli