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Avvocati abilitati alla vendita immobili: ultime novità

Concorrenza sulla norma che consente agli avvocati la compravendita per gli immobili non residenziali fino a 100mila euro.  Avevamo lasciato il Ddl Concorrenza all’esame delle varie commissioni perché, come prevedibile, era necessaria una “riflessione più approfondita” sulle misure che avevano destato l’ira delle assicurazioni (in particolare, le novità in materia di RC auto), le proteste dei…

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Art. 29 del DDL concorrenza, che Renzi intende portare in Parlamento. La norma stabilisce infatti che  “in tutti i casi nei quali per gli atti e le dichiarazioni aventi ad oggetto la cessione o la donazione di beni immobili adibiti ad uso non abitativo, come individuati dall’articolo 812 del codice civile, di valore catastale non superiore a 100.000 euro, ovvero aventi ad oggetto la costituzione o la modificazione di diritti sui medesimi beni, è necessaria l’autenticazione della relativa sottoscrizione, essa può essere effettuata dagli avvocati abilitati al patrocinio, muniti di polizza assicurativa pari almeno al valore del bene dichiarato nell’atto“.


Caro tassista che dichiari 1000 euro al mese, che non si sa chi te l'ha fatto fare allora di comprarti la licenza a duecentomila, forse c'hai pure ragione quando dici che la liberalizzazione dei taxi come la soluzione di tutti i problemi dell'Italia è un'ingiustizia.

Caro onorevole deputato che non arrivi alla fine del mese con i 16.000 euro di indennità, forse c'hai pure ragione che non è abbassandovi lo stipendio di qualche euro che se risolvono i problemi dell'Italia.

Caro farmacista che ti “tocca” ereditare un'attività dei cui servizi in molti vorrebbero poter fare a meno ma nessuno può, forse c'hai ragione pure te quando dici che non è liberalizzando il mercato delle farmacie che si risolvono i problemi dell'Italia.

Caro vescovo, che ti tocca stare una vita senza trombare, forse c'hai ragione pure te, quando mi dici che se la chiesa pagasse l'ici non ci farebbe più tutto quel bene che c'ha fatto in questi secoli di oscurantismo culturale.

Caro benzinaio che mi vendi la benzina manco fosse chianti, forse c'hai ragione pure te a dirmi che le liberalizzazioni non mi faranno calare il prezzo e ti metteranno pure sul lastrico.

Caro povero possessore di uno Yacht da 19 metri o di un Porche Cayenne, lo so che ti tocca fare gli straordinari in miniera per poterti pagare le rate di quell'unica soddisfazione che ti sei potuto concedere in una vita fatta di sacrifici e rinunce, forse c'hai ragione pure te quando mi dici, che se ti ci metto pure la tassa ti rovino, te e tutti gli operai che lavorano nei cantieri e nelle fabbriche della Porche per quel discorso dell'offerta e della domanda.

Caro amico notaio, della cui professione devo ancora riuscire a comprendere l'utilità, c'hai ragione pure tu quando me dici che il lavoro è l'unica cosa buona che ti può lasciare tuo padre dopo averti condannato fin dall'infanzia alla certezza che avresti fatto quel mestiere, tanto che apponevi timbro e firma pure sugli scambi delle figurine alle elementari in cambio della merendina, e che non ce la possiamo prendere con voi, che in fondo siete solo 6000, che cosa vuoi che contino 6000 persone su una popolazione di 60 milioni.

Mò che ci penso, stai a vedere che il problema sono proprio io, io che vi sto ancora ad ascoltare invece che venire in piazza a darvi foco uno per uno. Che per fortuna sono contro la violenza.
Che mi chiedo dove eravate simpatici amici, quando i governi di un colore o dell'altro si inventavano la flessibilità spazzando via ogni garanzia per chiunque non fosse vostro figlio e noi scendevamo in piazza a prendese manganellate e lacrimogeni?
Dove eravate quando il governo giocava a sudoku con le nostre date di nascita e i contributi versati? Dove eravate quando Fiat, Omsa & Co. licenziavano e trasferivano gli stabilimenti all'estero?
Dove eravate mentre amichevoli poliziotti manganellavano studenti che in piazza chiedevano una scuola e una università più giuste ed efficienti anche per i vostri figli?
Dove eravate piccole amorevoli teste di cazzo, quando pur di non controllare i vostri negozi, le vostre attività, si cercava di dare la colpa della crisi a quattro disgraziati di immigrati, per esempio prendendosela con le “frutterie etniche” (sic.) o i negozi di kebab.

