“Non continuare a dire che stai bene, perchè non è così. Non sai come dimenticarlo e hai bisogno di aiuto.
Ma lui fa parte di te e preferisci soffrire coi suoi ricordi dentro, che stare bene senza di lui.
Non negare. Lo vedo che ci provi a dimenticarlo, ma non ci riesci e ti arrendi. Alzi la gamba per fare un passo e la ritiri indietro.
Non importa quanto lontano andrai, quanto cercherai di staccarti dal passato; non importa quante foto strapperai. Il suo ricordo ti perseguiterà ovunque, finchè non lo eliminerai dalla tua testa per davvero. Perchè è facile non pensarci, è facile ripetersi che lui non è fatto per te, lui ti ha fatta soffrire e non ti vuole.
Facile pensare alle sue parole taglienti.
Ma finchè non brucierai il tuo vecchio libro della vita, quello continuerà a riaprirsi sotto le tue mani, a venire sfogliato in fretta verso le pagine che lui ha segnato.
Continuerai a vederlo alle fermate dell’autobus, lo vedrai riflesso nelle vetrine, lo vedrai nei taxi parcheggiati in stazione, lo vedrai sotto casa tua. Guarderai meglio e capirai che è tutto uno scherzo del tuo subconscio, perchè è quello che davvero vorresti.
Lo vorresti ovunque, ma con te.
E allora sarà tutto un incubo. Nella tua vita non ci sarà nient’altro che lui, i suoi ricordi brucieranno i tuoi passi avanti, sgretoleranno ciò che tenterai di costruire.
Devi dimenticarlo per il tuo bene. Perchè a volte l’amore non va oltre tutto questo. A volte l’amore lascia il posto alle lacrime, ai graffi, ai tagli. E sorride, ghigna. Ma resta lì dietro. E ti distrugge da dentro.”
Se il buongiorno si vede dal mattino

Io non so proprio cosa aspettarmi dalla giornata di oggi, ché mi sono svegliata con le urla della signora pazza che vive accanto casa mia che dal suo balcone predicava: “Talia li cristiani perseguitati!*”.

* Guarda le persone (o i cristiani? Boh, vivrò per sempre col dubbio…) perseguitate.

IRAQ: UNA PIECE TEATRALE RACCONTA LA TRAGEDIA DI CRISTIANI E YAZIDI SOTTO LA TIRANNIA DELLO STATO ISLAMICO

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Gli attori iracheni esprimono la loro solidarietà alle minoranze perseguitate, in particolare cristiani e yazidi, con una performance teatrale dal titolo “N” o “Nun” come la terra araba dipinta dagli estremisti dello Stato islamico sulle facciate delle case dei cristiani a Mosul. “N” sta per Nasara, ovvero seguaci di Gesù. N rappresentando per la prima volta a Baghdad lo scorso 11 agosto, come parte del Festival della solidarietà organizzato a sostegno di chi ha subito omicidi ed espulsioni forzate dalle proprie città per mano dell’Is. Organizzato dal ministero del Petrolio iracheno, la pièce teatrale si è tenuta nel quartier generale de ministero, situato nel cuore della capitale irachena.

Il principale organizzatore è Assem Jihad, il quale racconta al quotidiano panarabo “Asharq Al-Awsat” che “la rappresentazione è la prima contro il terrorismo e riflette il grande sostegno della popolazione irachena nei confronti delle minoranze religiose e i gruppi etnici perseguitati dagli islamisti”. Uno degli attori, Asia Kamal, afferma: “Ho trovato che questo lavoro è un modo per mostrare la nostra vicinanze alla famiglie vittime di omicidi sommari e della tirannia. Esso è anche un messaggio per la comunità internazionale riguardo alle sofferenze del popolo iracheno e alle terribili atrocità che sta affrontando tutta la popolazione”.

