Stupita.

Ci salutammo. Dopo un’ora il cellulare squilla, è lui.
“..a cosa pensi?”
Io incredula e allo stesso tempo al settimo cielo per questa domanda gli rispondo banalmente con un discorso fatto con lui 2 ore prima. Gli rigiro la domanda: ..tu a cosa pensi?
Lui risponde come ogni ragazza vorrebbe che il proprio ragazzo rispondesse, risponde impeccabile, sincero, lo conosco, ci metto la mano sul fuoco sulla sua sincerità. Mi commuovo leggendo il messaggio e mi stupisce che ci sia ancora un ragazzo così.
“..penso a te, e che è da quando sono uscito da casa tua che penso a quello.”

Ti odio Vasco Brondi

Ascoltavo Vasco Brondi quattro anni fa, quando mi mettevo a cantare dammi cinquanta centesimi dammi cinquanta centesimi e Davide mi urlava addosso ma che schifo ma cosa cazzo canti e ora non pensare di cominciare con Stagnola perché ti faccio scendere e te la fai a piedi. Adesso che è idolatrato da orde di ragazzine hipster e che marcia ridicolmente sul fatto che qualunque cosa dica, pure “Coglieremo i nostri fottuti fiori sottomarini nelle superstrade a Verona est” o “Le nostre anime assiderate e i pensieri affannosi che ci accompagnavamo a comprare i preservativi da cinque centesimi alla Lidl” e insomma le solite stronzate che conoscete, sia comunque calorosamente applaudito lo odio talmente tanto che se dovessi incontrarlo per strada gli tirerei dietro un cono gelato.

Siamo ombre attratte dalla luce, ma imprigionate nel buio dalla paura di svanire in essa, che non scopriranno mai la meraviglia dei colori poiché solo il chiarore della speranza da cui fuggono può rivelarli.

Siamo timidi fiori che si schiudono all’alba ignorando la delicata bellezza del cielo notturno gremito di stelle.

Siamo libri mai letti su vecchi scaffali impolverati: dimenticati, abbandonati a loro stessi, che hanno molto da raccontare, ma nessuno disposto a sfogliarli.

Siamo la nota stonata della sinfonia: odiata da tutti, sgradita, ma che si trasformerebbe in un amabile suono, se solo trovasse il coraggio di cambiare melodia.

Siamo carte di caramelle private della loro dolcezza e poi gettate per terra, calpestate e divenute immondizia.

Siamo fragili profumi sovrastati da odori opprimenti: trascurabili, inesistenti.

Siamo l’aria che riempie la bottiglia da molti chiamata vuota.

Siamo orgogliose fiamme rosso vivido destinate a raggiungere il cielo solo quando si spegneranno in una nube grigia sospinta dal vento.

Siamo parole inusitate generanti sguardi perplessi nei volti di coloro che non le conoscono e che non si sforzano neanche di impararle, preferendo la semplicità del linguaggio alla profondità del pensiero altrimenti ineffabile.

Siamo goccia, pioggia, ghiaccio, grandine, neve, ruscello, fiume, torrente, lago, cascata, mare, oceano, tempesta: siamo acqua e, come tale, non abbiamo una forma fissa: siamo in grado di trasformarci continuamente, passando dall’estrema fragilità all’immensa potenza, se solo volessimo.

Siamo muri solidi all’apparenza, ma che si sbriciolano quando il mattone debole viene sottratto.

Siamo una lastra di vetro ancora intera, ma sostituita a causa delle innumerevoli increspature.

Siamo desideri inattuabili, siamo speranze vane. Siamo parole al vento. Siamo anime in tormento. Siamo sogni intensi dimenticati al mattino. Siamo vite destinate ad un crudel destino. 

Siamo… noi siamo chi siamo, ma non lo siamo da soli. Ci sentiamo spesso tristi, inutili e soli, ma siamo solo spaventati dalla vita. Ma anche le paure più angoscianti possono essere, in parte, superate. Coraggio, pazienza e forza di volontà. E voglia di lottare: ecco le armi necessarie per combattere contro tutto ciò che ci allontana dalla vera vita.

-calendulanera

La situazione è che c’è uno che mi piace a bombissima ma è talmente strano per non dire bruttino che 1) non si aspetterà mai che una bella intelligente sveglia scaltra dagli ottimi gusti in fatto di tutto come me si interessi a lui 2) proprio per questo non mi contatterà mai per primo 3) l’espressione di disagio dipinta sul suo volto è così spaventosamente evidente che le mie amiche si rifiutano di sentirmi parlare di lui e non supportano questo nostro cioè mio platonico amore. Ma che amiche siete.