Ecco io non so dove eravate, ma so dove vorrei mandarvi:

affanculo.

—  M.S.
Da notai e AACC invito ad acquistare immobili certificati

Il Consiglio Nazionale del Notariato, con la collaborazione di 12 associazioni di tutela dei consumatori, ha presentato ufficialmente a Roma la guida rivolta ai cittadini e finalizzata all’acquisto di immobili dotati di certificazione energetica.

Il titolo del sesto vademecum ideato per i cittadini, “Acquisto Certificato. Agibilità, sicurezza ed efficienza energetica degli immobili“, è emblematico e sintetizza tutti i vantaggi di una casa “certificata”, sotto il doppio profilo di risparmio e sicurezza. Nella guida quindi vengono presentati nel dettaglio i risvolti ambientali ed economici di questa scelta.

In particolare si dimostra, con esempi pratici, come la certificazione contribuisca a rendere da subito chiara la qualità dell’immobile e permetta di conseguenza una previsione precisa delle spese future di gestione e manutenzione della casa.

L’acquisto dunque diviene automaticamente più coscienzioso e ponderato, non solo dal punto di vista giuridico e legale ma anche sotto l’aspetto dei consumi ad esso connessi. Si consiglia per questo motivo una consulenza, prima del rogito notarile, non solo con esperti di diritto ma soprattutto con tecnici in grado di accertare le condizioni igienico-sanitarie e l’efficienza energetica dell’immobile.

Questo l’elenco in ordine alfabetico delle associazioni coinvolte nel progetto: Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori. Su tutti i siti web delle associazioni di cui sopra, oltre a quello del Notariato, è possibile scaricare la guida.

Leggi l'articolo completo -> Da notai e AACC invito ad acquistare immobili certificati

Mi chiamò una banca specializzata in microcredito. Dissero subito che dovevano riattaccare, prima di farlo però riuscirono a dirmi di andare lì da loro, il giorno dopo.

Trovai l’indirizzo, via Fermi 35, e ci andai. Rimasi spiazzato: via Fermi passava dal civico 33 al civico 37. Poi però guardando meglio notai che fra i due edifici c’era una fessura e mi c’infilai. La porta scorrevole del civico 33 si chiuse così entrai nella banca.

Mi trovai corpo a corpo con una segretaria e quasi la baciai, per errore, quando la porta del civico 33 si riaprì un attimo spingendomi addosso a lei. Le dissi che mi avevano chiamato al telefono il giorno prima e lei mi chiese se avevo risposto. Sì, le dissi. Cosa le abbiamo detto?, mi chiese. Di venire qui oggi, le dissi. Allora è a posto, disse, visto che è qui. Sì ma perché?, chiesi. Doveva chiedere al direttore. Mi domandò se a casa avevo una sala d’attesa dove poter aspettare e le risposi di no, avevo una sala normale. Attenda qui allora, disse.

Rimanemmo fermi in quella posizione aderente per un paio di minuti. Ora la farò parlare col direttore, disse. Piegò la testa da una parte e dietro di lei c’era il direttore. Ci presentammo ma non ci fu modo di darsi la mano perché la segretaria si frapponeva, e il gesto rischiava di essere male interpretato.

La segretaria inclinò il collo dall’altra parte (sennò la cervicale) e su due piedi a testa il direttore mi fece qualche domanda di rito cattolico sui miei studi e le mie esperienze precedenti. La segretaria, nel rispetto della privacy, si era tappata le orecchie. Il colloquio si fece più difficile quando il direttore iniziò a farmi qualche domanda anche sugli studi e le esperienze precedenti altrui. Lì barcollai, e per forza di cose anche la segretaria e il direttore oscillarono, insieme a tutto il civico 35. Comunque alla fine me la cavai, con sottigliezza.

Il direttore rimase molto colpito dalla mia laurea breve in economia. Disse che con studi del genere sarebbe stato facile inserirmi lì da loro, perciò mi assunse senza batter ciglio, il che fu una fortuna altrimenti avremmo dovuto cambiare posizione per farci entrare la palpebra.

Può iniziare subito, disse il direttore. Scavalcai la segretaria e ottenni così un posto migliore del suo. Ecco il suo ufficio, disse il direttore senza muoversi. Lavoreremo fianco a fianco, disse, quando non ci sarà la segretaria.

