anonymous asked:

ciao, alla luce dei tuoi studi mi spiegheresti cos'è esattamente l'ansia, cosa succede nel cervello quando si manifesta e se esistono metodi efficaci per conviverci e gestirla? a mio parere il metodo è del tutto soggettivo, nel senso che ognuno deve trovare il modo adatto a sè, ma che so magari mi sbaglio. dato che tu dici di essere molto preparato in materia colgo l'occasione dato che manco la mia analista me lo sa dire.

ciao! se la tua analista non te lo sa dire, a livello delle sue competenze, penso che ci sia qualcosa di grave dal momento che la comprensione dell’ansia fa parte del tool basilare di cui sono forniti gli studenti di psicologia. se invece non te lo vuole dire (che è ben diverso) rispetto la sua decisione terapeutica, non sono nessuno per frappormi tra te e la tua terapeuta. però posso darti un consiglio. non percepire l’ansia come la fine del mondo, lasciala scorrere e passa da sé. inoltre non posso aiutarti per due ragioni. la prima è che non sono il tuo psicologo, il secondo è che non sono genericamente uno psicologo!

Ognuno di noi ha la sua ragione per svegliarsi al mattino, che sia la pipì o semplicemente l’istinto di rimboccarci le coperte che ogni notte ci sfuggono dai nostri continui movimenti non importa, perché alla fine sono i dettagli che determinano la nostra giornata. Non tutti ci fanno caso, ma ogni mattina abbiamo un pretesto per aprire le palpebre e poggiare i nostri piedi scalzi sulle piastrelle ancora fredde, perché alla fine ognuno di noi ha una “raison d’être”.
—  Laragazzaconlamenteconfusa.
Ti volevo scrivere, ma non l’ho fatto, ti volevo dire che si può tornare indietro, ma se non torni vuol dire che non vuoi, ti volevo dire che si può sperimentare, che possiamo avere un’occasione, ti volevo dire che le cose possono cambiare, che basta volerlo, si può ricominciare. Ti volevo dire che qui c’hai sempre due braccia che t’aspettano, che non faccio niente, non mi faccio sentire, ho accettato silenziosamente le tue scelte, non ho smosso il mondo non l’ho fatto. E non chiedermi perchè, non te lo saprei dire. Ti volevo dire che anche se non ti cerco, se non ti scrivo, se non ti chiamo, ti penso.
Ti volevo dire che a volte mi viene da prendere quel telefono e scriverti, e perdonami se non ho il coraggio di farlo, ti volevo dire che a volte vorrei lottare, ma non so se ci sia qualcosa per cui lottare, ti vorrei convincere che ne vale la pena, che potresti buttare tutto all’aria, ricominciare, e potresti non pentirtene.
7

"Metti da parte il consiglio perché non voglio ascoltare.
Potrebbe essere corretto, ma non mi interessa.
Ci sono un milione di ragioni per le quali dovrei rinunciare,
ma il cuore vuole ciò che vuole.

Mi hai fatto a pezzi.
Splendendo come le stelle e urlando,
illuminandomi come Venere.
Ma poi sparisci e mi fai aspettare,
e ogni secondo è come una tortura.”


Giuro, mi sono innamorata di questo video, di questa canzone, della storia che contiene.

Lei, alla fine, va via.
Com’è giusto che sia.

Eh ma lì in Svezia

Ogni qual volta faccio una stronzata, quindi molto spesso, e la faccio senza rendermi conto di star effettivamente facendo una stronzata, quindi comunque molto spesso, poi, non sapendo come uscirmene con nonchalance, fingo di vivere in Svezia, e che fare queste cose, in Svezia, rientri del tutto nella norma. Stamattina per esempio sono entrato in un bar. In bici. Il barista mi ha fatto subito notare che non si finisce mai di vedere stranezze. Al che l’ho guardato con compassione, del resto non è colpa sua se è così retrogrado. Che ne sa lui che lì in Svezia noi facciamo tutti così? Un giorno qualche svedese mi prenderà a sassate.

Tragedia esistenziale...

Ore 7,27. 8 novembre.
Mi sto recando a scuola.
Tutto è tranquillo, non piove, non fa nemmeno così freddo. Tra un vuoto allo stomaco e l’altro, causati dalla successiva interrogazione di filosofia che dovrò sostenere, succede una tragedia, un casino, un dissidio esistenziale che mi cambierà per sempre.

Ho perso 2 lettori in 10 minuti.
Ora ho valide ragioni per fare il finto depresso qui su Tumblr.
Questa cosa mi ha proprio colpito dentro.
Non so come farò.
Se mi sentirete ai telegiornali sapete il perché.

Ma dai chi vogliamo prendere in giro, è inutile cercare stupide ragioni per non darci torto. Io ho il mio carattere di merda e tu hai il tuo. Tu mi manchi di rispetto, io ti chiamo stronzo. Tu sei un’orgoglioso del cazzo e io lo divento più di te. Tu cerchi sotterfugi per avere ragione, io ti mando a fanculo perché mi innervosisci. Tu fai il duro, io divento il ghiaccio. Tu sei tu, io sono io. Tu sei una testa di cazzo, io un disastro.