paolociriello.com

Chiudo con l’ala,

banale e di maniera.

In sunto: treno notturno, treno diurno, local bus, sleeper bus, tuc tuc, taxi, motorino, local boat.
Mumbai-Arambol, Arambol-Gokarna, Gokarna-Bengaloru-Mysore, Mysore-Kannur, Kannur-Fort Kochin, Fort Kochin-Allepey-Kottayam, Kottayam-Varkala, Varkala-Trivandrum then back to Mumbai.. ma in aereo.
2232 chilometri in 30 giorni, 74,4 chilometri al giorno, 383 foto pubblicate nel blog, 12,7666667 al giorno, che, tenuto conto la quantità e la qualità delle connessioni hindi, è roba da primato.
Tante quelle non scattate, pigrizia, lentezza, paura, pudore, etica. Nessuna pretesa. Impossibile raccontare quel paese che il signor Jawaharlal Nehru ha definito come “un fastello di contraddizioni tenute insieme da fili tanto resistenti quanto invisibili”. Tutto si riduce ad una parola famosa “karma”.

Ho chiuso con l’ala ma forse avrei dovuto farlo con la prima cacata italiana dal colore indiano, che ho prodotto pochi minuti fa su un vaso “continental” e mentre lo facevo sperando che sia l’ultima di questa “fatta” e colore, mi è venuto in mente che tra l’altro non ho fotografato nessuno stronzo indiano prodotto da indiano. Cacano ovunque, come del resto le vacche, i bufali, le capre, i cani, i gatti, i topi, i jecki, i granchi, i corvi e i Kikkibiu delle Andamane. Pace. E’ abbastanza.

Dopo 34 ore mezza di viaggio in  3 voli con sosta di 14 ore a Mumbai ed un escursione termica di -30° posso scrivere: “il mio di karma non dimenticherà”.