Questo è il primo bacio di cui siamo entrambi consapevoli. Nessuno dei due è obnubilato dal dolore o dalla malattia o è privo di sensi. Le nostre labbra non bruciano per la febbre, né sono gelide come il ghiaccio.
Questo è il primo bacio che mi suscita una vera emozione. Caldo e strano. Questo è il primo bacio che me ne fa desiderare un altro.
—  Hunger Games - Suzanne Collins
Qualche volta ci sono cose che ci fanno stare male e non vogliamo che altri lo sappiano. Preferiamo tenercele per noi. Oppure qualche volta siamo tristi ma non ci rendiamo conto di esserlo. E allora diciamo che non é vero. Ma in realtà lo siamo.
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Questa frase la dedico ad Andrea. Piccolo soldato spero che tu stia meglio lassù. Qua a tutti manchi e nessuno si spiega il tuo gesto. Riposa in pace angelo mio.

- Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon. (Via ilsanguedagliocchi)

Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l’aria. Troppo di tutto, accidenti.
—  Charles Bukowski, Pulp.
Io vedevo la gente e le macchine, e ero contento che andassero ognuno dove voleva; poi vedevo tutti gli uccelli per aria e dei campanili e antenne, e vedevo venire la sera indipendente da me, ma con tutto quello spettacolo che mi è sempre piaciuto. Poi mi piaceva vedere le nuvole al vento, che durano poco; e la luna e le stelle e le stelle cadenti; e la nostra galassia fosforescente.
Questo pensavo che sono cose distanti, e si vedono bene dai tetti. Uno si può sedere sul tetto che ha scelto e è abbastanza beato di non essere niente. Niente per il traffico che c’è nella strada e per tutto quello che gira nel cielo. Quando si vive sui tetti, si ha un bel da dire, uno è solo contento, e si cerca di stare più in alto e di scomparire.
—  E. Cavazzoni, Il poema dei lunatici