Sette anni dopo

É successo per la seconda volta. La prima la ricordo indistintamente, un pomeriggio di un luglio non troppo caldo di sette anni fa. Diversi attori, stessa reazione, medesima cattiveria. Il dolore che ti paralizza mentre si è perfettamente coscienti di quello che sta succedendo. Non riesci a muoverti, non riesci quasi a respirare, ma non si perde mail il controllo: come se in quel momento un’altra te stesse guardando la scena che tu stai vivendo da un’altra angolazione, come in un film. Ieri una mattina di un novembre non troppo freddo. E dopo sette anni, anche adesso non ho versato una lacrima, perché quando cose accadono così inaspettatamente le lacrime rimangono bloccate. E di nuovo una piccola parte di me si è distrutta: quella amorevole, fiduciosa, sentimentale. Un’altra piccola parte di me è andata via, lasciando occupare quel piccolo spazio al cinismo ed alla disillusione. Certe volte mi chiedo dove vadano a finire questi pezzetti che si staccano in maniera così violenta: ecco, a me piace pensare che si posino sul proprio carnefice, rimanendo attaccati li per poi, un giorno, trasformarsi nel rimorso di chi ti ha provocato un tale dolore. Perché il rimorso arriva, prima o poi, insieme alla paura ed alla consapevolezza. E le lacrime non versate da me troveranno altri occhi da cui venire fuori.

LaPauraEsiste

La paura di essere la solita sbagliata,la solita folle senza senso.La paura di te che ho ogni volta che mi spiazzi con i tuoi discorsi, la mia confusione, la tua confusione.La paura di chiamarti e non vederti arrivare,la paura che i tuoi occhi si posino altrove ben presto.