Era davvero piccolissimo, il mio ufficio, ma la cosa non mi preoccupava. Anzi tornò molto utile quando una ditta concorrente tentò di spiarci, perché per mettere una cimice furono costretti a togliere la scrivania, e mi accorsi immediatamente.

Comunque è da quel giorno che lavoro nel microcredito, un settore in cui, dice spesso saggiamente il direttore, c’è spazio per tutti.

3:00 a.m

Stavo tornando a casa, ancora mezza sbronza e addormentata, dopo una lunga serata di merda passata insieme ai miei coetanei che tra una risata e l'altra ti spingono sempre a bere fino a farti perdere coscienza di te stessa. Non succederà più. Insomma, continuando il mio racconto epico, lungo la strada notai una figura solitaria seduta ai piedi di una scalinata ma non ci feci molto caso (anche perché solitamente si evitano le persone alle tre di mattina). Era un ragazzo. Aveva gli occhi lucidi, una sigaretta in mano e una bottiglia di (forse) vodka accanto. Mi fermai di scatto e gli chiesi cosa fosse successo, lui mi disse soltanto che l'amore l'aveva ridotto in quello stato, che le ragazze sono tutte delle “troie assurde” e che il suo cuore ormai non esisteva più. Ero, probabilmente, ancora sotto effetto dell'alcool perché fui spinta da qualcosa che mi invitò a sedermi con lui. Lo tranquillizzai, ma dopo qualche minuto scoppiò a piangere sulla mia spalla, fu una cosa bella e strana allo stesso tempo, stavo aiutando una persona e questo mi faceva stare fottutamente bene! Alla fine lo abbracciai e gli dissi che poteva contare su di me per qualsiasi cosa, lo lasciai lì senza un perché (anzi un perché c'era, non potevo portarmelo a casa). Probabilmente non lo rivedrò mai più ma è stata una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto.

Forse un giorno l'avrei dimenticato, ma quella sera quando ci pensai, come facevo abitualmente, temetti che non sarebbe mai potuto accadere. Non so se fossi più spaventata dall'idea che fosse davvero tutto finito, o dall'idea che se fosse tornato non avrei avuto alcuna idea di come reagire. So solo che, ogni volta che passandomi accanto lasciava quella scia di profumo e sigaretta, avevo l'impulso di gettarmi contro il suo petto e scoppiare in lacrime. Mi immaginavo me stessa urlargli contro ‘sei uno stronzo!’, e l'attimo dopo desideravo solo supplicarlo di ricominciare almeno a parlarmi. Mi guardai allo specchio e notai che gli occhi mi si stavano inumidendo di un sottile strato di lacrime. 'Torna da me ti prego, torna da me.’ Sussurrai, osservando la ragazza triste riflessa dallo specchio.
Love is dangerous

Era lunedì mattina, sentii squillare il telefono, saltai giù dal letto per rispondere e mi resi conto che come al solito era iniziato un noiosissimo giorno di vacanza, ma non era un giorno qualsiasi, era il giorno del mio quindicesimo compleanno, me ne resi conto perché quando risposi al telefono sentii la mia migliore amica Giorgia urlare: <auguriii> la ringraziai e andai in cucina dove vidi sul tavolo una torta con un biglietto che diceva: “tanti auguri da mamma e papà” sorrisi, mangiai un pezzo di torta e corsi in camera a fare i compiti. Ero molto concentrata quando sentii un rumore strano provenire dalla sala, uscii di soppiatto dalla mia stanza e senza farmi notare guardai nella stanza e notai sul divano un pacchetto che poco prima non c'era, ero spaventata ma allo stesso tempo incuriosita, così mi avvicinai al divano e presi il pacchetto, aveva anche un bigliettino con scritto: “alla ragazza più bella e simpatica che conosco. Alex” non potevo crederci..ALEX!! Ero innamorata di lui sin dalla prima volta che lo avevo visto. Sentii dei passi e subito dopo due calde mani mi coprirono gli occhi, non potevo crederci, mi girai e vidi Alex; era lì con quel suo sorriso paradisiaco, lo guardai stupita e dissi: <ma-ma che ci fai qua? come hai fatto ad entrare?> lui sorrise e disse: <come sono entrato non è importante, l'importante è che io sia qua con te, per te e volevo che tu potessi capire quanto ti amo>. Non credevo che stesse succedendo proprio a me, lo abbracciai e subito dopo ci sedemmo sul divano a parlare, poi lui, con dolcezza, mi prese la mano e mi baciò. Era la sensazione più bella al mondo; riaprii gli occhi ma non lui non c'era più e io mi ritrovai nel mio letto pronta ad iniziare un altro maledettissimo lunedì mattina.

