malattia

Mi presento. Ho un tumore e mi chiamo Maria. Ho un tumore e ho 17 anni. Ho un tumore punto.
Ho sempre creduto che il cervello fosse l’unica cosa in me che funzionasse. Mi sbagliavo.
Ho un tumore, al cervello.
E adesso aspetto la morte.
L’aspetto per dirgli due parole.
“Ciao morte. Ho 17 anni. Mi piacciono gli abbracci, l’amore e i gelati. Amo l’odore della benzina, delle officine e l’azzurro.
Odio la cattiveria, le urla ma soprattutto te. E so che non dovrei ma ti odio. Perché mi strappi via da qui? Perché ora? 17 anni. Ho solo 17 anni. Non ho mai dato il primo bacio. Non ho mai tenuto la mano di un ragazzo. Non ho ancora preso la patente. Non ho finito la scuola.
Lasciami qui, non portarmi via.
Non ora.
—  Federica Maneli, Storie mai scritte

Oggi avevo deciso di saltare la scuola. Purtroppo il registro elettronico non me lo permetteva, così mi so finto malato. Mamma è venuta a prendermi alle 11.15.

Ora sono in ospedale, ho qui accanto a me un 70enne che ha ancora pochi giorni di vita. Si, ha il cancro. Ora mi sta raccontando di lui, strano dirlo ma è felice. Ha vissuto la sua vita al cento per cento. Mi ha raccontato il suo primo tiro a Calcio, la prima sigaretta, il primo bacio, il primo amore, la prima canna, la prima scopata, il matrimonio, il primo lutto. Mi rendo conto che la vita è preziosa…Bisogna viverla al momento.
Volevo mandare un messaggio a voi di tumbrl. Vivete, vivete fino a morire, la vita è una, e sinceramente non me ne voglio perdere nemmeno un attimo.

—  Ciro Manzari