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La storia rappresentata riprende quella dei cristiani di Musul colpiti lo scorso 19 luglio dalla follia dei seguaci di Abu Bakr al-Baghdadi, il nuovo “califfo” e fondatore dello Stato islamico, che semina terrore dalla Siria all’Iraq e ha minacciato di riconquistare quello che una volta erano i territori della umma musulmana, compresi Africa del Nord e parte dell’Europa. Come nei primi secoli dell’Islam i miliziani dell’Is hanno applicato i rigidi dettami della sharia, che prevedono per i popoli non musulmani, ma solo per quelli appartenenti alla religione del libro “La Bibbia” la possibilità di restare nella loro fede, pagando la jizia, la tassa di protezione. L’alternativa è la conversione, oppure la cacciata dalle proprie terre. Chi è considerato pagano, come gli yazidi non ha altra scelta che la morte o la fuga. Gli attori hanno raccolto le storie delle migliaia di cristiani che si sono rifugiati in queste settimane nel Kurdistan iracheno e nella capitale.

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Assem Jihad spiega che il “contesto della rappresentazione riflette l’unità dell’Iraq contro il terrorismo e sottolinea in modo particolare la battaglia che la popolazione sta affrontando”.

Il direttore della pièce teatrale, Qazem Nassar, afferma: “Che la trama è un grido di protesta contro la cacciata di centinaia di migliaia di famiglie irachene da Mosul, Sinjiar, Salah Al-Din, Tal Afar, Tuz Khurmato, Al-Sa’adia, Jalawla, Zammar e da tutti i villaggi colpiti dalla tirannia dei criminali dello Stato islamico”. “Tutto gli attori- aggiunge – hanno avuto modo di immedesimarsi in ciascuna delle situazioni e attraverso la loro performance mostrano la loro fede nella guerra contro l’Is e la loro piena solidarietà ai fratelli sfollati”.

Simone Cantarini 

si però...io.

Ho come la sensazione che alcune volte, in determinati periodi della nostra vita, abbiamo il bisogno fisico di avere dei problemi. Sono quei problemi che ci fanno stare male il giusto, che ci fanno sentire quelle persone perseguitate dalla sfortuna, che ci sollevano da qualunque responsabilità, quelli che “non  è colpa mia, in fondo”, quelli che ci distraggono dalle nostre mancanze caratteriali, che hanno una soluzione semplice e immediata, lo sappiamo, ma continuamo a non vederla, ci servono, ci aggrappiamo, ci distraiamo, perchè alle volte abbiamo bisogno di essere degli eroi tragici, per non ammettere che a volte abbiamo letteralmente paura di essere felici, di sollevarci dai nostri traumi e prenderci le nostre responsabilità, abbiamo paura di muoverci, abbiamo la necessità di rimanere fermi, in un posto fatto di quella nebbiolina che basta a non farci vedere lo specchio che abbiamo di fronte.

Minoranze perseguitate: non solo yazidi. Anche turcomanni shabak e mandee

Minoranze perseguitate: non solo yazidi. Anche turcomanni shabak e mandee

I fondamentalisti dello Stato islamico non tollerano altri gruppo religiosi (a partire dai cristiani) e per questo hanno intrapreso una vera e propria pulizia etnica. Stupri, rapimenti, sgozzamenti ed esecuzioni sommarie, unite a saccheggi e profanazioni di luoghi di preghiera e di culto, sono all’ordine del giorno e hanno spinto alla fuga centinaia di migliaia di persone.

