‘Ma ti muovi!’ dice mia madre bussando alla porta del bagno. Bussa. bussa. Bussa.

Sta solo amplificando il mio mal di testa.
“Ora esco!” urlo in risposta.
Mi asciugo le lacrime e mi guardo allo specchio.
Inevitabilmente scoppio a piangere, di nuovo.
Mi accascio lungo la porta.
Le mie lacrime sono salate e calde.
Mi fa male il cuore. Non so se per le troppe emozioni, per il troppo dolore o per un problema fisico…
So solo che mi fa malissimo.
Stringo di nuovo quell’oggetto di metallo che mi ero ripromessa di buttare.
“Esci da li!” dice mia madre, e cerca di aprire la porta.
Eh, no, mamma. È chiusa a chiave.
Come ci si sente a non riuscire ad aprire la porta? Brutto eh?
Affondo la lametta più in profondità, faccio dei tagli verticali più difficili da ricucire.
Apro l’acqua della vasca da bagno bollente, rileggo un ultima volta la lettera fatta e la metto sotto l’uscio della porta.
Sono piena di sangue.
Entro nella vasca.
Il sangue sgorga più velocemente.
Mi gira la testa. inizio a vedere chiazze scure.
“Apri ti prego, apri!” mia madre piange, sta picchiando la porta.
Vorrei tanto stringerti mamma.
Dirti che ti voglio bene, venire li ad aprirti ma non ce la faccio.
Lei urla e io affondo la testa nell’acqua non mi sono mai piaciute le sue urla.
L’acqua è rossastra, adesso è rosso acceso.
Faccio in tempo a cogliere l’ultima frase “non sei un disastro sei la persona più forte e bella di questo mondo” e mi addormento così con il sorriso.

—  Non la ho inventata io

Ragazze che postano screen di messaggi dove dicono ‘dai sali’ al ragazzo alle due di notte, io se faccio na cosa del genere mia madre prende prima me a sprangate , mi rasa i capelli stile caludio bisio e poi butta a lui dal balcone e lo usa per giocarci a angry birds . 

Ma se tutti se ne vanno, se nessuno ti cerca, se a nessuno manchi, se nessuno ti da il buongiorno, se nessuno ti da la buonanotte, se a nessuno importa di come stai, se nessuno ti ama, se anche tua madre si pente di averti avuta come figlia, di chi è il problema? Loro o tuo?
PRIMO MESE
Mamma, sono ancora un seme, ma
ho tutti i miei organi. Amo il suono
della tua voce. ogni volta che lo
ascolto, ondeggio di qua e di là. Il
suono del battito del tuo cuore è
la mia ninnananna preferita.
SECONDO MESE
Mamma, oggi ho imparato a
succhiarmi il pollice. Se potessi
vedermi, potresti sicuramente dire
che sono un bambino. Non sono
ancora grande abbastanza per
sopravvivere al di fuori della mia
casa. E’ così bello e accogliente
qui!
TERZO MESE
Lo sai mamma? Sono una
femmina!! Spero che ti faccia
felice! Ho sempre voluto che tu
fossi felice! Non mi piace quando
piangi…sembri così triste…e mi
sento triste anche io, e piango con
te anche se so che nn puoi
sentirmi…
QUARTO MESE
Mamma, i miei capelli stanno
cominciando a crescere. Sono
molto corti e carini, ma ne avrò
molti! Passo molto del mio tempo
facendo esercizio: riesco a girare la
testa, ad arrotolare le dita e a
stirare le gambe e le braccia. Sto
diventando piuttosto brava!
QUINTO MESE
Oggi sei andata dal
dottore…mamma, ti ha mentito! Ti
ha detto che non sono un
bambino! Sono una bambina
mamma! La tua bambina… Io
penso e percepisco… Ti posso
sentire e so di amarti! Mamma,
cos’è un aborto?
SESTO MESE
Sento di nuovo il dottore! Non mi
piace…sembra freddo e
insensibile! Sta infilando qualcosa
nella mia casa…la chiama
ago…Mamma cos’è?!? Brucia! Per
favore fallo smettere! Non riesco ad
allontanarmi dall’ago!! Mamma!
AIUTAMI! Mamma, per favore fallo
smettere…mamma! Scusa mamma!
Fallo smettere ti prego! Ti prego….
SETTIMO MESE
Mamma, tutto bene. Sono tra le
braccia di Gesù. Mi sta
abbracciando. Mi ha parlato degli
aborti…Perchè non mi hai voluto
mamma?
—  Cit. IDK- Ho aperto i rubinetti 😭
Mamma non voglio essere né uno scrittore né uno studioso, voglio solo vivere. Voglio solo scappare da questo limbo da cui non riesco più a evadere. Ho perso da tanto tempo la speranza di uscire da quella porta infernale fatta di apatia e rassegnazione. Sono condannato a vivere tra queste anime impure, in questo inferno artificiale di cui conosco nome e cognome. Voglio puntare in alto, ma gli occhi bruciati mi costringono a guardare in basso. La mia punizione è eterna, e come Prometeo soffro per una ferita che viene riaperta costantemente dalle fauci di un aquila di nome “Rimpianto”.
Oggi mia madre in macchina mi ha chiesto se Harry mi mancava.
Se Harry mi manca, fisicamente, come persona. E io ero un po’ imbarazzata, perché andiamo, ho 17 anni, non dovrei pensare a queste cose, ma le ho detto la verità. Le ho detto che mi manca, spesso. Allora lei mi ha guardata negli occhi e seria, mi ha chiesto ‘come può mancarti qualcuno con cui non hai condiviso nulla?’.
Io sono stata per un po’ in silenzio, a guardare fuori dal finestrino e a riflettere, per trovare le parole giuste.
Alla fine, le ho semplicemente detto ‘non credo che si debba per forza condividere fisicamente qualcosa con una persona per farsela mancare. So che ora riderai, e se non fossi mia madre e non pensassi che sono già pazza di mio, non te lo direi, ma io Harry è come se lo conoscessi davvero. E mi manca, vorrei poterlo abbracciare, stringergli anche solo la mano, mi manca. Non so perché, ma succede.
È così e basta.’
Mia madre mi ha guardata e ha sorriso.
E credo che abbia capito tutto ciò che non sono stata in grado di dirle a parole.
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