Her insanın içinde bir tel vardır,dokunulmaması gereken.
Doğru notayı bilmiyorsan sakın dokunma
En güzel enstrümanlardan bile bazen
Yanlış sesler çıkar…

CON GLI OCCHI DELLA PASSIONE

Ho sempre sentito dire che esiste una sola forma d’amore. Bizzarramente in genere si pensa che l’unico amore vero sia quello carnale, quello dei sensi e che debba essere rivolto ad un’altra persona.

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Una lettera per te

Questa lettera è per te, che capirai sicuramente, anche se non la leggerai mai.
Ti scrivo queste inutili righe per sapere come stai. In questi due anni se c'è una cosa che ho capito di te è che sei talmente complicato che non ci ho capito un cazzo; sappi solo che peró tutto questo è bastato a farmi perdere la testa. Ho sempre pensato che tra noi non ci poteva essere altro, se non un rapporto di forte amicizia. Diciamocielo una 15enne e un 19enne insieme non si sono mai visti. Ci credo che tutti ci guardavano storti quando passavamo. Mi ricordo ancora alla perfezione la prima volta che notai i tuoi occhi: eravamo al parco e tu tra una chiacchiera e l'altra avevi convinto un esercito di bambini a giocare a pallone con te, e chi ti avrebbe fatto goal vinceva un premio. Quando questo stupido giochetto era iniziato ero piuttosto riluttante: ero a guardarti da una panchina un po’ in disparte per controllare mio fratello minore che giocava con questo ragazzo a mio avviso un po’ strano all'inizio. Quando poi tu ti avvicinasti a me ero più decisa che mai a mandarti al diavolo. Ma quando ti sei seduto con disinvoltura e hai iniziato a parlare di quanto fosse bello stare lì all'aria aperta, io sono rimasta incantata dalla tua voce e dalla tua capacità di saper dialogare così facilmente. Quando finalmente il tuo sguardo si è incrociato col mio, credo di essermi persa in quei tuoi occhi ghiacciati mentre mi parlavi del tuo anello con inciso il padre nostro in spagnolo. Mi ricordo poi tutto il periodo post- Estate. Ormai io sarei ripartita e tu saresti rimasto lì, ma tu ti eri deciso a mantenere i contatti così mi hai scritto su facebook. Sin dalla prima conversazione mi sono sentita felice con te.. Le nottate fino alle 2 quando tu mi promettevi che mi avresti portata via te le ricordi? Io sì.
Poi per un lungo periodo sei sparito e io ho avuto tanti casini a causa tua. Dio se mi mancavi. E poi boh c'è stata la svolta dell'estate 2014. I pomeriggi da sola al parco passati ad aspettarti invano, le nottate passate a piangere davanti a uno schermo. Era tutto uno schifo fino a quando il 20/08/14 poggiata ad una panchina mi sento stringere forte da dietro. Subito ho riconosciuto il tuo profumo e quella stretta così forte e sicura. Quel pomeriggio passato insieme, abbracciati è stato il più bello della mia vita. Adesso non so se e quando ti rivedró ma so solo che prima o poi ci rivedremo e io mi sentiró totalmente incapace di agire o parlare. Come posso dirti che ho iniziato a fumare quando mi hai sempre detto di non farlo? Come posso dirti che sto ancora male quando tu mi hai sempre detto di sorridere e basta? Come posso mostrarti la mia parte ferita se non ti vedró più?
Cristoddio mi manchi più della pioggia in un giorno afoso nel deserto.

