Audaz emprende tu vuelo
y trata de no mirar atrás
para evitar perder impulso
te pido que vueles lejos
tan lejos como tu valor
te permita sentirlo
tan lejos que te de miedo volver
prueba todos los aromas
acuéstate en muchos jardines
come los frutos de romances
que fingen la libertad
besa si te es posible,
todos los labios
de quienes te hagan vibrar
pero dudo que alguien tenga
la habilidad de hacerte
sonreír y sanar con una mirada
hoy mi corazón solitario
trae el alivio
de haber dado toda su luz
y alegre me consuela
diciendo que dimos lo mejor
— 

Quetzal Noah, Blues de Madrugada

www.facebook.com/Quetzalnoah

Tú Sofía pasarás a la historia
tal vez mi amor nunca pudo
hacerte sentir el valor necesario
para cicatrizar las heridas
quisiera tener la toda la paciencia
que le queda al mundo
sangrar contigo hasta el fin del tiempo
en otra vida nos encontraremos
espero que ya más seguros
de lo que somos, con menos miedo
fueron pocos los besos
pero te juro que en todos
te fui dando en partes mi alma
todas las cartas que te escribí
se las mostré sin pena a los poetas
porque jamás nada fue tal real
y muchas mujeres llegaron  soñar
es tan verdadero y puro el cariño
que en cada palabra pudieron sentirlo
más de una quiso ser tú
al amor no le importa la edad ni el tiempo
pero a ti no te importa mi amor
y yo no puedo más que irme a un lugar
donde el brillo de tus ojos ya no toque
las legiones frágiles de mi memoria
no puedo culparte de nada
yo asumí el riesgo de quererte
sin esperar nada
— 

Blues de Madrugada, Quetzal Noah

www.facebook.com/Quetzalnoah 

Mi manchi tu,
mi manca l’aria che tiravi fuori dai polmoni,
quei sorrisi che mi regalavi.
Da domani non voglio stare in crisi:
raccoglierò l’ombra tua calpestata da troppe suole.
E’ facile sentirmi dire
che è normale che mi sento fragile,
che mi nascondo sotto al letto per andare a piangere.
Riconoscimi il merito: io ho tirato avanti,
e se io mi distinguo ancora, mi distinguo ancora.
Il tempo è il solo che un po’ mi consola
scansione di attimi ritmici e battiti,
provo a tornare agli apici.
E t’aspetto al varco
Con un lanciafiamme in mano
Brucerò come Giovanna D’Arco.
E questo è niente in confronto al fuoco che c’ho dentro,
annusami, si sente, carbonizzo in un momento.
In un istante, oh, svanisce tutto,
come un fachiro io cammino sui tizzoni ardenti che mi butto.
Spezzoni di vita, ripartita,
entro a dieci minuti dalla fine per sbloccare la partita,
mi fanno un fallo in area nella mischia,
prendo il rimpallo e segna che è rigore solo quando l’arbitro fischia.

Non solo Bucharin ma sono Vujadin Boskov,
attiro trappole, tutte le buste che conosco.
Estrapolo da te quel sentimento che riempie
Quel vuoto immenso e sento sbattere sulle mie tempie
E scrivo bene, che stanotte ho dormito,
la penna ora scivola da sola su sto foglio impallidito
e ti conviene pagà il riscatto se m’hanno rapito,
paga lo scot io faccio scacco matto
e muovi il dito del mio biasimo,
scalda il tuo respiro come l’asino
ieri faceva con Gesù bambino
e son l’ennesimo che cerca grinta
che prova a darsi un’altra spinta
e invece muore affogando dentro un’altra pinta.
Stile stravolto, rinunciatario,
ieri che sono morto ancora ho tolto un’altra pagina al mio diario,
cala il sipario,
mi faccio la frangetta,
copro la fronte che Gioconda io non voglio che sia letta.
Sono affamato, sono cattivo,
mi manca il fiato (ah)
oppure ho saltato il giro,
mi sento strano o solo la notte consola,
piumini coprono la mia identità fino alla gola
e ora vola una sola persona,
è giunta la mia ora nella mia dimora
sputi avvolti in carta stagnola.
Fumi spenti, fiumi di venti,
accentui la caduta
sul mio letto a una piazza e mezza
su cui sei seduta, e muta
se mi parli e scusami se son barricato
nella mia galera non riesco a risvegliarmi.
Ho sonno, ho voglia di dormire,
la mia mente russa,
tu bussa alla porta e non ti vengo ad aprire,
riflettori al neon accesi ad intermittenza su di me
io non voglio abboccare alla tua lenza e sai perché
che vuoi che dica,
tu porta un’amica,
mi conoscevi come Mattia, ma adesso sono Briga.
E sono il Tevere in piena che riga tutta la mia scena,
dai gas al motorino quando senti la mia sirena,
una fra tante, lo dico ma simpatizzante,
raccolgo la tua merda e ci concimo le mie piante.
E se io mi distinguo ancora,
tu sei una fra tante, una fra tante..


Ho sonno, Briga.

Creo que la vida me debe felicidad
me debe abrazos embotellados
y noches acompañada de calor humano
creo que me debo a mi misma una explicación
de qué fue lo que me pasó
en qué momento me maté la ilusión.
—  Victoria Campos
Almas Poéticas

Enamorarse de mis versos
es amar mi alma
conocer cada secreto de mi mente
y resguardarlos con calma
abrazar mi fragilidad
llorar con mis insomnios
amar mis versos
es saber que todo está mal
quedarse en silencio
y esperar que el viento se lo lleve todo
amar mis delirios
el vicio del café
amar mis versos es despertar
cada mañana en un mundo nuevo
es tener vida eterna
al despertar en mi cama
ser la dueña de mis versos
de mi soledad
y mis cincuenta demonios
mis cuatro miradas
y nosotros dos en la cama.

Come quando fuori piove senti dentro l'eco della libertà
Terza stella a destra e via dalla finestra come Peter Pan
Da lassù te stessa finché perdi il senso dell'orientamento
Soffia come il vento e incamera tutta la polvere del firmamento.

- Esistendo, Briga.

“ Avrei voluto dirti molte cose,
spezzare le catene, vincere sta vita insieme
anche se adesso non conviene volerti bene.
Ti chiedo scusa per le mie frasi al veleno
perché sono come sono e con te sono sempre scemo,
so che il tempo è nemico e per questo lo maledico,
vorrei fossi al mio fianco per dirtelo che ho capito
quindi perdonami se sono stato un poco di buono
giocando all’amore come se fosse un gioco di ruolo,
per questo ti imploro ora che sono al suolo
vieni a stringermi forte che non vivo da solo.
Ti voglio bene.”


- Briga.