Ma porca troia nel ‘98 dovevamo nascere noi? In un’epoca in cui ti guardano solo se sei un metro e settanta, se hai una 36, un culo bello sodo e un seno giusto per loro? E ovviamente lo shatush, la riga in mezzo, le superga alte, i leggings o come cazzo si scrive, il rossetto rosso battona e la maglietta a stampa animalier. Non possono mancare l’iPhone, meglio se 5s, la borsetta fighissima in cui entra solo mezzo quaderno, ma chissene frega, a loro non serve, ovviamente il beauty con il rossetto e il fondotinta, e le sigarette. Quelle non possono mancare. E puoi anche avere tutte queste cose, ma se non cambi ragazzo ogni settimana non ti vorranno. Se non la dai al primo che passa, ti guarderanno male. Per non parlare poi del fatto che ami leggere! Abolito! I libri sono aboliti, la cultura ancor di più. Ti vogliono stupida, con la bocca che sa fare bei lavoretti, e l’apertura di gambe ampia. Vogliono che il tuo argomento principale sia ‘ieri in discoteca mi sono fatta uno, non so manco come si chiama!’, e guai a dire ‘ho letto quel libro, è molto bello e profondo.’ Devi essere stupida e vuota. L’unica sensazione di pienezza che devi sentire è tra le gambe e in bocca. Ma per favore, dove sono finiti quei bei vestitini, quelli che te la facevano sognare la notte, una donna! Quelle ragazze che le conquisti regalando loro un libro, e non tirando fuori i preservativi.
—  Em. Scusate, sono abbastanza incazzata.

È successo quello che tre anni fa non avrei mai mai e poi mai neanche in un universo parallelo voluto che succedesse: ho completamente scordato il tono della voce che mi fece circa (circa perché insomma so che era amore ma non quel tipo di amore) innamorare. Non so che espressioni assumere perché oltre alle budella mi si sta contorcendo in una morsa di reale dolore fisico pure la faccia.

Il primo a scusarsi è il più coraggioso;

Il primo a perdonare è il più forte;

Il primo a dimenticare è il più felice.

35 domande per i più curiosi!
— 

tradotte con amore da io-sono-matteo :D

1. Posta l’ultima foto che ti hanno fatto (quindi non un selfie)
2. C’è qualcuno su Tumblr che conosci nella vita reale? Se sì, come vi siete conosciuti?
3. Stai ascoltando musica? Se sì, cosa?
4. Hai mai fatto uso di droghe?
5. La prima cosa che noti nel sesso opposto?
6. Serie tv preferita?
7. Colore degli occhi?
8. Colore dei capelli?
9. L’ultimo film che hai visto?
10. Descrivi gli ultimi due mesi in tre parole
11. Che libro stai leggendo?
12. Scrivi con la destra o con la sinistra?
13. Con quanti cuscini dormi?
14. Colore dell’intimo che stai indossando ora?
15. Un personaggio famoso che sarebbe il tuo partner ideale?
16. La cosa più bella che qualcuno ti abbia mai detto?
17. Che lavoro ti piacerebbe fare?
18. Cosa studi?
19. La sensazione più intensa che hai provato? Descrivi anche il contesto
20. Che animali domestici hai?
21. Che lavoro fanno i tuoi genitori?
22. Quanti contatti hai su Whatsapp?
23. Che cellulare hai?
24. Credi nel destino?
25. In che posizione dormi?
26. Sei vergine? Se no, a quanti anni hai perso la verginità?
27. Ti piace fare aperitivo con gli amici?
28. Cosa ordini di solito per aperitivo?
29. L’ultimo viaggio che hai fatto?
30. Ultimo libro letto?
31. Ultimo film visto?
32. Hai la patente/hai intenzione di farla?
33. Data di nascita?
34. Pizza preferita?
35. Dove ti vedi tra un anno?

Non voglio augurarti troppo male, non ne sono capace.
Ti auguro un solo rimpianto, me.

Ti auguro di prendere la mia maglia e sputarci sopra lacrime e sangue a furia di pronunciare il mio nome.
Ti auguro di rileggere quei commenti che tanto conservi e colpevolizzarti, ancora.
Una forte agonia,
e ancora rimpianti e rimorsi
quasi fino alla fine.
Perché quasi?
Perché ti auguro anche un solo momento di felicità,
di trovare una persona ed innamorarti follemente,
ma di una che mi somigli
anche in un piccolo atteggiamento;
Cosicché da guardarla e ricordare me,
rovinerai tutto,
continuerà la tua angoscia
giorno e notte
ti tormenterò e non potrai avermi.
E quella, sarà la tua condanna.
Te lo auguro e continuerò a farlo con tutta me stessa, fidati.
E ti ripeterò cose che già sai.
Che tu per me sei importante.
Soffermati un attimo sulla parola importante, dal latino, portare dentro.
Ed è proprio così.
Ti porto dentro di me, ovunque io vada, tu, ci sei. Sempre.
Che tu sei la persona più bella sulla quale posso contare.
Grazie di essere te, e con me.
—  ( Nullam amicam diligo magis quam te | vedolatempestaneituoiocchi )

Non dimenticare mai questi 3 tipi di persone:

1-Chi ti ha aiutato quando eri in difficoltà;

2-Chi ti ha abbandonato quando eri in difficoltà;

3-Chi ti ha messo in difficoltà.

—  DG
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