manzoni

Prima stavo facendo un’analisi di tutti i possibili autori che potrebbero uscire in Prima Prova ed analizzando per bene tutti gli anni ho individuato che come analisi del testo non sono mai usciti i tipi ottocenteschi e del primo novecento (Manzoni, Leopardi, Verga, Carducci, Pascoli e D’Annunzio).

FORZA CHE QUEST’ANNO ESCE UNO DI VOI

Artist Guglielmo Cavellini wrote himself into art history with this sticker. MoMA librarian Jennifer Tobias shares the backstory

[Guglielmo Achille Cavellini. Informazione. n.d. Cavellini artist file, MoMA Library]

Manzoni si prende gioco di me.

Il matrimonio di Renzo e Lucia in due parole: “furono sposi”. 38 capitoli. 900 pagine e piú. Ho letto di minacce, fughe, omicidi, tumulti, tranelli, peste e morti in attesa del benedetto matrimonio tra Renzo e Lucia segnandomi tutte le improbabili similitudini dell’autore, pregustando la minuziosa descrizione della cerimonia e il Manzoni dopo aver “lanciato” i Promessi Sposi in mirabolanti avventure mi conclude il romanzo con un “ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta”. No, Manzoni non mi hai annoiata. Mi hai esasperata, distrutta, annientata, hai succhiato tutta la mia sanità mentale con le tue lunghissime descrizioni storiche (su cui poi mi hanno interrogata) ed infine chiudi il tutto così. Come se dopo averti maledetto in turco antico dal primo all’ultimo capitolo non mi fossi affezionata ai personaggi e non mi aspettassi un finale con i botti.

Io me li vedo Foscolo e Manzoni assieme.
Me li vedo mentre si accapigliano.
«Ugo, permettete. Voi mi sembrate assai antiquato».
«Chiamamose pe’ cognome, Manzo’. Sì che nun c'ho un sordo, ma nun eri te quello che apprezzava gli umili?»
Davvero. Me li vedo.