Ho capito cosa siamo: siamo la generazione boh.


Cosa vuoi fare nella vita? Boh.
Cosa pensi della politica? Boh.
Cosa ti piace? Boh.
Quali sono i tuoi idelai? Boh.
Cosa ti spaventa? Boh.
Perchè stai così male? Boh.
Perchè allontani la gente? Boh.
A cosa pensi? Boh.
Cosa provi? Boh.
Chi ti ha ridotto in questo stato? Boh.
Boh. Boh.Boh. Boh

E non c’è nulla da ridere.

—  Asociale-per-scelta
Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so.
Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene.
Forse si sta meglio, o forse no.
Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così.
Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te.
—  Soren Kierkegaard
Non importa quanto ci provi, non importa quanto buone siano le tue intenzioni: finirai col commettere degli errori, ferirai le persone e verrai ferito a tua volta.
—  Grey’s anatomy 4x04

"Li riconosci perché scrivono su Facebook senza punteggiatura, con i puntini al posto dei punti, con le virgole al posto dei puntini, con abbreviazioni inutili, senza congiuntivi, “ai” e “o” usati come verbi. Li riconosci perché se provi a parlarci di politica partono con dei pipponi in cui si contraddicono ogni due frasi, pretendono che tu provi “con dati statistici” ogni cosa che dici (ma non sono in grado di fare altrettanto), non capiscono quello che scrivi.

Non. Sanno. Leggere.”

Forse è già passato in dash, ma date una letta.

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