nervosa

Non innamorarti di una ragazza così. Di una che legge, che sogna in grande, che ama le parole, che crede alle promesse. Non innamorarti di una ragazza che inciampa ad ogni passo e lo fa tra mille errori. Non innamorarti di una ragazza che arrossisce se le fai un complimento, o che gioca con i suoi capelli e si morde il labbro quando è nervosa, che si perde per ore nei libri. Non innamorarti di una che ha sempre un'opinione su tutto, che fa valere le sue ragioni. Non innamorarti di una ragazza riservata, silenziosa, piena di dubbi e di parole non dette, di una che se non si sente a suo agio si chiude a riccio nelle sue fragilità. Non innamorarti di una ragazza così, di una che ha la pelle d'oca ogni volta che ti avvicini, di una che ti scrive messaggi dolci per farti stare meglio. Non innamorarti di una che ti allontana, che dice di non sopportarti, che non ti pensa neanche un po’, ma non è mai troppo vero. Non innamorarti di una così, che se la abbracci ti dice di smetterla e intanto si rifugia lì da te per non andare più via. Non innamorarti di una ragazza così, credimi, non farlo. Non innamorarti di me che quando m'innamoro amo davvero, con tutta me stessa. Perché io sono una sognatrice e vivo d'amore, di sogni e d'illusioni. E se non mi tieni stretta, mi distruggerai. E io, sono già abbastanza fragile così.

La mia professoressa mi mette in ridicolo di fronte alla classe intera quando entro in pallone. Quando dall'emozione o dalla fretta sbaglio qualche parola e m'impappino.
Cara professoressa, le volevo dire che lei è una grandissima cafona che con la scusa che è un'insegnante si permette di trattare i suoi alunni come bambini delle materne a cui poter dire qualsiasi cosa le passa su quella grandissima testa di cazzo che si ritrova. Io non sono né una sua amica, né il sacco da boxe che non penso usi quando è nervosa, dato che ci sono io. Io non sono la sua presa in giro. Io ho dei sentimenti, anche se lei non lo ha notato o tralascia questo particolare.
Le vorrei tirare a faccia un libro, ed un altro, e un'altro ancora. Magari così, inizierà a leggere bene.
E per il suo compleanno le potrei regalare una parete della scuola. Solo per lei. Così da sbatterci la testa ogni volta che è girata di palle per cavoli suoi.
Gradirei del rispetto.
E gradirei, che lei, cara professoressa di filosofia, elimini dal suo vocabolario ristretto le parole ‘parassita, ignorante, animaletti, bestie, bambini, ridicoli’ ecc ecc.
E, come ultima cosa, le volevo ricordare che come lei non ha scelto la mia classe, noi, non abbiamo scelto lei come insegnante di una materia così bella che viene rovinata durante la sua ora da imprecazioni del tutto fuori luogo.
Arrivederci.
—  bubbbu