Avete presente quelle persone che a guardarle pensi subito ‘magari fossi come lei’? Ecco. Ho pensato la stessa cosa appena ho visto lei.
Ricordo che notai subito i suoi bellissimi capelli; rasati ai lati e con il ciuffo all'insù davanti alla fronte. Erano di un biondo scuro, che io definirei raro.
I suoi occhi azzurri riflettevano la luce che ci circondava, e brillavano.
Indossava una canottiera verde-acqua, dei jeans lunghi e stretti e sopra una felpa larga.
Chiunque l'avesse vista l'avrebbe scambiata sicuramente per un ragazzo, io però pensavo fosse bellissima.
Ogni tanto accendeva una sigaretta; ogni volta che la posava sulle labbra io restavo lì ad ammirarla, come fosse uno degli spettacoli più belli.
Quando sorrideva sugli angoli delle sue labbra si formavano piccole pieghe e gli occhi si socchiudevano.
Non aveva una delle risate più belle del mondo, o una risata da ‘poesia’, ma quando rideva veniva voglia anche a te di ridere.
Lei riusciva a passare da una conversazione divertente a una totalmente seria con una parola.
Riusciva a farti sentire il cuore in gola con una semplice frase sussurrata.
Lei, con la sua gelosia, riesce a farmi saltare i nervi; e poi, con solo un gesto o una parola riesce a farmi passare tutto.
Lei che arriva a casa che puzza di alcol.
Lei che mi porta il gelato quando fa caldo.
Lei che mi porta ad ingozzarmi di patatine quando dico che ho fame.
Lei, lei, lei.
Lei che non è perfetta, ma che è ciò che aspettavo da tempo.
—  07-05

anonymous asked:

Potresti parlarci di Alex?Sempre se ti va, eh, tranquilla. Immagino quanto possa essere doloroso. Ma mi piacerebbe sapere. E tu, come stai? Un bacio enorme, buona giornata🌸

Alex era Alex.
Non so cosa eravamo.
Il nostro rapporto non si poteva etichettare.
La prima volta che lo vidi fu in ospedale,stavo facendo un prelievo per controllare se fosse tutto a posto.
Mentre i miei parlavano con i medici iniziai ad andare in giro. Dopo venti minuti che giravo senza meta, notai un ragazzo che stava guardando fuori dalla finestra.
Essendo molto timida non mi avvicinai, lo guardai da lontano.
Notai che aveva una piccola cicatrice sulla gamba sinistra.
Dopo un po’, prese il suo cellulare che si trovava su una sedia poco distante da lì e fece per tornare in camera. Mi passó vicino e gli sorrisi. Aveva gli occhi che avevano tutte le sfumature del cielo. Erano molto rossi, gonfi,stanchi,spenti.
Entró nella sua stanza e decisi di seguirlo. Era seduto sul letto e non riusciva a prendere il pacco delle sigarette dalla mensola,ma era troppo lontana. Entrai e gliele porsi.
Lui mi guardò e disse “di fatto non potrei fumare, ma tu non hai visto nulla,intesi?”
Gli risposi con un sorriso, lui si alzò e disse “Piacere,Alessandro. Chiamami Alex” io gli porsi la mano e gli dissi “Matilde”. Lui sorrise e tornó a sedersi. Gli chiesi perché si trovava lì e lui mi spiegò che faceva la chemio. Parlammo per quasi un'ora di tutto ciò che ci piaceva. Dopo gli lasciai il mio numero,promise di chiamarmi e di portarmi al cinema il prima possibile. Passarono due settimane,di Alex nessuna traccia.
Dopo vari giorni mi chiamó, uscimmo insieme e continuammo a parlare del più e del meno. Da quel giorno in poi passammo giornate intere insieme, a volte restavamo a casa a vedere un film,accoccolati sul divano, altre andavamo al cinema,al mac, a mare.
Lui continuava a fare la chemio. Diceva che era tutto okay,che sarebbe migliorato tutto..ma non fu così.
Dopo un po di mesi, scappai di casa perché avevo litigato con i miei. Saltai la scuola e rimasi nascosta in stazione dietro un treno che si vedeva da casa sua. Nel tardo pomeriggio andai a sedermi sui binari,volevo farla finita una volta per tutte. Lui mi scrisse alcuni messaggi sperando che non facessi sul serio con quel “addio”. Quando capì venne a prendermi e mi portó in moto. Se avesse tardato solo di 5 minuti sarei morta.
Dopo un po’, scoprii che la chemio “non funzionava”.
Mi lasciò un foglio con su scritto “ti amerò sempre, addio.”
Mi manca..mi manca tantissimo.
{Comunque,io sto bene anon. Anche se è un periodo in cui sto perdendo troppe persone. Poco a poco mi abbandonano tutti. Ma è tutto okay, è un piacere aver condiviso la nostra storia. Un abbraccio.}🌙