Un mosaico ricco di…

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“Non continuare a dire che stai bene, perchè non è così. Non sai come dimenticarlo e hai bisogno di aiuto.
Ma lui fa parte di te e preferisci soffrire coi suoi ricordi dentro, che stare bene senza di lui.
Non negare. Lo vedo che ci provi a dimenticarlo, ma non ci riesci e ti arrendi. Alzi la gamba per fare un passo e la ritiri indietro.
Non importa quanto lontano andrai, quanto cercherai di staccarti dal passato; non importa quante foto strapperai. Il suo ricordo ti perseguiterà ovunque, finchè non lo eliminerai dalla tua testa per davvero. Perchè è facile non pensarci, è facile ripetersi che lui non è fatto per te, lui ti ha fatta soffrire e non ti vuole.
Facile pensare alle sue parole taglienti.
Ma finchè non brucierai il tuo vecchio libro della vita, quello continuerà a riaprirsi sotto le tue mani, a venire sfogliato in fretta verso le pagine che lui ha segnato.
Continuerai a vederlo alle fermate dell’autobus, lo vedrai riflesso nelle vetrine, lo vedrai nei taxi parcheggiati in stazione, lo vedrai sotto casa tua. Guarderai meglio e capirai che è tutto uno scherzo del tuo subconscio, perchè è quello che davvero vorresti.
Lo vorresti ovunque, ma con te.
E allora sarà tutto un incubo. Nella tua vita non ci sarà nient’altro che lui, i suoi ricordi brucieranno i tuoi passi avanti, sgretoleranno ciò che tenterai di costruire.
Devi dimenticarlo per il tuo bene. Perchè a volte l’amore non va oltre tutto questo. A volte l’amore lascia il posto alle lacrime, ai graffi, ai tagli. E sorride, ghigna. Ma resta lì dietro. E ti distrugge da dentro.”

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Iraq: torna sotto il controllo di Baghdad la diga di Mosul

La diga di Mosul è stata riconquistata, grazie all’appoggio degli statunitensi, che hanno compiuto quattordici bombardamenti contro le basi dello Stato Islamico. La conferma è arrivata dalle autorità irachene. Ora l’obiettivo è riprendersi la città, ha fatto sapere l’antiterrorismo, nel corso dell’operazione congiunta di forze irachene e peshmerga curdi.

I curdi ottengono una vittoria anche sul piano politico, parteciperanno infatti alle formazione del nuovo governo iracheno. Dal Libano, il neo-ministro degli Esteri si è rivolto alle minoranze perseguitate, invitandole a non fuggire.

Hussain al-Shahristani: ‘‘Chiedo alle minoranze del nord dell’Iraq di non lasciare il Paese. Voi siete una parte fondamentale dell’Iraq. Se andate via, il Paese sarà incompleto. Voi siete un elemento essenziale del popolo iracheno”.

In aiuto dei rifugiati si mobilita anche la Germania, con invio di farmaci, per circa diecimila persone, alle autorità sanitarie del Kurdistan iracheno dove hanno trovato rifugio i cristiani e gli yazidi fuggiti dall’avanzata dello Stato Islamico.

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Tags: Iraq: sotto torna Conflitti armati controllo curdi Islamisti Baghdad Mosul Iraq
Gepost: 18 augustus 2014
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Iraq, manifestazioni in Europa a sostegno di minoranze religiose e peshmerga curdi

L’opinione pubblica europea si stringe attorno al dramma degli yazidi e delle altre minoranze religiose perseguitate in Iraq. Migliaia le persone scese in strada ad Hannover, in Germania, in solidarietà alle centinaia di yazidi uccisi dali miliziani dello Stato Islamico. E’ proprio la Germania a ospitare la più grande comunità yazida in Europa. 60.000 persone che ora chiedono maggiori tutele.

“Siamo qui per dare un segnale ai nostri politici” dichiara un giovane manifestante tedesco “Devono agire per fermare il genocidio in atto nel nord dell’Iraq contro gli yazidi, ma anche contro cristiani, armeni e contto tutti coloro che non condividono la visione inumana del mondo professata dai terroristi dello stato islamico. E’ tempo per i nostri politici di agire”.,

La comunità curda è invece scesa in piazza a Parigi e Strasburgo per l’intervento della comunità internazionale a sostegno dei peshmerga curdi, unico baluardo contro l’avanzata degli islamisti. Dopo l’ok di Bruxelles a rifornire di armi i combattenti curdi, la decisione passa ai singoli stati europei, alcuni dei quali hanno già inviato aiuti umanitari in Iraq.

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Tags: religiose Iraq Europa sostegno Religione minoranze curdi Islamisti peshmerga Manifestazione
Gepost: 17 augustus 2014
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